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La protesta di Roma sulla stampa

9 aprile 2008

La manifestazione degli apicoltori a Roma è stata ampiamente ripresa dai principali organi d’informazione italiani.

Di seguito l’elenco, provvisorio, delle testate giornalistiche su cui è stata riportata la notizia e alcuni dei comunicati stampa.

 

TG3
TG5
STUDIO APERTO
LA REPUBBLICA
IL MESSAGGERO
GAZZETTA DI MANTOVA
GAZZETTA DI MODENA
GAZZETTA DEL SUD
GAZZETTA DI REGGIO
IL GIORNO
IL RESTO DEL CARLINO (RAVENNA)

LA NAZIONE (EMPOLI)
LA NUOVA FERRARA
L’ECO DI BERGAMO
LA TRIBUNA DI TREVISO
L’ADIGE
LA CITTA’ DI SALERNO
IL CITTADINO
L’ECO DI CHISONE
LA NUOVA SARDEGNA
LA PROVINCIA PAVESE
IL PICCOLO DI TRIESTE
IL MATTINO DI PADOVA
LA NUOVA VENEZIA
IL CENTRO
LA PROVINCIA DI CREMONA
BRESCIA OGGI
GIORNALE DI VICENZA
L’ARENA
TRENTINO
CORRIERE DELLE ALPI
VIRGILIO NOTIZIE
HELP CONSUMATORI
PANORAMA.IT
MARKETPRESS.INFO

L’ARTICOLO SU IL TEMPO:
Crisi Tre milioni di euro i danni del settore
Veleno fa strage di api A rischio il miele
Tre milioni di euro di danni. A tanto ammonta una stima provvisoria del valore del miele che non verrà prodotto in Italia nel primo raccolto importante del 2008, considerando la cifra di 40.000 alveari colpiti dalla strage di api, ad oggi prevalentemente nel Centro Nord.
Una cifra che secondo gli addetti ai lavori potrebbe salire, perchè costituisce solo un bilancio parziale e non include alveari che potrebbero subire la stessa sorte, in aree dove la semina è ancora in corso. Sotto accusa i nuovi insetticidi usati per la concia delle sementi, specie del mais, sostanze killer di insetti, incluse le preziose api impollinatrici.
« Le cifre si desumono considerando una prima raccolta di circa 30 kg di miele per alveare e un prezzo medio di 2,5 euro all’ingrosso per ogni kg prodotto – spiega Luca Bonizzoni, presidente dell’Associazione apicoltori professionisti italiani (Aapi) – che va moltiplicato per un totale di 40.000 alveari spopolati stimati fino ad ora. Il risultato è di una mancata produzione di 1.200.000 kg di miele, cioè 12 tonnellate, che per 2,5 euro equivalgono ad una perdita di 3 milioni di euro. Questi danni potrebbero essere solo la punta dell’iceberg – aggiunge Bonizzoni – visto che ad oggi ci risultano colpite le bottinatrici, cioè le api che fanno il miele, ma le semine intanto continuano». Ieri gli addetti ai lavori sono scesi in piazza con un blitz sotto il ministero della Politiche agricole. Dopo la manifestazione di oggi il prossimo round della partita sulle api si giocherà in un confronto al ministero della Politiche agricole il 18 aprile prossimo al quale parteciperanno anche le Regioni. «Seguiamo il problema da vicino» ha affermato il ministro Paolo De Castro, mentre Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, è ottimista sull’esito della prossima riunione: «Le possibilità di sospensione di queste sostanze sono buone».
09/04/2008

COMUNICATI STAMPA:

AGRICOLTURA, LEGAMBIENTE: FERMARE STRAGE DELLE API
(9Colonne) Roma, 7 apr – “Arnie vuote, campane suonate a morto, bandiere e striscioni per richiamare l’attenzione del governo sull’ingente moria delle api e sulle perdite che ne conseguono per gli apicoltori; per sollecitare la sospensione immediata degli insetticidi letali per gli insetti impollinatori”.
In una nota Legambiente e U.N.A.API spiegano i motivi della manifestazione di domani, dalle 11 alle 13, hanno deciso di davanti al ministero delle Politiche agricole, “perché in Italia, anno dopo anno, le api continuano a morire a un ritmo preoccupante”. “Si chiamano Gaucho, Poncho e Cruiser, i nuovi insetticidi – prodotti dai colossi della chimica- che – denuncia la nota – sparsi nell’ambiente con le sementi fanno strage di api. In Francia l’erogazione di queste sostanze, che si sono rivelate altamente tossiche e persistenti, è stata sospesa. In Italia la procedura di autorizzazione per il loro utilizzo rimane inadeguata. Inascoltati i ripetuti appelli e denunce dagli apicoltori”. Saranno presenti, insieme a una rappresentanza di apicoltori, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente, e Francesco Panella, presidente U.N.A.API (Caf)

APICOLTURA: DE CASTRO, CONDIVIAMO PREOCCUPAZIONI PER MORIA API =
(AGI) – Roma, “Condividiamo appieno la preoccupazione per la moria che sta colpendo cosi’ diffusamente il mondo delle api, una risorsa imprescindibile per il nostro ecosistema e per il mondo dell’agricoltura. Stiamo facendo tutto il possibile per individuare le cause del fenomeno: i nostri istituti di ricerca, infatti, sono gia’ al lavoro”. Lo ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro, in merito al diffuso allarme relativo a quanto sta accadendo a migliaia di alveari italiani.”Domani – ha proseguito il Ministro – i rappresentanti delle associazioni di apicoltori ed ambientaliste, che hanno annunciato il loro arrivo al Mipaaf, saranno senz’altro ricevuti. Siamo convinti – ha concluso De Castro – che un’agricoltura compatibile con l’ambiente sia non solo possibile, ma doverosa. L’obiettivo della preservazione della specie, con tutte le conseguenti garanzie per il mondo agricolo e degli apicoltori, e’ per noi primario”.(AGI) Red/Sic 071430 APR 08

AGRICOLTURA: API; DE CASTRO,DOMANI INCONTRO CON ASSOCIAZIONI
(ANSA) – ROMA, 7 APR – ‘Condividiamo appieno la preoccupazione per la moria che sta colpendo cosi’ diffusamente il mondo delle api, una risorsa imprescindibile per il nostro ecosistema e per il mondo dell’agricoltura. Stiamo facendo tutto il possibile per individuare le cause del fenomeno: i nostri istituti di ricerca, infatti, sono gia’ al lavoro’. E’ quanto dichiara, in una nota, il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro, in merito al diffuso allarme relativo a quanto sta accadendo a migliaia di alveari italiani.
‘Domani – ha annunciato il ministro De Castro – i rappresentanti delle associazioni di apicoltori ed ambientaliste, che hanno annunciato il loro arrivo al Mipaaf, saranno senz’altro ricevuti. Siamo convinti – ha concluso De Castro – che un’agricoltura compatibile con l’ambiente sia non solo possibile, ma doverosa. L’obiettivo della preservazione della specie, con tutte le conseguenti garanzie per il mondo agricolo e degli apicoltori, è per noi primario’. (ANSA)

COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTICHE ED APISTICHE FRANCESI A SOSTEGNO DELLA MANIFESTAZIONE DI ROMA (7 avril):
Cruiser l’hécatombe continue : vent de panique dans le nord ouest de l’Italie
Dans les plaines du Nord Ouest de l’Italie, les semis de maïs sont commencés, et comme l’année dernière l’hécatombe des ruches a commencé. Les poussières émises par les semences traitées au Cruiser, ou avec d’autres molécules semblables contaminent les gouttes de rosée et les fleurs butinées par les abeilles.
On assiste à un impressionnant exode de ruches vers les zones de montagne. Les apiculteurs qui en ont la possibilité cherchent à sauver leurs ruchers. Ils fuient les plaines empoisonnées en pleine floraison pour se retirer dans les zones hautes et froides. pourtant le printemps y arrivera plus tard et leurs abeilles y risquent la famine.
Associations environnementales et apiculteurs italiens manifesteront ce mardi 8 avril à Rome pour exprimer leur colère, dénoncer le laxisme de l’administration et demander l’interdiction des insecticides systémiques en traitement de semences.
Le gouvernement français vient d’autoriser l’utilisation du Cruiser en traitement des semences de maïs.Cet insecticide, proche cousin du Gaucho est tout aussi toxique. La décision a été prise par les services de l’état, sans tenir compte de l’opposition des apiculteurs, ni des mises en garde qui leur ont été transmises, ni des déboires de nos voisins transalpins.
L’état gararant de la santé publique et environnementale s’est pourtant désengagé de ses responsabilités d’expertises sanitaires. C’est sur la foi des seules études réalisées par Syngenta , propriétaire du produit, que cette autorisation a été délivrée. Circonstance aggravante, Syngenta s’oppose à ce que les documents sensés établir l’innocuité du Cruiser pour l’environnement soient consultés. Y aurait-il quelque chose à cacher?
Le débat sur les OGM à l’assemblée Nationale a mis en évidence la puissance des lobbies industriels, on constate ici qu’elle s’exerce avec autant de force en d’autres lieux.
Ces intoxications massives en Italie confirment ,hélas, les craintes qui avaient été exprimées par les associations environnementales et les apiculteurs aux Ministres de l’Agriculture et de l’Écologie lors de la manifestation qui à rassemblé plus de 3 000 personnes le 21 février2008 à Paris.
Nous, syndicats et associations signataires ,ne voulons pas vivre le drame de l’Italie ,drame lié à la très forte toxicité du produit et aux conditions météo lors des semis, conditions que nul ne peut prévoir. Le 10 avril nous l’exprimerons fermement aux services du ministère de l’agriculture (DGAL) notre refus de prendre un tel risque et notre opposition de ce nouveau toxique systémique (qui empoisone la totalité de la plante pendant toute sa vie).
Nous continuerons à nous opposer à la décision ministérielle d’autoriser la mise en marché du Cruiser, plusieurs recours en ce sens ont été déposés en Conseil d’État.
Agir pour l’Environnement ; Amis de la terre ; Confédération Paysanne ; FNOSAD (Fédération des organisations sanitaires apicoles) ; LPO (Ligue pour la protection des oiseaux) ; MDRGF (mouvement pourle droit et le respect des générations futures) ; Nature et Progrès ; SAPB (syndicats des apiculteurs professionnels bretons) ; SAPCO (syndicat des apiculteurs professionnels du centre et de l’Ouest) ; SAPRA (syndicat des apiculteurs professionnels de Rhône-Alpes) ; SNA (Syndicat national d’apiculture) ; UNAF (union nationale de l’apiculture française).
Contacts : Jean Sabench 0039 06 76 62 93 89

AMBIENTE: STRAGE API; LEGAMBIENTE E UNAAPI, PROTESTA A ROMA
(ANSA) – ROMA, 8 APR – ‘Basta veleni nei terreni’: questo lo slogan a suon di tamburi di circa 200 apicoltori e di rappresentanti di legambiente riuniti in una protesta oggi a Roma di fronte al Ministero delle Politiche agricole.
L’allarme lanciato dalla manifestazione riguarda la recente strage di api che per ora e’ stimata in oltre 40 mila alveari spopolati in contemporanea con le semine del mais nel nord-ovest. Un fenomeno che secondo gli addetti al settore e’ legato all’uso di insetticidi, neonicotinoidi, usati per la concia dei semi che hanno effetti drammatici sugli insetti impollinatori. Una delegazione di otto apicoltori, guidata da Francesco Panella, presidente di Unaapi, Unione nazionale associazioni apicoltori italiani, e’ entrata dell’edificio di via XX Settembre per essere ricevuta da Giuseppe Ambrosio, capo Dipartimento per le Politiche di sviluppo economico e rurale del Ministero delle Politiche agricole. legambiente e Unaapi sottolineano la necessita’ di un monitoraggio sistematico dello stato degli allevamenti di api con il pieno coinvolgimento dell’associazionismo apistico. Tre le richieste al governo: dare ascolto all’allarme lanciato dagli apicoltori italiani e prendere atto della moria delle api e di tutti gli insetti utili; sospendere d’urgenza l’autorizzazione d’uso delle sostanze neonicotinoidi e/o ad azione neurotossica sistemica; aggiornare, sia in Italia, sia nella Ue, anche in campo agricolo le procedure per una vera ed efficace valutazione di impatto ambientale delle sostanze chimiche immesse nell’ambiente.(ANSA).

AMBIENTE: STRAGE API; IL 18 POSSIBILE MORATORIA INSETTICIDI
(ANSA) – ROMA, 8 APR – E’ fissato al 18 aprile un nuovo incontro dei rappresentanti delle associazioni apistiche e di legambiente con un dirigente del ministero delle Politiche agricole e le Regioni per definire una possibile moratoria dell’uso delle sostanze killer impiegate nella semina dagli agricoltori e che secondo gli addetti ai lavori hanno causato la recente moria negli alveari.
‘Giuseppe Ambrosio, dirigente del ministero delle Politiche agricole – ha spiegato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di legambiente, che ha partecipato alla riunione con i manifestanti – ha preso una settimana di tempo per verificare la praticabilita’ per la sospensione delle molecole killer, per acquisire i dati degli apicoltori e le sentenze del Consiglio di Stato francese’, che a suo tempo hanno gia’ definito in Francia la sospensione dell’autorizzazione d’uso di neurotossici e neonicotinoidi su tutte le colture di interesse apistico.
Le Regioni interessate dall’emergenza sono innanzi tutto Piemonte e Lombardia, mentre gia’ alcuni segnasli della moria di api sono presenti in Veneto, Emilia Romagna e Toscana. (segue).

AMBIENTE: STRAGE API; OLTRE 40 MILA ALVEARI SPOPOLATI/SCHEDA
(ANSA) – ROMA, 8 APR – E’ allarme in Italia per una nuova strage di api, dopo le morie registrate nel 2007 che hanno dimezzato le popolazioni di questi insetti. Ecco il quadro fornito da legambiente e Unione nazionale associazioni apicoltori italiani, che oggi hanno manifestato di fronte al ministero delle Politiche agricole a Roma: – LE CIFRE: per ora la stima e’ di oltre 40 mila alveari spopolati in contemporanea con le semine di mais nel nord-ovest.
Le Regioni prevalentemente colpite sono Piemonte e Lombardia mentre segnali di morie di api si registrano in Veneto, Emilia Romagna, Toscana e in generale nelle Regioni del centro-nord; – LE SOSTANZE INCRIMINATE: sotto accusa sono neurotossici e neonicotinoidi di seconda generazione, prodotti dai colossi della chimica. Sparsi nell’ambiente durante la semina, questi nuovi insetticidi contaminano la rugiada e la fioritura circostante. Secondo gli apicoltori anche in dosi infinitesimali queste molecole neurotossiche uccidono gli insetti con cui entrano in contatto, fino a chilometri di distanza dai campi di semina; – IL PRECEDENTE FRANCESE: in Francia l’autorizzazione d’uso di queste sostanze, e’ stata sospesa su tutte le colture di interesse apistico. Il ministero delle Politiche agricole, in vista della prossima riunione con Regioni, apicoltori e legambiente, acquisira’ come informazione anche le sentenze del Consiglio di Stato francese in materia; – USO: l’Italia all’interno della Ue utilizza il 33% degli insetticidi impiegati, contro un 10% di terra coltivata all’ interno della Ue. (ANSA).

PESTICIDI. MORIA API, IL 18 POSSIBILE STOP MOLECOLE KILLER
(DIRE) Roma, 8 apr. – E’ tutto rimandato al 18 aprile. E’ l’esito della riunione tra legambiente, Una-Api e rappresentanti del ministero delle Politiche agricole. Il tavolo, aperto al dicastero oggi, ha deciso di rinviare al 18 aprile (alla 11, per la precisione) la decisione sul blocco delle sostanze chimiche che stanno provocando la moria delle api (soprattutto in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana).
Il capo dipartimento delle politiche per lo sviluppo rurale, del ministero, Giuseppe Ambrosio, sembra avere assunto dei primi impegni per sospendere l’uso delle sostanze chimiche dannose per le api.
Ma, il presidente di legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, riferisce che per il 18 “ci sono buone possibilita’ di sospensione delle molecole killer. Si sono presi una settimana per la verificabilita’ delle procedure di sospensione, anche con i dati portati da noi, e per controllare le sentenze del Consiglio degli Stati europei sulla materia”.

Apc-AGRICOLTURA/ MORIA API, UNAAPI E LEGAMBIENTE:40MILA ALVEARI VUOTI
Le due organizzazioni manifestano stamattina davanti al Mipaaf
Roma, 8 apr. (Apcom) – Sono già oltre 40mila gli alveari spopolati “in contemporanea con le semine del mais nel nord ovest”. E’ l’allarme lanciato da Unaapi e legambiente questa mattina nel corso con una manifestazione davanti al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.
” Ma la semina continua – spiega Francesco Panella, presidente di Unaapi – ed è appena cominciata anche nel nord est dove si segnalano già le prime morie di api. E anche questa primavera l`analisi chimica delle api morte ha rinvenuto molecole dei nuovi insetticidi neurotossici. La situazione dei nostri allevamenti – prosegue Panella – evidenzia in modo inconfutabile quanto denunciamo da tempo: i nuovi potentissimi veleni, in dosi infinitesimali, hanno effetti drammatici, immediati e nel tempo, su api, insetti e natura”.
” L’impatto ambientale degli insetticidi – ammette – si somma ad altre emergenze che affliggono l`apicoltura, ma – spiega – le nuove molecole possono essere ritenute a pieno titolo la goccia che fa traboccare il vaso. I nuovi insetticidi che sparsi nell`ambiente con le sementi fanno strage di api si chiamano Confidor, Actara, Gaucho, Poncho, Regent e Cruiser. Sono neurotossici e neonicotinoidi di seconda generazione, prodotti dai colossi della chimica Basf, Bayer e Syngenta. In Francia – sottolinea – l`autorizzazione d`uso di queste sostanze, che si sono rivelate altamente tossiche e persistenti, è stata sospesa su tutte le colture d`interesse apistico”.
” Questo apicidio è assurdo”, aggiunge Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di legambiente. “Occorre ridurre drasticamente l`uso della chimica in agricoltura. Ci appelliamo al governo affinché sospenda l`utilizzo delle molecole letali per gli insetti impollinatori, che sono importanti sentinelle ambientali, e riveda al più presto le modalità di autorizzazione di questi preparati insetticidi”.

Apc-AGRICOLTURA/ MORIA API,FAI:REGIONI SOSPENDANO FITOFARMACI TOSSICI
Ma insetticidi non sono sola causa,servono monitoraggio e ricerca
Roma, 8 apr. (Apcom) – Le regioni intervengano con la sospensione dell’uso di fitofarmaci dove si segnalano “episodi di tossicità a danno delle api”. Lo chiede la federazione apicoltori italiani (Fai), organizzazione aderente a Confagricoltura in una nota, spiegando che la legge 313/2004 per la disciplina dell’apicoltura attribuisce questa facoltà alle regioni.
Alla moria delle api, sottolinea però l’organizzazione, “concorrono numerose cause: ambientali, sanitarie, agricole e biologiche”. Per questo motivo, aggiunge, “occorre un rapido intervento di monitoraggio e coordinamento tra istituzioni, ricerca, apicoltori e agricoltori”.
L’organizzazione ha deciso di non partecipare alla manifestazione attualmente in corso davanti al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali indetta da legambiente e Unaapi per richiamare l’attenzione sul tema, sottolineando che “esasperazione e protesta di alcune realtà del mondo apistico sono comprensibili, ma questa non è la sola strada per salvare le api italiane dalle gravi mortalità in atto”. La Fai chiede un incontro con i ministeri delle Politiche agricole, della Salute e dell`ambiente, “al fine di dar concreto seguito alle proposte di intervento” per la “tutela e della salvaguardia dell’ape italiana”.
E’ necessario, sottolinea poi la Fai, “distinguere tra ‘moria delle api’ e ‘mortalità degli alveari'”. E’ vero, infatti, spiega, “che in alcune regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna) si segnalano, a macchia di leopardo, mortalità di api in concomitanza con le semine del mais. In questi casi si impone l’immediato intervento delle autorità sanitarie locali e dei medici veterinari competenti che hanno il compito di accertare la reale entità dei danni denunciati dagli apicoltori, rilasciarne certificazione ufficiale e correlare il danno con gli agrofarmaci ritenuti responsabili”. Ma occorre, rimarca la Fai, fare anche attenzione all’importazione e alla commercializzazione di api vive e api regine “non rispondenti alle caratteristiche dell’ape Ligustica italiana”, che rischiano di “innescare pericolosi processi di ibridazione e diffusione di malattie non ancora presenti sul territorio nazionale”.

AGRICOLTURA: DE CASTRO, RICEVUTI APICOLTORI, IL 18 APRILE INCONTRO CON REGIONI
Roma, 8 apr. (Adnkronos) – ”Abbiamo ricevuto presso il Ministero una delegazione di apicoltori delle associazioni professionali rappresentative del settore, che ci hanno illustrato lo stato di grave disagio legato all’uso, nell’attivita’ agricola, di determinate molecole che hanno impatti negativi sulle comunita’ di api”. Lo ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro in merito all’incontro che si e’ svolto questa mattina, presso il Mipaaf, per affrontare il problema della moria che sta colpendo migliaia di alveari italiani.
”Si tratta di una vicenda – ha proseguito il Ministro – che seguiamo con tutta l’attenzione necessaria perche’ vanno coniugate le esigenze di sviluppo compatibile delle attivita’ agricole con quelle di salvaguardia degli ecosistemi e delle pertinenti collettivita’ faunistiche. Gli uffici ministeriali – ha continuato De Castro – secondo le mie informazioni, stanno acquisendo tutti gli elementi per individuare, nell’ambito della legislazione vigente, le iniziative piu’ appropriate, in maniera da rispondere alle preoccupazioni manifestateci. La salvaguardia di tutte le componenti degli ecosistemi, con particolare riferimento ai monitori dell’ambiente, costituisce un fattore fondamentale per lo sviluppo di quella moderna agricoltura che noi vogliamo”.
”Le associazioni interessate e le Regioni competenti per territorio sono convocate per il prossimo 18 aprile – ha concluso De Castro – per definire le strategie di intervento piu’ opportune per la salvaguardia dell’apicoltura e per lo sviluppo di una pratica agricola che rispetti le regole di buona condotta ambientale ed economica”.

FEDERBIO: A fianco degli agricoltori per immediate misure
“Il settore dell’agricoltura biologica a fianco degli apicoltori per chiedere interventi urgenti e efficaci contro la moria delle api”. FederBio, l’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane, in una nota, sostiene la mobilitazione degli apicoltori per chiedere ai Ministeri competenti provvedimenti immediati e concreti contro lo spopolamento degli alveari in alcune zone ad agricoltura intensiva. “Aderiamo con convinzione alla mobilitazione promossa da UNAAPI e Legambiente dato che la produzione di miele da apicoltura biologica è un comparto per noi rilevante e il biologico rappresenta un modello di agricoltura che da sempre si è fatto carico della compatibilità ambientale e della tutela della biodiversità” – afferma il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla – “Non è ammissibile che per interessi di natura commerciale dell’industria chimica si metta a rischio non solo un intero comparto economico ma un patrimonio naturale indispensabile per tutta l’agricoltura italiana. Le alternative ai prodotti chimici di sintesi ci sono, che i Ministeri adottino la massima precauzione per far cessare immediatamente questo disastro” – ha concluso Carnemolla. ( AGI)

AMBIENTE: STRAGE DI API, CIA: SOSPENDERE USO FITOFARMACI
(9Colonne) Roma, 8 apr – Tavolo permanente di confronto aperto ai rappresentanti dei ministeri della Politiche agricole, della Salute e dell’Ambiente, alle associazioni apistiche, alle organizzazioni professionali agricole, ai sementieri e alle imprese di agrofarmaci; in attesa di una verifica scientifica e nel rispetto del principio di precauzione immediata sospensione di alcuni tipi di fitofarmaci soprattutto quelli utilizzati per la concia delle sementi che contengono neonicotinoidi e potrebbero essere una delle cause della moria di api; misure finanziarie a sostegno degli apicoltori, oggi in pesante difficoltà. E’ quanto sollecitato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori per poter affrontare il gravissimo problema. In poco tempo è scomparso oltre il 50 per cento del patrimonio apistico del nostro Paese. Siamo in presenza di una situazione allarmante.
Basti pensare -afferma la Cia- che le api contribuiscono per oltre l’80 per cento all’impollinazione delle coltivazioni. Non è, quindi, a rischio soltanto la produzione di miele. In pericolo vi sono molte colture e possono esserci riflessi negativi anche nel settore zootecnico, vista l’importanza che riveste l’impollinazione nei confronti dei pascoli e del foraggio. Servono, di conseguenza, provvedimenti mirati a sostegno del settore che conta più di 50 mila apicoltori, oltre un milione e 200 mila alveari, una produzione di miele che supera le 10 mila tonnellate l’anno. Non solo. Occorre evitare che la moria delle api prosegua e abbia ulteriori conseguenze per l’intero ecosistema e la biodiversità. Per tale ragione, gli apicoltori della Cia hanno partecipato al sit-in di oggi davanti al ministero delle Politiche agricole e il presidente Giuseppe Politi ha scritto una lettera al ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro nella quale sollecita un intervento tempestivo e concreto per evitare che la moria delle api provochi ulteriori conseguenze. “Oltre ai cambiamenti climatici che influiscono sulla flora spontanea, alle malattie dovute ai parassiti, allo stress, una delle possibili cause individuate -evidenzia- è la diffusione di alcuni fitofarmaci sistemici, in agricoltura, soprattutto quelli utilizzati per la concia delle sementi”.
D’altronde, risulterebbe che “in concomitanza con la diffusione e l’impiego di seme conciato con questi prodotti -scrive Politi- gli apicoltori delle zone fortemente vocate a questa coltivazione hanno riscontrato un’alta mortalità e spopolamento degli alveari, con danni che si sono ripercossi per tutta la stagione comportando perdite anche totali della produzione”. “Tali fitofarmaci, oltre alle mortalità provocate da possibili errori durante il loro impegno, sono sospettati -sottolinea il presidente della Cia- di indurre alterazioni sul comportamento, sull’orientamento e sull’attività sociali della api, anche in dosi minime”. Da qui l’invito di Politi “ad applicare anche in questo caso il principio di precauzione” e a sollecitare il ministro “ad intraprendere i passi necessari alla soluzione del problema”: E tra questi, il presidente della Cia chiede, in attesa di un reale riscontro scientifico, di sospendere subito i preparati contenenti neonicotinoidi in agricoltura e di predisporre rapidamente tutte le procedure per rivedere l’autorizzazione dei principi attivi che non si limitino allo studio degli effetti immediati, ma a quelli nel medio e lungo periodo per tutto l’insieme delle forme viventi”.

LE API NON TORNANO AGLI ALVEARI, RIDOTTA LA PRODUZIONE DI MIELE
COMUNICATO STAMPA COLDIRETTI PIEMONTE (8 APRILE 08)
Le api non tornano agli alveari con gravi ripercussioni sull’ambiente e nelle arnie si riduce drammaticamente la produzione di miele.
Un fenomeno che sta crescendo in maniera esponenziale, interessando soprattutto la zona della Pianura Padana.
Per individuare in maniera certa le ragioni di questo fatto, Coldiretti Piemonte ha chiesto e ottenuto dall’Assessore Regionale all’Agricoltura Mino Taricco un Tavolo di Lavoro e di confronto.
Le api rappresentano una risorsa fondamentale, un prezioso equilibrio per la natura globale: infatti, prodotti come mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, cocomeri, pomodori, zucchine, soia, girasole e, colza dipendono completamente o in parte dalle api per la produzione dei frutti.
Le api, non bisogna dimenticarlo, sono utili anche per la produzione di carne con l’azione impollinatrice che svolgono nei confronti delle colture foraggere da seme come l’erba medica ed il trifoglio fondamentali per i prati destinati agli animali da allevamento.
Anche la grande maggioranza delle colture orticole da seme si possono riprodurre grazie alle api come l’aglio, la carota, i cavoli e la cipolla.
« Siamo particolarmente soddisfatti per aver ottenuto dall’Assessore regionale il Tavolo di Lavoro, ciò che sta accadendo alle api va monitorato costantemente e nulla va lasciato la caso. Coldiretti Piemonte è determinata a confrontarsi e a trovare risposte. – affermano il presidente e il direttore della Coldiretti regionale del Piemonte Giorgio Ferrero e Bruno Rivarossa – Qualche dato? Basti pensare che sono 50 i miliardi di api presenti in Italia in oltre 1 milione di alveari; l’ impollinazione delle colture in Italia ha un valore stimato in 2,5 miliardi di Euro all’anno per circa 14mila tonnellate grazie a 1.157.000 alveari, gestiti dai 7.500 apicoltori professionisti che hanno totalizzato un fatturato stimato in circa 25 milioni di euro.”
Difficile a questo punto non ripensare a quanto affermava Albert Einstein, “se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”

DELLA SETA (PD): “STRAGE API È MINACCIA SERIA PER COLTURE AGRICOLE PIEMONTE”
(9Colonne) Roma, 8 apr – “La protesta di questa mattina degli apicoltori italiani della UNAApi, tra cui una cospicua rappresentanza di addetti provenienti dal Piemonte, e di legambiente, che ne condivide e sostiene l’allarme lanciato, a causa della strage di api che sta mettendo a dura prova un importante coltura come quella del miele, non deve essere sottovalutata”.
Così Roberto Della Seta, Responsabile ambiente del Partito Democratico e candidato al Senato in Piemonte, esprime l’attenzione verso il grave fenomeno che quest’anno ridurrà di oltre il 30% le produzioni di miele nel nostro Paese. “A subire gli effetti più forti è il nord-ovest della Pianura Padana.
La moria degli insetti sta obbligando i produttori a spostarsi verso la montagna per salvare il salvabile. Gli insetticidi di nuova generazione, che sono stati spruzzati con la recente semina del mais, stanno decimando le api da campo, che sono anche importantissime sentinelle ambientali. La Francia ha già sospeso molte di queste sostanze, occorre che anche l’Italia riduca drasticamente l’uso della chimica in agricoltura e metta al bando gli insetticidi più velenosi”.
(Deg()

MORIA API: De Petris (SA) “Sospendere pesticidi neurotossici”
08/04/08 – “C’è una evidente coincidenza temporale e geografica fra le semine del mais in alcune regioni e la strage delle api. In applicazione del principio di precauzione è necessario un intervento di sospensione di quei pesticidi neurotossici utilizzati per la concia delle sementi.”
Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capolista per la Sinistra-Arcobaleno nel Lazio, ha partecipato oggi al sit-in di protesta degli apicoltori sotto il Ministero delle politiche agricole.
“E’ incomprensibile – ha dichiarato la senatrice – l’inerzia dei nostri Ministeri che potrebbero intanto acquisire gli studi che hanno già condotto in Francia al blocco commerciale dei prodotti più sospetti. Deve prevalere la tutela della nostra apicoltura e non gli interessi di alcune grandi aziende dell’agrochimica.”
“L’avvelenamento delle api – conclude la senatrice – è un segnale negativo per l’intera agricoltura. Sono convinta che esistono alternative valide all’uso dei prodotti nocivi e per questo, già in occasione del prossimo incontro fissato al 18 aprile, pretenderemo dal Governo risposte efficaci.”

STRAGE API: FERRANTE (PD): “IMPRESSIONANTE NUMERO DI ARNIE COLPITE.
SOSPENDERE SUBITO L’USO DEI NEONICOTINOIDI”

Sono numeri impressionanti quelli denunciati oggi dagli apicoltori intervenuti per la manifestazione davanti al ministero delle Politiche Agricole sulla moria delle api: oltre 40mila alveari spopolati in pochissimo tempo.
“Molti apicoltori hanno perso tutti gli alveari. Quelli che ne hanno la possibilità stanno spostando le api in luoghi lontani dalle coltivazioni di sementi conciate con neonicotinoidi. La produzione di miele è a rischio ma un rischio ancora più vasto è quello che corre tutto l’ambiente se continueremo a trascurare questo fenomeno”.
Questa la dichiarazione del sen Francesco Ferrante sulla strage di api che si sta verificando in molte regioni italiane.
“Non ci sono molte possibilità – ha aggiunto Ferrante –, è evidente che bisogna sospendere immediatamente l’uso delle molecole killer, altrimenti gli effetti devastanti non si limiteranno alle api. Il principio di precauzione deve diventare la ‘regola’ per le decisioni in tal senso. Bisogna rivedere subito le procedure autorizzative di queste sostanze perché se sono in grado di uccidere le api è segno evidente che hanno la possibilità di permanere nell’ambiente e alla lunga danneggiare altri organismi”

Agrofarma chiede un tavolo di confronto sul problema della moria delle api.
Al tavolo, suggerisce l’organizzazione delle imprese di agrofarmaci, dovrebbero partecipare le Associazioni degli apicoltori, degli agricoltori, dei produttori delle sementi e delle macchine seminatrici.
Per gli apicoltori la causa della eccezionale moria di api degli ultimi anni è causata dagli insetticidi applicati direttamente sulle sementi. Per Agrofarma, invece, “sono molteplici le cause”, come ad esempio “la recrudescenza degli attacchi di Varroa, alcuni patogeni quali Virus e Nosema, i cambiamenti climatici. Tra queste concause – afferma Agrofarma – l’impiego di agrofarmaci è solo un’ipotesi tra le altre”.
“Considerato che ad oggi non vi sono certezze scientifiche sulle reali cause della moria di api” – dice Luigi Radaelli, Presidente dell’associazione – “il tavolo di confronto avrebbe proprio la funzione di avviare nel più breve tempo possibile tutte le azioni necessarie a fare chiarezza sull’argomento”.
Il tavolo, aggiunge l’organizzazione, è “la migliore risposta a manifestazioni, quali il sit-in organizzato domani di fronte al ministero dell’Agricoltura le quali, per quanto legittime, non consentono però un dialogo sereno e costruttivo”.
Legambiente e Unaapi hanno, infatti, convocato per domani mattina un sit-in di protesta davanti al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali per richiamare l’attenzione sul problema. La Federazione apicoltori italiani invece non aderisce perché, spiega il direttivo in una nota sul sito internet, vuole evitare di “delegare alla rappresentanza dei problemi apistici organizzazioni esterne al settore”. ( Apcom)

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