REFERENDUM PER L’ACQUA. Nonostante la poca informazione in materia, i prossimi 12 e 13 giugno si potrà votare per i referendum per abrogare la legge già approvata in Parlamento sull’acqua.
L’importante consultazione riguarda direttamente e drammaticamente tutto il mondo rurale.
Consentire che tale risorsa sia gestita a fini di profitto è in netto contrasto con la possibilità e prospettiva di un armonica produzione alimentare, con la sostenibilità ambientale dell’agricoltura, con la fertilità.
Fertilità, fenomeno vitale che dipende direttamente dal “Buon governo” di terra, acqua e api.
La scelta affinché sia gestito prioritariamente a scopi pubblici l’utilizzo dell’energia primaria naturale riguarda direttamente il futuro dell’apicoltura.
La “Sorella, utile, humile et pretiosa et casta”, del fraticello d’Assisi, ben merita che tutti gli apicoltori italiani, i loro familiari, amici e compaesani partecipino in massa al Referendum e si esprimano con due SI! Forti e chiari per l’Acqua Bene Comune.
Di seguito i 2 quesiti proposti:
1) Privatizzazione dell’acqua, primo quesito su “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione”: la proposta è l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008, relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Secondo la legge la gestione del servizio idrico può essere affidata a soggetti privati attraverso gara o società a capitale misto pubblico-privato in cui il privato viene scelto attraverso gara e detiene almeno il 40% del capitale.
2) Privatizzazione dell’acqua, secondo quesito su “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”: la proposta è l’abrogazione dell’articolo 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 per quel che riguarda la parte che sostiene che “la tariffa per il servizio idrico va determinata in base all’“adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. In sostanza secondo la legge approvata un gestore può caricare sulla bolletta fino al 7% in più senza che questo venga investito per migliorie sull’infrastruttura.
Vi ricordiamo che scegliendo il SI si dichiara di voler cambiare le leggi approvate mentre scegliendo il NO di lasciare tutto com’è.


I seggi rimarranno aperti dalle 08:00 alle 22:00 di giorno 12 e dalle 07:00 alle 15:00 di giorno 13. Mentre chi vota all’estero dovrà far pervenire al proprio consolato il plico con il suo voto entro Giovedì 9 Giugno alle 16:00.
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