Da pochi giorni sono iniziate le semine del mais nella pianura padana.
Dopo le primissime segnalazioni di avvelenamenti della settimana scorsa, questo di seguito è l’aggiornamento a giovedì 3 aprile:
| Provincia | Comune | N. alveari colpiti |
| Milano | Robecco sul Naviglio | 50 |
| Milano | Nerviano-Parabiago | 80 |
| Cremona | Cremona (4) | 45 |
| Cremona | Casalmaggiore | 30 |
| Cremona | Soresina | 15 |
| Cremona | Crema (3) | 150 |
| Mantova | Dosolo | 15 |
| Mantova | Marcaria | 45 |
| Mantova | Castellucchio | 20 |
| Mantova | Guidizzolo | 50 |
| Mantova | Volta Mantovana | 15 |
| Mantova | Goito | 15 |
| Mantova | Borgoforte | 25 |
| Mantova | Ceresara | 38 |
| Brescia | Capodimonte e Rezzato | 100 |
| Brescia | Rovato | 18 |
| Brescia | Ospitaletto | 20 |
| Brescia | Pralboino | 21 |
| Brescia | Gottolengo | 9 |
| Brescia | Castenedolo (2) | 28 |
| Brescia | Calcinato | 25 |
| Brescia | Bagnolo, Gussago, Poncarale, Castegnato | 150 |
| Brescia | Chiari | 10 |
| Aggiornamento 3 aprile | ||
| Milano | Ozzero | 30 |
| Milano | Cisliano | 150 |
| Milano | Abbiategrasso | 36 |
| Milano | Corbetta | 50 |
| Milano | Morimondo | 40 |
| Bergamo | Ciserano | 33 |
| Bergamo | Grassobbio | 5 |
| Bergamo | Misano Gera d’Adda | 5 |
| Brescia | Rodengo Saiano | 4 |
| Brescia | Camignano | 12 |
| Lodi | Zelo Buon Persico | 180 |
| Cremona | Cremona (3) | 23 |
| Cremona | Casalmaggiore (3) | 39 |
| Cremona | Castelleone | 4 |
| Mantova | Volta Mantovana | 80 |
| Varese | Bienate | 60 |
| Varese | Comerio | 15 |
Sono inoltre segnalati diversi altri apiari di apicoltori professionisti colpiti nel lodigiano con prelevamento di campioni ufficiali da parte della locale ASL; segnalazioni anche dalle campagne circostanti la città di Varese.
Gli alveari della tabella si riferiscono alle segnalazioni “ufficiali” inoltrate ai Servizi Veterinari delle ASL territorialmente competenti.
Per ogni apiario segnalato ufficialmente l’esperienza insegna ve ne sono almeno altri dieci non dichiarati.
La quasi totalità delle morie si è manifestata in stretta ed evidente connessione con l’uso di sementi di mais conciate con neonicotenoidi e distribuite con seminatrici pneumatiche. In qualche caso la responsabilità sembra invece da attribuire ai diserbanti.
In diversi casi i Veterinari hanno prelevato campioni “ufficiali” di api morte per la ricerca delle molecole responsabili dell’apicidio.
Dobbiamo, purtroppo, però segnalare che in qualche caso, da parte dei Servizi Veterinari delle ASL, vi è quantomeno scarsa collaborazione; infatti di fronte ad un così grave e diffuso fenomeno la loro preoccupazione limitante sembra essere: “chi pagherà le analisi?”.
Denunciamo questo vergognoso atteggiamento che rivela tutta l’ottusità di chi antepone al danno diretto subito dalle aziende apistiche ed a quello, ancor più grave per tutti noi, sopportato dall’ambiente, “l’insostenibilità finanziaria” di un’analisi che costa Euro 51,65 (listino prezzi CRA-API http://www.cra-api.it/online/index.php).
In assenza di adeguate tutele molti apicoltori hanno già abbandonato, con i loro alveari, le zone a rischio ed altri si apprestano a farlo.
E’ utile per qualcuno una pianura padana senza api?
Il prossimo bollettino, con gli aggiornamenti sui nuovi avvelenamenti, sarà emesso, temiamo, entro una settimana.
Apilombardia
Armando Lazzati
28 marzo 2008
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