La sfida della Vespa velutina: l’impegno di Unaapi
In Italia, secondo la banca dati ISPRA, sono state identificate oltre 3500 specie aliene, di cui 3363 attualmente presenti. Il loro aumento progressivo comporta comunità biologiche sempre più simili, indebolendo composizione, struttura e funzioni degli ecosistemi.
Una di queste, la Vespa velutina conosciuta come calabrone asiatico, è da tempo sotto la nostra lente di ingrandimento. Distinguibile per le caratteristiche zampe gialle e l’anello giallo-arancio sull’addome è un predatore instancabile di api domestiche e selvatiche. Gli apiari sono il suo bersaglio preferito, rendendola una minaccia diretta per la produzione apistica e i servizi di impollinazione da cui dipende la biodiversità.
Ogni settimana raccogliamo nuove segnalazioni: dalla Toscana alla Sardegna, fino alla Lombardia. Non esistono più territori “sicuri”, e presto saremo chiamati a gestire una pressione crescente sugli alveari in tutta Italia.
Come stiamo reagendo
Di fronte a questa emergenza, attraverso il CRT Ambiente di Unaapi, abbiamo messo in campo una strategia fondata su tre pilastri:
- fornire strumenti di contenimento e squadre operative di pronto intervento;
- diffondere conoscenza e formazione;
- rafforzare le collaborazioni scientifiche e internazionali.
Un esempio concreto è la Task force con Toscana Miele, la prima squadra in Italia dedicata alla bonifica dei nidi di Vespa velutina. Qui la tecnologia si mette al servizio delle api: grazie alla telemetria, un piccolo trasmettitore viene applicato a una vespa, che inconsapevolmente ci guida fino al nido attraverso il segnale radio. Una volta individuato, il nido viene neutralizzato con tecniche mirate e sicure.
Lo stesso metodo è stato usato in Sardegna dove, con il supporto delle Università di Sassari, Pisa e Firenze, siamo riusciti a eliminare il primo nido segnalato. L’impegno per i prossimi mesi sarà quello di costituire altre squadre per il pronto intervento sui territori minacciati.
Per questo abbiamo organizzato un corso teorico-pratico al Pungiglione di Mulazzo (MS), dal 7 al 10 ottobre, dedicato ai tecnici e ai componenti dei CDA delle nostre associate. In Toscana, che oggi è tra le regioni più colpite, formeremo insieme nuove competenze per affrontare la sfida.
Non siamo soli
Di recente abbiamo partecipato a un training a Cipro, insieme agli apicoltori spagnoli della COAG, ospiti della Pan-Cypriot Beekeepers Association. Per quattro giorni abbiamo condiviso sul campo esperienze e soluzioni, in luoghi simbolici come il Parco Nazionale di Athalassa o gli apiari di Tremithousa.
Abbiamo visto con i nostri occhi i risultati di anni di lotta: trappole, esche selettive, metodi di contenimento messi a punto con creatività e perseveranza. Ma soprattutto abbiamo portato a casa un messaggio chiaro: solo unendo le forze possiamo affrontare questa sfida. Non basta un’associazione, non basta un Paese. Serve una rete europea di conoscenze e azioni.
Come collaborare
Contenere le vespe aliene significa non occuparsi solo di api o di miele: si tratta di biodiversità, agricoltura, futuro. Per cui si chiede di:
- Diffondere queste informazioni. Ogni voce che si unisce rende il messaggio più forte.
- Segnalare tempestivamente eventuali casi sospetti o necessità di intervento.
- Condividere la situazione con i media e le istituzioni evitando toni allarmistici, ma raccontando piuttosto le soluzioni che stiamo mettendo in campo e l’importanza di sostenerle con fondi e competenze.
Le api ci insegnano ogni giorno cosa significa cooperare per un bene comune. È questo lo spirito che dobbiamo mettere in campo per proteggere i nostri alveari, le api selvatiche e la biodiversità che ci sostiene.
Con fiducia e determinazione,
Lo staff CRT Ambiente Unaapi



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