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Api / Agricoltura / Ambiente

Fuga delle api dalla Pianura Padana

3 aprile 2008

apilombardiaDa pochi giorni sono iniziate le semine del mais nella pianura padana.
Dopo le primissime segnalazioni di avvelenamenti della settimana scorsa, questo di seguito è l’aggiornamento a giovedì 3 aprile:

 

 

 

 

Provincia Comune N. alveari colpiti
Milano Robecco sul Naviglio 50
Milano Nerviano-Parabiago 80
Cremona Cremona (4) 45
Cremona Casalmaggiore 30
Cremona Soresina 15
Cremona Crema (3) 150
Mantova Dosolo 15
Mantova Marcaria 45
Mantova Castellucchio 20
Mantova Guidizzolo 50
Mantova Volta Mantovana 15
Mantova Goito 15
Mantova Borgoforte 25
Mantova Ceresara 38
Brescia Capodimonte e Rezzato 100
Brescia Rovato 18
Brescia Ospitaletto 20
Brescia Pralboino 21
Brescia Gottolengo 9
Brescia Castenedolo (2) 28
Brescia Calcinato 25
Brescia Bagnolo, Gussago, Poncarale, Castegnato 150
Brescia Chiari 10
Aggiornamento 3 aprile
Milano Ozzero 30
Milano Cisliano 150
Milano Abbiategrasso 36
Milano Corbetta 50
Milano Morimondo 40
Bergamo Ciserano 33
Bergamo Grassobbio 5
Bergamo Misano Gera d’Adda 5
Brescia Rodengo Saiano 4
Brescia Camignano 12
Lodi Zelo Buon Persico 180
Cremona Cremona (3) 23
Cremona Casalmaggiore (3) 39
Cremona Castelleone 4
Mantova Volta Mantovana 80
Varese Bienate 60
Varese Comerio 15

Sono inoltre segnalati diversi altri apiari di apicoltori professionisti colpiti nel lodigiano con prelevamento di campioni ufficiali da parte della locale ASL; segnalazioni anche dalle campagne circostanti la città di Varese.

Gli alveari della tabella si riferiscono alle segnalazioni “ufficiali” inoltrate ai Servizi Veterinari delle ASL territorialmente competenti.
Per ogni apiario segnalato ufficialmente l’esperienza insegna ve ne sono almeno altri dieci non dichiarati.
La quasi totalità delle morie si è manifestata in stretta ed evidente connessione con l’uso di sementi di mais conciate con neonicotenoidi e distribuite con seminatrici pneumatiche. In qualche caso la responsabilità sembra invece da attribuire ai diserbanti.
In diversi casi i Veterinari hanno prelevato campioni “ufficiali” di api morte per la ricerca delle molecole responsabili dell’apicidio.
Dobbiamo, purtroppo, però segnalare che in qualche caso, da parte dei Servizi Veterinari delle ASL, vi è quantomeno scarsa collaborazione; infatti di fronte ad un così grave e diffuso fenomeno la loro preoccupazione limitante sembra essere: “chi pagherà le analisi?”.
Denunciamo questo vergognoso atteggiamento che rivela tutta l’ottusità di chi antepone al danno diretto subito dalle aziende apistiche ed a quello, ancor più grave per tutti noi, sopportato dall’ambiente, “l’insostenibilità finanziaria” di un’analisi che costa Euro 51,65 (listino prezzi CRA-API http://www.cra-api.it/online/index.php).
In assenza di adeguate tutele molti apicoltori hanno già abbandonato, con i loro alveari, le zone a rischio ed altri si apprestano a farlo.

E’ utile per qualcuno una pianura padana senza api?

Il prossimo bollettino, con gli aggiornamenti sui nuovi avvelenamenti, sarà emesso, temiamo, entro una settimana.

Apilombardia
Armando Lazzati
28 marzo 2008

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