Quali tecniche adottare per la fusione e il recupero della cera
Pentolone, stile Panoramix
Materiale occorrente:
– pentola capiente (tipo da conserva), meglio se in acciaio;
Procedura
Vantaggi: economico, non richiede attrezzature specifiche, è alla portata di tutti e consente di lavorare anche piccoli quantitativi di cera
Limiti: richiede vigilanza costante per evitare fuoriuscite di materiale dal pentolone; il quantitativo di materiale grezzo lavorabile è limitato a pochi chili per volta; i tempi sono piuttosto lunghi.
Vantaggi: economico, alla portata di tutti, consente di lavorare quantitativi di cera maggiori rispetto al pentolone tradizionale. Consigliabile per aziende di piccole-medie dimensioni.
Limiti: richiede vigilanza costante per evitare fuoriuscite di materiale; i tempi utili per il raggiungimento della temperatura rimangono lunghi, anche se possono essere abbreviati dotando il fusto di un cappotto isolante. Permane la necessità, una volta terminata la fusione, di svuotare il contenitore dai residui di lavorazione.
Vantaggi: il costo non è eccessivo, soprattutto per i modelli di minori dimensioni; non richiede vigilanza costante; consente un agevole recupero della cera dai favi rotti o vecchi; sistema pratico ed efficace per smaltire piccoli quantitativi (favi naturali, favi rotti) o per lavorare modesti volumi di opercolo.
Limiti:la ridotta dimensione del contenitore impedisce la lavorazione di grossi quantitativi e implica un impegno e cure quotidiane; il periodo di funzionalità si limita alla stagione calda.
Limiti:sistema piuttosto lento sia per il fatto che si basa sull’uso di un calore indiretto, quello del vapore, sia perché al termine di ogni fusione occorre pulire la gabbia metallica dalla sporcizia accumulata: così facendo si perde il calore e si riparte a sistema freddo.
Vantaggi: sistema efficiente, consente di lavorare quantitativi notevoli (anche di cera pressata) in tempi sufficientemente rapidi; nel caso di riscaldamento tramite resistenze, non necessita di controllo fino al momento dello svuotamento. Consigliabile per aziende medio-grandi.
Limiti: il costo inizia a crescere e, soprattutto nel caso di utilizzo con olio, le temperature necessarie a garantirne il funzionamento richiedono un discreto consumo energetico.
Svantaggi: gli apicoltori che hanno presentato il macchinario, reperito sul mercato tedesco, non hanno evidenziato in questo primo anno di utilizzo alcun sostanziale difetto. Per un corretto funzionamento, a fine giornata, occorre pulire bene la macchina, in modo da avere sempre una netta distinzione tra cera fusa (perfettamente pulita) e miele recuperato. Anche se il costo risulta superiore a tutti gli altri sistemi di fusione della cera, occorre tenere presente che questo macchinario svolge da solo, e anche molto efficacemente, l’intera gestione miele/cera![]()
(da un contributo originale di Ulderica Grassone e Andrea Fissore sulla rivista “l’Apis”)
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