Nella spazzatura la metà della produzione alimentare mondiale
Uno studio (PDF) dell’Institution of Mechanical Engineers – EMI – stima che dal 30 al 50% della produzione mondiale di cibo finisce nella spazzatura.
Oltre a questi dati statistici allarmanti, bisogna considerare le quantità di terra, energia, acqua e fertilizzanti che sono al tempo stesso sprecati. La sola quantità d’acqua utilizzata per la produzione di cibo, che viene gettata via, è pari a 550 miliardi di metri cubi l’anno.
In altre parole: un chilogrammo di mele equivale allo spreco di 822 litri d’acqua; 1 kg di carne di manzo a 15.415 litri.
I paesi sviluppati non sono gli unici spreconi. L’Africa sub-sahariana e l’Asia meridionale generano sprechi a causa di problemi alle colture, inadeguato trasporto locale e inadeguate infrastrutture.
Un esempio tra i tanti: le perdite di riso registrate nel sud-est asiatico vanno dal 37% all’80% della produzione annua totale.
Nel Regno Unito circa il 30% di frutta e verdura non sono consumati a causa del loro aspetto.
Secondo Tim Fox, Responsabile Energia e Ambiente dell’IME, la quantità di cibo sprecato nel mondo è sconcertante. La buona notizia è che sarebbe così difficile nutrire gli affamati (stima FAO: 868 milioni denutriti nel mondo), pure con l’incremento di popolazione previsto nel 2050. “Spetta ai governi, alle agenzie di sviluppo e alle organizzazioni come l’ONU scoraggiare lo spreco, generato da agricoltori, dai produttori di generi alimentari, dalla distribuzione commerciale a dai consumatori, ha dichiarato Tim Fox.{jcomments on}
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