La mobilitazione degli apicoltori ha ottenuto quale primo e rilevante risultato la convocazione da parte del dottor Ambrosio del Mipaaf di un incontro con tutti i soggetti interessati per il giorno 22 aprile.
La riunione è stata convocata su un tema circoscritto per raccogliere le posizioni e le proposte limitatamente all’evidenza degli spopolamenti e non è stata dedicata, se non da parte dell’associazionismo apistico, alcuna considerazione in merito alle palesi carenze d’insieme del sistema di valutazione e di autorizzazione dei fitosanitari in agricoltura.
Nell’incontro si sono verificati eventi positivi quali:
- il superamento delle non piccole differenze, verificatesi fino a tale scadenza, con la formulazione di un documento unitario congiunto propositivo da parte di U.N.A.API. e F.A.I.
- la distinzione tra morie, pregresse, a causa veterinaria (varroa ecc..) e di quelle specifiche dovute agli effetti nefasti di contaminazione ambientale tossica conseguente all’uso di neonicotinoidi e Fipronil;
- una prima, seppur ancora limitata, presa d’atto della dimensione del fenomeno grazie, in particolare, alla rilevazione straordinaria dell’Osservatorio del Miele che ha posto in rilievo come le segnalazioni di apicidi avevano, a quel momento, investito il territorio di ben 174 comuni delle regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia;
- da parte di alcune regioni la dichiarazione d’accertamento della prova indiziaria di contemporaneità degli apicidi con i cantieri di semina del mais;
- la proposta avanzata dalla regione Piemonte di moratoria dei preparati per la concia contenenti neonicotinoidi
- i diffusi dubbi sull’effettiva utilità agronomica dei preparati per la concia a base di neonicotinoidi avanzati dai funzionari del Friuli e dell’Emilia Romagna.
- una diversa considerazione probatoria che è stata, finalmente e correttamente, attribuita all’esito di analisi positive nei campioni di api colpite da spopolamento;
- la richiesta avanzata dal rappresentante di Coldiretti nel caso di elementi indiziari convergenti di assumere decisioni sulla base del “principio di precauzione” e di farlo in tempo utile rispetto alla prossima semina del mais, al massimo quindi entro ottobre;
Ad altisonanti dichiarazioni di disponibilità al dialogo Agrofarma ha fatto seguire considerazioni “difensive” per cui:
- molte sono le cause problematiche per l’apicoltura odierna nel mondo;
- studi “scientifici” dimostrerebbero l’assoluta “innocenza” dei fitosanitari (peccato che tali studi non siano indagini centrate su tale interrogativo!);
- spopolamenti simili sarebbero spiegabili con il nosema (salvo non spiegare come mai il nosema colpirebbe solo in zona di mais!);
- l’individuazione di presenze residuali delle molecole in questione su api vive ne dimostrerebbe la non tossicità per le api (notoriamente tali molecole sono di elevatissima e comprovata tossicità per le api!);
- la dispersione dei principi attivi in fase di semina sarebbe limitatissima (se questo corrispondesse al vero ci sarebbe ancor più da preoccuparsi per l’effetto di devastante tossicità pur in quantità infinitesimale!) ecc…
Il dottor Ambrosio a poi richiesto se Agrofarma è disponibile a co-finanziare studi specifici e mirati e Agrofarma ha affermato che prenderà in considerazione tale ipotesi.
Il dottor Ambrosio ha quindi concluso l’incontro con le seguenti richieste finalizzate alla miglior conoscenza del fenomeno:
- invio al Mipaaf di tutto il materiale disponibile (ricerche e sperimentazioni, dossier, analisi di laboratorio, ecc.);
- predisposizione, da parte del CRA-Apicoltura, di una relazione che individui:
- le possibili cause dello spopolamento indicando, eventualmente, l’incidenza relativa delle singole cause;
- l’esistenza di connessione tra semine di mais conciato e spopolamenti;
- indicazioni sull’utilità agronomica della concia delle sementi e sulla reperibilità sul mercato di sementi non conciate;
ed assunto i seguenti impegni:
- predisposizione, sulla base della documentazione appena citata, di una relazione per il Ministro contenente la proposta delle misure da adottare;
- attivazione di un progetto di monitoraggio che contempli sia le variabili ambientali che quelle apistiche.
L’iniziativa degli apicoltori deve proseguire, e anzi ora divenire ancor più incisiva, in particolare sul piano istituzionale
E’ del tutto evidente come l’esito di questa battaglia potrà essere relativamente condizionato sia dalla documentazione che verrà inviata al Mipaaf e sia dal documento che verrà predisposto dal CRA-Apicoltura (ex INA).
L’U.N.A.API. fa dunque ora appello a tutte le realtà apistiche affinché sensibilizzino le istituzioni e in particolare le Regioni maggiormente toccate dal potenziale effetto di neurotossici, affinché si attivino per evidenziare adeguatamente i seguenti aspetti:
- accertamento di rilevanza e dimensione del fenomeno degli spopolamenti degli alveari nella primavera 2008;
- aspetto altamente probatorio degli esiti analitici positivi, inclusi quelli su campioni effettuati da apicoltori singoli e associati;
- inadeguatezza delle procedure di valutazione dei preparati fitosanitari;
- pericolosità degli effetti, cosiddetti sub letali, non considerati e insufficientemente studiati nel medio e lungo periodo delle molecole sistemiche sulle api.
- richiesta di sospensione dei preparati per la concia delle sementi a base di neonicotinoidi e di Fipronil quantomeno su tutte le colture di interesse apistico.
Riteniamo che a tal fine possa essere di notevole utilità la sottoscrizione e l’utilizzo da parte di tutte le realtà associative apistiche dei documenti congiunti di U.N.A.API e F.A.I. per fare ulteriormente avanzare le esigenze vitali e le proposte per la difesa dell’apicoltura italiana:
- APICOLTURA E FITOFARMACI – Report sintetico sulla recente storia di una relazione problematica e difficile
Novi Ligure 28 aprile 2008
Francesco Panella
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