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Api / Agricoltura / Ambiente

Dal mais gocce di rugiada avvelenata

21 gennaio 2009

LA STREGA DISSE A BIANCANEVE:ASSAGGIA UNA GOCCIA D’ACQUA! VEDI IL VIDEO…

 

 


 Dal mais gocce di rugiada avvelenata con gli insetticidi sistemici!

Video ricerca guttazione

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L’ape si distingue dagli altri insetti per la termoregolazione, che le consente di vivere a diverse latitudini. L’Ingente, importantissima attività di raccolta d’acqua le consente di mantenere anche con caldo torrido nell’alveare temperatura e umidità “condizionate” perfettamente. Fra le fonti di bottinatura preferite quelle tiepide, in gocce, come la rugiada e le “gutte”essudate dalle piante. E l’uomo non trova niente di meglio che far spargere alle coltivazioni copiose microgocce micidialmente contaminate e velenose…

In un convegno a Legnaro, organizzato da Veneto Agricoltura e dal titolo “Forum fitoiatrici autunnali”, è recentemente emersa una nuova via di esposizione dell’ape ai neonicotinoidi utilizzati nella concia delle sementi. E che via! Una via mai considerata da nessuno e che da sola potrebbe, se correttamente considerata da coloro cui competono le autorizzazioni dei fitofarmaci, portarne alla definitiva revoca al termine dell’attuale periodo di sospensione.
Sinora ci si è sempre limitati a vedere il problema nella dispersione dei neonicotinoidi all’atto della semina (mais) e del loro inquinamento di nettare e polline a causa della loro azione sistemica. Il Professore Vincenzo Girolami in occasione del convegno di Legnaro ha presentato una relazione ed un filmato su una sinora non considerata via di esposizione: la guttazione, ovvero le gocce di acqua essudate dalle foglie di giovani piante di mais (così come di altre specie botaniche) in abbondanza in condizioni di buona umidità, calore e ricchezza di acqua nel terreno. Gocce di acqua che le api, gli apoidei e… quant’altri possono tranquillamente raccogliere… e raccolgono! Ebbene il Professor Vincenzo Girolami ha dimostrato che le guttazioni di piante ottenute da semi di mais conciati, se vengono bevute dalle api, le uccidono entro 2-10 minuti ed entro 20-40 minuti se solo vengono assaggiate per un attimo estraendo la ligula.
Il Professor A. Tapparo, del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Padova, ha analizzato le gocce di acqua prodotte dalle piantine di mais con la guttazione, rinvenendo la presenza di neonicotinoidi in ragione di una decina di milligrammi per litro (si, avete capito bene! La misura usata è espressa in milligrammi/litro ovvero ppm –parti per milione- quando è notorio che la dose letale per l’ape si misura in poche, infinitesimali, ppb – parti per bilione!). Basta ricordare che le soluzioni impiegate per i trattamenti insetticidi in campo contengono un centinaio di grammi per litro; hanno cioè un contenuto in neonicotinoidi solo 5-10 volte più concentrato delle guttazioni.
Drammatico, specie considerando sia la diffusione in natura della guttazione e la sua importanza per molte piante, sia la notevolissima persistenza nel terreno di queste molecole, con il rischio conseguente che possano “inquinare” anche colture in successione.
I prelievi dell’agenzia governativa canadese ARLA – www.arla.gc.ca – dimostrano bene cosa si intenda quando si parla di molecole persistenti: l’imidacloprid (Gaucho) ha una DT 50 (mezza vita) che varia da 1 a 2 anni in funzione del tipo di suolo; la clotianidina (Poncho) ha una DT 50 di 1386 giorni nel Dakota del Nord, ma a Saskatchewan dopo 775 giorni, ne era presente ancora l’80% della quantità iniziale; il Fipronil, in una sabbia limosa dello Stato di Washington, ha dimostrato una DT 50 di 7,3 mesi.
Quale la conclusione? Forse è ora di semplicemente prendere atto che il problema non si risolve con la modifica delle seminatrici e neppure con il miglioramento delle tecniche di concia (migliorando ad esempio l’adesività dei concianti al seme) perché la guttazione sulle piante conciate e su quelle che vengono coltivate in loro successione mette comunque a disposizione dell’ape “gocce di linfa” avvelenata da ingenti quantitativi di principio attivo. Questa è la dimostrazione della superficialità con cui sono state concesse le autorizzazioni d’uso di queste molecole quali concianti. E’ soprattutto la dimostrazione della inadeguatezza delle procedure autorizzative.

 

Guttazione: perle letali della primavera, di Vincenzo Girolami (pdf 1,5 Mb)

Video ricerca guttazione: perle letali della primavera
Autori sono Vincenzo Girolami e Luca Mazzon, gruppo Entomologia, Dipartimento di Agronomia Ambientale, Università di Padova.
Al seme giallo corrisponde il non trattato, al seme rosso corrisponde una concia con neonicotinoide.
Dalla suzione alla morte dell’ape passano due minuti reali; l’ape che ha succhiato la guttazione di piante ottenute da seme non trattato (giallo) continua a muoversi vitale nella gabbietta.

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 Dal mais gocce di rugiada avvelenata con gli insetticidi sistemici!

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