Neonicotinoidi: killer responsabili non solo della crisi di api e impollinatori ma anche dell’impressionante declino degli uccelli
Un nuovo e imponente studio commissionato dall’autorevole American Bird Conservancy individua nell ‘impatto dei pesticidi neonicotinoidi il principale fattore del degrado dell’intera catena alimentare.
Le quasi cento pagine dello studio – “L’impatto degli insetticidi più utilizzati del Paese sugli Uccelli” e co-realizzato dal tossicologo ambientale P. Mineau e il manager dell’American Bird Conservancy Pesticides Program, Cynthia Palmer – recensisce duecento studi sugli effetti dei neonicotinoidi e conclude: “persistenza, solubilità, tossicità e mobilità dei pesticidi costituiscono una minaccia unica, in particolare per gli ecosistemi acquatici, dove il deflusso agricolo può causare danni permanenti alle popolazioni acquatiche di invertebrati e di tutti gli organismi che dipendono da loro per il cibo”.
La constatazione dello studio è disarmante: l’Environmental Protection Agency (EPA ) ha semplicemente ignorato le prove di tossicità per gli uccelli e i piccoli mammiferi, creature note per mangiare i semi appena piantati, anche quelli pieni di pesticidi.
L
a relazione afferma: “Di particolare interesse per gli uccelli sono quei composti che vengono utilizzati come trattamento delle sementi, soprattutto imidacloprid, clothianidin, thiamethoxam e acetamiprid che sono assorbiti dalle radici di una pianta e poi circolano in essa. I semi non sono mai interamente coperti dal terreno e ciò li rende facili da trovare per gli uccelli. Molte specie hanno, infatti, la capacità di raschiare e scavare per trovare i semi. La concia delle sementi si traduce, necessariamente, in una importante via di esposizione degli uccelli. “
Il rapporto individua l’imidacloprid come altamente tossico per gli uccelli, rilevando che un solo chicco di mais trattato può uccidere piccoli uccelli e far ammalare quelli grandi.
Più allarmanti ancora sono i dettagli sulla contaminazione agricola degli ambienti acquatici, dai fiumi e corsi d’acqua a pozzi d’acqua e le zone umide, importanti oasi per gli uccelli acquatici, spesso circondate da grandi appezzamenti di terreni coltivati. I pesticidi neonicotinoidi, che agiscono sul sistema nervoso centrale, possono persistere nel suolo per fino a due anni e sono altamente solubili in acqua. La contaminazione attraverso il deflusso è inevitabile e proprio gli scienziati dell’EPA hanno ripetutamente messo in guardia rispetto al loro utilizzo.
Lo studio contiene anche proposte per mitigare una previsione desolante.
Tra le raccomandazioni dell’American Bird Conservancy c’è il divieto di utilizzare i neonicotinoidi come trattamento delle sementi e sospendere tutte le autorizzazioni d’uso dei neonicotinoidi in attesa della revisione indipendente dell’impatto sugli uccelli, invertebrati acquatici e altri animali selvatici.
Fonte: Mother Nature Network. “It’s not just bees: Popular pesticides are killing birds, too”
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