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Canada: dai neonicotinoidi la più grande minaccia alla biodiversità

30 maggio 2014

20140530 canadaLa scienziata Christy Morrissey dell’Università di Saskatchewan ha denunciato gli effetti da contaminazione da neonicotinoidi delle zone umide e praterie del Canada.

L’utilizzo crescente negli ultimi anni, e su sempre più colture, di neonicotinoidi nel Canada occidentale sta avendo effetti nelle zone umide del paese, con un possibile e devastante “effetto domino” su insetti e uccelli.

Guarda il servizio giornalistico canadese con l’intervista a Christy Morrissey (in inglese)

Questi nuovi insetticidi sistemici sono arrivati sul mercato canadese nei primi anni 2000, ma le vendite si sono moltiplicate negli ultimi cinque anni.

Sono utilizzati su una vasta gamma di colture come; mais, soia, frumento, avena, orzo, patate e frutta. Nel Canada occidentale inoltre, sono oramai abitualmente usati su colza. Praticamente tutti gli 8,5 milioni di ettari di colza coltivati in Saskatchewan, Manitoba e Alberta sono oramai trattati con neonicotinoidi. Sulla base dei dati riservati ottenuti dal governo federale, la dottoressa Morrissey ha affermato che il 44 % dei terreni a coltura delle praterie è trattato con neonicotinoidi.

Lo studio della Morrissey è il primo in Canada con l’obiettivo di accertare gli effetti dell’uso diffuso di queste sostanze chimiche sulle zone umide e sulle praterie. Morrissey e il suo team di ricercatori hanno campionato centinaia di zone umide e hanno constatato che: “l’80-90 per cento delle zone umide sono contaminate. Le molecole sono state rinvenute nelle zone umide a concentrazioni di almeno 3-4 volte superiori a quelle ritenute accettabili. In alcuni casi abbiamo rinvenuto picchi di concentrazioni, pari a 100 volte o più superiori rispetto ai livelli di sicurezza.”

La ricerca della Morrissey dimostra che i neonicotinoidi persistono nell’acqua per mesi e in alcuni casi per anni. Sono stati, infatti, ritrovati nelle acque prima delle semine primaverili.

La dottoressa Morrissey ha quindi dichiarato: “più la sostanza chimica permane nell’acqua più lungo sarà il tempo di esposizione degli insetti, permanentemente esposti ai loro effetti. I dati preliminari suggeriscono un importante declino delle popolazioni di zanzare e moscerini, fenomeno che potrebbe avere gravi conseguenze per gli uccelli. Gli uccelli si nutrono principalmente di moscerini e zanzare; le anatre negli stagni, per esempio, si cibano principalmente di moscerini. Questi insetti sono fondamentali per l’approvvigionamento di cibo di moltissima fauna selvatica.”

Fonte: CBC News Canada, “Pesticide ‘contaminating’ Prairie wetlands: scientist“{jcomments on}

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