“Controllori” dei rischi da pesticidi? Ennesimo cambio di casacca di un “pubblico” funzionario: la Thompson al servizio di Syngenta!
La Dott.ssa Helen Thompson, ricercatrice apistica senior dell’Agenzia statale di ricerca ambientale (FERA) del governo britannico, ha formalizzato il suo passaggio ufficiale alle dipendenze della multinazionale agrochimica Syngenta, azienda leader nella produzione di insetticidi.
È l’ennesima giravolta di un “ricercatore” che passa alle esplicite dipendenze della stessa azienda che avrebbe dovuto “regolare e controllare”, che bene illustra la mancanza di effettiva ed efficace definizione pubblica tra “controllore” e “controllato”.
La Dott.ssa Thompson ha diretto fino a oggi il gruppo dei controllori del rischio ambientale di FERA. Ha prodotto numerose pubblicazioni, alcune per la “squadra” delle multinazionali, come la Syngenta. Inoltre ha rappresentato il Regno Unito in qualità di esperta apistica in numerosi consessi decisionali di EFSA e altri organismi scientifici e pubblici. Ha sottoscritto report che negano qualsiasi correlazione tra declino globale di api e pesticidi. È intervenuta pubblicamente, proponendosi a stampa e media, addirittura in trasmissioni TV, per minimizzare e smentire le preoccupazioni circa l’effetto dei pesticidi sulle api.
Ultima “perla” della “funzionaria pubblica” inglese lo studio pubblicizzato “casualmente e tempestivamente” ad aprile 2013, a ridosso della decisione Ue sui neonicotinoidi, che “assicurava” l’inesistenza di conseguenze di questi pesticidi per i bombi.
“Studio” della Thompson, che è stato ampiamente pubblicizzato e ripreso da vari media e purtroppo anche da organizzazioni agricole; per esempio in Italia è uno dei pochi accertamenti scientificidi cui la Coldiretti ha diffuso e pubblicizzato i “risultati”.
Però la successiva revisione scientifica dell’agenzia ambientale europea EFSA di questo “studio” è stata tale da inficiare definitivamente la valenza scientifica della sua autrice: infondato e inaffidabile (vedi articolo di The Guardian).
Il conseguente “cambio di casacca” della Thompson all’esplicito servizio dell’’industria dei pesticidi, richiama quello della funzionaria francese Anne Alix, già dipendente di Novartis (una delle due aziende che hanno dato vita a Syngenta), passata nel ruolo strategico di valutatrice “pubblica” dei rischi dei pesticidi per lo stato francese. “Casualmente” l’unico conciante per il mais poi autorizzato in quel paese è stato, fino al 2013, proprio il Cruiser della Syngenta. Anche la Dott.ssa Alix, dopo aver rivestito, a stretto contatto con la Dott.ssa Thompson, un ruolo di rilievo in internazionali ambiti decisionali sulle api (ICPBR, EPPO, OCSE e EFSA) è quindi passata alle esplicite dipendenze del colosso agrochimico Dow AgroSciences.
D’altro canto la vicenda del ricercatore anglosassone e “indipendente” James Cresswel, che dopo aver cercato (inutilmente) di contestare la validità di una ricerca francese sulle api, ha ottenuto, quale premio dell’encomiabile attivismo, una borsa della Syngenta al suo laboratorio, bene documenta la pervasiva influenza degli interessi economici agrochimici sulle attività scientifiche.
Per il Coordinamento Apistico Europeo, tali attività hanno lo scopo di “confondere le acque” e di evitare che siano assunte decisioni pubbliche chiare sulla controversa tematica dei pesticidi e della moria di api.
Il Coordinamento Apistico Europeo ha quindi esortato le autorità europee e gli Stati membri a far si che siano illegali questi salti di carriera sospetti tra “Agenzie regolatrici dei pesticide” e gli stessi produttori di pesticidi. Le autorità pubbliche devono impiegare solo scienziati veramente indipendenti che possono fornire loro informazioni obiettive e imparziali. E’ ora che siano adottate efficaci misure per contenere l’accanita lobby dell’industria dei pesticidi nei confronti delle istituzioni pubbliche e dei regolatori.{jcomments on}
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