Questo il triste quadro proposto dall’importante rapporto scientifico, presentato il 7 settembre all’Iucn World Conservation Congress di Jeju, in Corea del Sud: “Spineless: Status and Trends of the World’s Invertebrates” (4,10 MB) di Zoological Society of London (Zsl) – Iucn – Species survival commission Iucn.
Ben Collen, capo dell’Unità Indicators and Assessments di Zsl, ha dichiarato: «gli invertebrati costituiscono circa l’80% delle specie del mondo, è impensabile che una specie su cinque sia a rischio di estinzione. Se salvarli sarà impegnativo, ignorare il loro declino sarebbe assai più costoso».
Pochi infatti sanno che sono ben 12.000 gli invertebrati della lista rossa delle specie minacciate; ancora meno quanti sono coscienti che gli invertebrati rappresentano il più vario e ricco contenitore di specie animali, da cui dipende l’intera biodiversità animale e vegetale.
Le cause del genocidio animale in atto sono da ricondurre ad una concatenazione di fattori e concause che fra cui risalta il ruolo determinante dell’agricoltura intensiva.

Drammatica la situazione degli insetti impollinatori: tutte le 250 specie di bombi sono a rischio e addirittura due, Bombus rubriventris e B. melanopoda, sono a un passo dall’estinzione. Anche le api non godono di una buona salute; la stessa Apis mellifera sarebbe già estinta in molte zone del globo se non fosse allevata dall’uomo.
Richard Edwards, collaboratore di Iucn, ha dichiarato: “la sopravvivenza degli insetti è essenziale per il mantenimento di sistemi naturali equilibrati, per ottenere mezzi di sussistenza sostenibili e per lo stesso benessere umano. Il continuo sciupio umano di risorse danneggia le popolazioni di invertebrati.”{jcomments on}
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