Le api e altri insetti impollinatori giocano un ruolo cruciale per la biodiversità e l’agricoltura, ma sono sempre più a rischio in Europa. Tra i primi indagati dalla scienza e dalle istituzioni europee: le nuove molecole insetticide sistemiche.
Di fronte a crescenti se non schiaccianti indizi e prove, i produttori di pesticidi ricorrono a ogni mezzo per difendere il loro business: condizionano le istituzioni accademiche e scientifiche e si infiltrano nelle agenzie governative con poteri decisionali sull’uso dei loro prodotti.
CEO e Bee Life – Coordinamento Apistico Europeo hanno denunciato, alle istituzioni e pubblicamente, il ruolo di testa di ponte degli interessi delle aziende agrochimiche svolto da OPERA, centro di ricerca di una della più grande università private in Europa (Università Cattolica del Sacro Cuore), con sede nel campus di Piacenza, in Italia.
Molte delle azioni e dei rapporti di OPERA sono redatti congiuntamente con l’industria dei pesticidi, in particolare con Syngenta. Il rapporto “Bee Health in Europe” (Salute delle api in Europa), del 2011, riprende in pieno le posizioni dell’industria, sostenendo che i pesticidi non siano una delle cause principali del declino delle api. Tra gli autori del rapporto spiccano esponenti delle multinazionali: Dow Agrosciences, Syngenta, Bayer e Basf. Mentre un altro redattore del report che all’epoca figurava quale responsabile di FERA, l’agenzia britannica per la sicurezza alimentare e l’ambiente, è recentemente passato alle dipendenze dirette di Syngenta attraverso le cosiddette “revolving doors”.
OPERA Research Center, pur essendo parte di un’università italiana, ha stretti legami ed è finanziata da compagnie agrochimiche come Syngenta. È stato fondato con lo scopo di fornire “soluzioni basate sulla scienza e pragmatiche” ai decisori sulle problematiche agricole e dispone, per aumentare il proprio impatto, di un ufficio con personale dedicato a Bruxelles per svolgere attività di lobby. Le sue attività e messaggi su api e pesticidi sono sviluppati in collaborazione con l’industria dei pesticidi e ne riflettono le argomentazioni.
Il direttore di OPERA siede nel panel sui pesticidi dell’EFSA. Le regole attuali sul conflitto di interessi consentono il permanere di questa situazione perché l’università da cui deriva OPERA è accreditata nell’elenco degli “Organismi competenti per la sicurezza alimentare” – organizzazioni che si suppone perseguano esclusivamente l’interesse pubblico. Questo rappresenta una grave – anche se non è certo l’unica – debolezza nella politica d’indipendenza dell’EFSA. L’agenzia europea ha la facoltà e la responsabilità di affrontare il problema riesaminando l’elenco “Articolo 36” e stabilendo criteri più adeguati per definire quali siano gli “Organismi competenti per la sicurezza alimentare”. {jcomments on}
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