Come può agire l’apicoltore alle prese con un miele umido?
Innanzitutto rendersi conto dell’entità del problema, ricorrendo alla misurazione dell’umidità con un rifrattometro. Successivamente, abbassando il valore di umidità al di sotto del limite di sicurezza, prima di procedere con la smielatura. Perché prima e non dopo la smielatura? Fin tanto che il miele si trova all’interno delle cellette nei melari, la superficie evaporante è molto ampia e il processo di deumidificazione più efficace, rapido e meno costoso; al contrario, un’analoga riduzione dell’umidità in una partita di miele già smielato, risulta più lenta, complessa e costosa, dovendo ricorrere ad attrezzature particolari, alla portata di poche aziende.
In dettaglio, applicato ad un locale di stoccaggio melari da deumidificare, questo metodo presuppone l’aumento della temperatura dell’aria in ingresso e la sua immissione nel locale per mezzo di ventole. L’efficacia dipende dalle condizioni esterne, le quali possono far sì che l’utilizzo di questo metodo non sia efficace. Più bassa è la temperatura esterna e più alta quella del locale di deumidificazione, più efficace risulterà l’operazione.
Deumidificazione “modello alveare”
– n. 2 aspiratori di aria, di cui uno dall’ambiente esterno allo scambiatore di calore, l’altro dalla camera di stoccaggio melari all’esterno
– uno scambiatore di calore, che nell’azienda visitata è rappresentato da 2 radiatori ad acqua calda (20.000 cal l’uno)
– n. 2 termoventilatori da 60 watt/min
– camera di stoccaggio dei melari, di capacità pari al numero massimo di bancali da destinare alla smelatura nella giornata successiva
Operatività:
– basso costo di investimento e, soprattutto, di gestione, essendo il consumo energetico limitato al solo riscaldamento di una modesta massa di aria
– modularità, nel senso che il sistema è impiegabile anche per il riscaldamento dei melari, qualora l’umidità sia già sotto controllo (lo stesso locale può svolgere, quindi, solo funzione di camera calda, oppure di spazio per deumidificare oppure entrambe le cose contemporaneamente)
Limiti:
– poiché l’efficienza di deumidificazione aumenta all’aumentare della differenza di temperatura tra esterno ed interno, in estate si raggiungono efficacie non ottimali (abbassamento di pochi punti percentuali di umidità nell’arco della giornata)
– inefficienza nei casi, seppur non così frequenti, di presenza di aria molto umida da prelevare all’esterno (ad esempio con afa estiva prolungata)
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L’efficienza di questi strumenti è correlata alle temperature di esercizio (oltre i 30°C si riduce la capacità di lavoro dei deumidificatori, per quasi arrestarsi intorno ai 40°C ) e all’umidità relativa ambientale (più è elevata migliori sono le performances).
Deumidificazione “ambientale”
La valutazione del tempo occorrente per raggiungere il risultato desiderato è assai difficile, in quanto, oltre al livello di umidità iniziale del miele, vanno prese in considerazione la temperatura dell’aria, l’umidità e il volume del locale di stoccaggio, nonchè la potenza del deumidificatore.
In ogni caso, per deumidificare con successo in questo modo, occorrono deumidificatori di media potenza (portata d’aria almeno di 250 mc/h) e capacità teorica di deumidificazione superiore ai 20 l/24 h (tenere conto che questo valore è normalmente riferito alle migliori condizioni di operatività della macchina, con temperatura di 30°C e U.R. 80%).
Vantaggi:
– basso costo di investimento
– semplicità e comodità
– efficace nel mantenimento del giusto livello di umidità nei locali di smelatura, confezionamento e stoccaggio.
Limiti:
– poco efficiente ai fini della deumidificazione del miele nei melari, ma migliorabile con il posizionamento nel locale di ventole di adeguata potenza, al fine di incrementare il movimento d’aria
– costo energetico medio
Deumidificazione “sotto cappa”
– un deumidificatore mobile
– teli di nylon
– pedane per melari dotate di lamierino amovibile
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Operatività:
I melari vengono impilati, sfalsati di 45° gli uni rispetto agli altri. Le colonne, ravvicinate, è necessario che poggino su bancali privati del lamierino di chiusura. Un telo di nylon va a coprire i melari e il deumidificatore, posizionato in punto sufficientemente baricentrico rispetto ai melari, ma nel contempo comodo per l’ispezione. Il nastro adesivo può aiutare a mantenere fermo il telo di nylon.
La presenza del ventilatore interno al deumidificatore garantisce un sufficiente ricircolo dell’aria. In questo sistema, operando su ridotti volumi d’aria, risulta sufficiente un deumidificatore ad uso domestico.
Vantaggi:
– basso costo di investimento
– efficacia discreta per un abbattimento rapido dell’umidità del miele
Limiti:
– adatto per piccole realtà produttive, in quanto i melari che possono essere deumidificati con successo in questo modo sono poche decine
– costo energetico medio
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– uno o più deumidificatori mobili
– uno o più box deposito melari, ciascuno di capacità pari al numero di bancali che potenzialmente possono essere smielati in un giorno
– pedane per melari dotate di lamierino amovibile
– ventole da 0,37 Kw
– tubo corrugato per chiudere il circuito di movimentazione dell’aria
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Ogni unità viene attrezzata con un deumidificatore, che lavora in continuo, e una ventola potente, in grado di indurre una circolazione forzata dell’aria, via via sempre più asciutta, prelevandola dall’alto e immettendola dal basso. Detta circolazione dell’aria è garantita da un tubo corrugato che passa esternamente alla camera. La presenza del deumidificatore all’interno, però, porta ad un rapido aumento della temperatura, che se supera i 30°C va a compromettere l’efficienza della macchina stessa. Per ovviare a questa problematica e disperdere il calore all’esterno, si può ricorrere sia ad un tubo corrugato non isolato, sia a materiali disperdenti per le porte e le pareti del box.
Come sempre, le colonne dei melari è conveniente che poggino su bancali privati del lamierino di chiusura.
Vantaggi:
– comodità e programmazione della smielatura
– efficacia mediamente elevata
Limiti:
– costo di investimento medio
– richiede disponibilità di spazi dedicati
– costo energetico medio
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Deumidificazione “con cappello”
– uno o più deumidificatori mobili
– uno o più “cappelli” dotati di ventola (chiocciola da 25 cm di diametro)
– pedane per melari dotate di lamierino amovibile
– telone in plastica
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Il concetto alla base risiede nel movimentare forzatamente aria deumidificata all’interno dei melari.
Uno o più deumidificatori, in rapporto al volume di aria da asciugare, lavorano in continuo nel magazzino di stoccaggio melari pieni, garantendo un livello di umidità il più basso possibile. Il quantitativo complessivo di melari da smielare il giorno successivo, viene distribuito su un numero adeguato di bancali, privati dei lamierini di fondo. Ogni bancale viene chiuso da un “cappello” dotato di ventola: questa preleva aria deumidificata dall’ambiente magazzino e la spinge con forza verso il basso, attraverso i melari.
Qualora la temperatura del locale non raggiunga valori intono ai 30°C, ottimali per la deumidificazione, può essere previsto un telo a parziale o totale chiusura della zona di trattamento: in questo caso la temperatura, proprio per l’azione dei deumidificatori stessi, aumenta, migliorando l’efficienza del sistema.
Dal punto di vista operativo, ogni mattino l’azienda preleva i melari deumidificati il giorno precedente e, al loro posto, ne posiziona altri da preparare per il giorno seguente, innescando così un meccanismo dotato di efficacia e rapidità.
Vantaggi:
– tempi di lavorazione molto ridotti
– efficienza elevata (fino a 5 punti percentuali di abbattimento dell’umidità relativa nel miele in una sola giornata di trattamento)
– comodità e programmazione della smielatura
– modulabile, adatto anche per grandi aziende
Limiti:
– costo di investimento medio
– costo energetico medio
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(da un contributo originale di Ulderica Grassone e Andrea Fissore su l’Apis)
