Il 29 settembre un manipolo di giovani tecnici e collaboratori dell’Unaapi parte alla volta della capitale ucraina…è così che ha avuto inizio la nostra avventura al congresso mondiale degli apicoltori in Ukraina, Apimondia 2013!
Nonostante qualche intoppo e défaillance iniziali (chi è venuto con noi, sa benissimo a cosa mi riferisco) riusciamo a recuperare il nostro agognato angolino. Uno stand 2 metri per 6 che in 6 giorni è stato la nostra missione, la nostra base, la nostra casa, in due parole: Honey Bar!
All’apertura, sul bancone, sono presenti una ventina di vasi di miele. A dir tanto! Non raggiungiamo neanche la rappresentazione del territorio nazionale e infatti, in merito, non nascondiamo le nostre perplessità.
Inizialmente siamo noi ad andare a bussare alle porte degli altri stand e a chiedere del miele, “giusto un campione!”.
La perplessità la manifestano gli apicoltori questa volta, ciononostante qualcosa (sulle prime non da tutti) recuperiamo.
Finalmente qualcuno si avvicina, degusta, si incuriosisce e chiede se può lasciare il SUO miele.
“Ovviamente!”
Velocemente il tam tam si diffonde tra gli stand, tra gli ospiti, la situazione si ribalta e in poche ore ci ritroviamo con più di un centinaio di mieli diversi e provenienti dalle più disparate regioni del pianeta!
Ucraina, Alaska, Fiji, Argentina, Brasile, Georgia, Ruanda, Nuova Zelanda.
Vengono a trovarci centinaia di persone, la maglietta STOP PESTICIDES va a ruba! A parlare con noi continuano ad arrivare apicoltori entusiasti che vogliono vedere il PROPRIO MIELE sul bancone dell’honey bar.
Il flusso di gente è talmente grande che al secondo giorno finiamo i 2.500 cucchiaini che ci siamo portati dall’Italia per le degustazioni. Per fortuna l’affetto che abbiamo conquistato ci permette di risolvere in fretta i problemi: qualcuno ci aiuta sempre.
Quante facce sorridenti, quante espressioni stupite!
Chi si avvicina all’Honey Bar va via contento, spesso ritorna, qualche volta in compagnia di nuovi curiosi!
Polonia, Stati Uniti, Messico, Tanzania, Vietnam.
“Quanto costa questo miele?”, domanda frequentissima (tutti vogliono comprare del miele!)
“Mi dispiace, non è in vendita” (“neprodaiemo” per i russi, che con l’inglese non se la cavano affatto)
“…e allora perché fate questo?”
“L’honey bar è un viaggio intorno al mondo saltando da un miele all’altro, tutti così diversi come le persone che lo producono (ok, ok: come le api che lo producono!) e come i territori dai quali arrivano. Uno straordinario esempio di Biodiversità. L’Honey Bar vuole sottolineare, ancora una volta, che la tutela delle api è la tutela della vita, della Bellezza”
Chi è passato dall’Honey Bar ne rimane conquistato, il messaggio passa, Unaapi ha giocato bene le sue carte!
India, Corea, Romania, Spagna, Sud Africa, Russia.
“Signore, cambi cucchiaino per favore!” (a qualcuno bisogna spiegare che non si può rituffare nei vasetti lo stesso cucchiaino)
Degustazioni all’infinito! Flotte di persone arrivano incuriosite, assaggiano, se ne vanno contente.
Mai viste tante persone così interessate al nettare che produciamo! Tanti chiedono della maglietta STOP PESTICIDES (tutte terminate già il primo giorno), ancora di più desiderano acquistare questo vasetto piuttosto che quest’altro.
Una vera festa!
La nostra motivazione, trascinante, induce la gente a tornare. Abbiamo ricevuto regali, abbiamo ricevuto complimenti, qualcuno ci ha offerto da bere, con qualcun altro abbiamo preso appuntamento per continuare il nostro scambio culturale, per approfondire la conoscenza.
Centinaia di sorrisi, migliaia di foto ad immortalarli!
Un’esperienza che definire unica risulta decisamente riduttivo. A Kiev abbiamo avuto la conferma che entusiasmo, passione, intraprendenza (sempre accompagnate dalla giusta dose di umiltà e ascolto dell’altro) sono la chiave per creare nuove collaborazioni, per promuovere la speranza, per allacciare nuove reti e contatti.
Torniamo allora al nostro lavoro… sempre “affamati”, sempre “folli”.
Dopo Kiev, con una marcia in più!{jcomments on}
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