Ricerca dalla Germania: il biologico è il miglior “insetticida” per i parassiti delle piante
L’ecosistema è un macrorganismo perfettamente autosufficiente e al tempo stesso delicatissimo. E’ in grado di funzionare alla perfezione fino a quando non riceve un’azione di disturbo proveniente dall’esterno. Se l’equilibrio di un ambiente naturale o di un sistema agrario viene compromesso si osservano perdite notevoli dal punto di vista della biodiversità (animale e vegetale) e della produzione.
E’ noto come l’uomo e l’agricoltura intensiva siano i maggiori responsabili dell’impoverimento della superficie agricola.
Un recente studio proveniente…
…dalla Germania (Jochen Krauss, Iris Gallenberger, Ingolf Steffan-Dewenter, Wurzburg, Germany 2011) dimostra come una conduzione biologica, più attenta all’ambiente, favorisca una maggior ricchezza del numero di specie di piante e di insetti impollinatori (di ben cento volte superiore) oltre ad una minor presenza di insetti dannosi per le piante.
La superficie complessivamente utilizzata per la ricerca ammonta a 500 km2 coltivate col triticale (un ibrido tra la segale e il grano tenero) situate nel nord della Baviera nel distretto di Bayreuth e Kulmbach.

La ricerca ha preso in esame 45 aree; 15 ad agricoltura convenzionale trattate con i pesticidi Karate Zeon, insetticida che agisce per contatto e Pirimor più specifico per afidi, entrambi agiscono sul sistema nervoso degli insetti e sono venduti dalla Syngenta; le aree ad agricoltura convenzionale senza l’impiego pesticidi sono state trattate con erbicidi, fertilizzanti inorganici e regolatori della crescita mentre le restanti sono state condotte col metodo biologico secondo la direttiva europea 2092/91.
Per ognuna di queste superfici sono stati rilevati: la frequenza di piante vascolari “l’insieme di piante “superiori” che producono fiori) e il numero di insetti distinti tra: impollinatori, afidi e predatori afidofagi.
I dati emersi parlano chiaro!
Le superfici condotte con i principi dell’agricoltura biologica raggiungono indici di biodiversità, dal punto di vista della flora e dell’entomofauna, assai più elevati rispetto agli altri due casi di studio. Dato abbastanza prevedibile considerando quanto detto in precedenza a proposito del biologico. Quello che stupisce dalla ricerca tedesca è il dato inerente alla quantità degli afidi: anche in questo caso il biologico batte l’agricoltura convenzionale e convenzionale con pesticidi facendo registrare una più bassa concentrazione di questi insetti dannosi per le coltivazioni.
L’utilizzo di insetticidi risulta infatti efficace per le prime due settimane ma successivamente la popolazione di afidi cresce rapidamente in un numero di individui addirittura maggiore rispetto a prima dei trattamenti.
Questo avviene perché i predatori degli afidi sono vulnerabili agli insetticidi ma, a differenza degli afidi stessi, impiegano mesi prima di tornare ad un numero tale da poter far diminuire la popolazione di afidi. Si viene così a creare un ambiente nettamente favorevole ai parassiti che, in assenza di predatori naturali, possono tranquillamente bivaccare e riprodursi sulle coltivazioni.
Chi utilizza pesticidi, per avere una bassa concentrazione di afidi, sarà così costretto quindi a impiegare composti chimici periodicamente in modo da limitare il continuo sviluppo e azione degli insetti dannosi. Questo metodo di gestione scellerato e suicida porta drammatiche conseguenze per l’ambiente e favorisce esclusivamente le tasche di chi vende pesticidi.
In conclusione dalla ricerca tedesca emerge come l’agricoltura biologica contribuisca a mantenere un elevato livello di biodiversità all’interno dei sistemi agricoli. Fondamentali sono anche i benefici apportati all’ambiente e agli agricoltori che non devono intervenire per tenere sotto i livelli di guardia i parassiti delle piante. Al contrario una gestione convenzionale delle superfici agricole favorisce l’incremento degli afidi e l’impiego di pesticidi ne limita la presenza solo per un periodo limitato mettendo inoltre a rischio la salute degli agricoltori e quella di chi consuma i loro prodotti.
Potrebbero interessarti
Obiettivo raggiungibile: meno pesticidi in Italia
17 gennaio 2013 Anche gli apicoltori italiani nell’ampio schieramento delle 16 associazioni nazionali che hanno risposto alla consultazione pubblica indetta…
European Beekeeping Coordination: Appello agli apicoltori per dimostrare l’importanza del fenomeno della guttazione per le api
30 marzo 2012 Ancora oggi, nonostante sia stato dimostrato che le piante trattate con pesticidi sistemici tendono a produrre acqua…
La mia mela uccide le api? Te lo dice l’app di iPhone
13 giugno 2012 Fonte Repubblica.it: un gruppo di studiosi statunitensi, in collaborazione con Environmental Working Group e PAN (Pesticide Action Network),…
Morie e spopolamenti d’api su girasole in fiore
6 agosto 2013 Nelle varie regioni del centro Italia vocate alla coltura del girasole si fanno sempre più preoccupanti e…
Un nuovo libro sul declino in massa di api e uccelli
(1 Novembre 2010) Nuovo studio che documenta il necessario bando totale degli insetticidi sistemici. In un libro di recente pubblicazione,…
Imidacloprid e api melipone
17 giugno 2012 Nuovo studio su: insetticidi sistemici e insetti impollinatori. Gli effetti, puntuali e cronici, su questi insetti impollinatori…
