Sia L’Informatore Agrario da conto delle magnifiche e impreviste produzioni di mais in questa stagione, e sia l’altro periodico agricolo Terra e Vita riporta di rese medie a ettaro fino a 150 q/h, tali da comportare l’intasamento dei centri di raccolta e stoccaggio e addirittura la flessione delle quotazioni!
Chi ricorda più le previsioni e “studi scientifici” dell’Università di Milano che “predicevano”, a seguito dello stop ai concianti, la perdita di 150 milioni di euro??? Chi si rammenta del professor Maggiore che “tuonava” contro la “catastrofica” sospensione dei concianti sistemici??? Chi ricorda lo studio presentato con grancassa da Nomisma che “giocando coi numeri” certificava un danno percentualmente importante al mais conseguente al mancato uso di neonicotinoidi???
Di là dei più che dubbi pareri “scientifici” l’andamento produttivo del mais in Italia negli ultimi tre anni si fa carico di confermare invece d’essere condizionato principalmente se non unicamente dalle variabili meteorologiche e non certo in modo sostanziale da patologie e parassitosi.
Grazie alla rotazione delle colture e a diverse puntuali attenzioni agronomiche di difesa fitosanitaria le rese medie a ettaro non hanno risentito in questi anni della presenza di diabrotica.
Di contro l’apicoltura italiana, dal divieto d’uso dei concianti del mais neonicotinoidi & C. in poi, è ” in forte ripresa dopo la moria di api degli ultimi anni”, come conferma lo stesso rapporto Inea 2011 (2,72 MB, pag 13, penultimo capoverso).
In Francia invece l’apicoltura è in sempre più accentuata crisi e sofferenza.
Nel paese d’Oltralpe (in cui è ancora e assai discutibilmente autorizzato su mais, in forma provvisoria, e ampiamente usato il conciante del mais Cruiser, mentre restano vietati Gaucho, Poncho e Regent) intanto l’aut aut delle Corporazioni della chimica per la “difesa” del mais, “l’unica alternativa ai trattamenti spray estivi sono i concianti sistemici”, evidenzia tutta la sua inconsistenza.
Infatti proprio in Francia (grazie a uso e abuso di Cruiser) “s’è reso necessario” attuare addirittura irrorazioni aeree d’insetticidi estive, d’inaccettabile impatto ambientale. Con l’emanazione di una edulcorata regolamentazione dei trattamenti chimici a mezzo aereo in cui si sono perse tutte le raccomandazioni d’attenzione agli apiari, presenti precedentemente.

In Italia, rispetto alla pericolosità dei trattamenti estivi l’associazione apistica regionale lombarda Apilombardia ha segnalato alla Regione l’effettuazione d’irrorazioni insetticide su mais con elevata probabilità coincidenti con la fioritura, e quindi con impatto inaccettabile e non conforme alle prescrizioni precauzionali. La Regione Lombardia, che sembra ignori quantità e tempistica dei trattamenti insetticidi effettuati su mais nel mese di luglio, ha risposto assicurando che espleterà una diligente sorveglianza.
Nel frattempo in Italia, sempre più autorevoli esperti agronomi esprimono più d’un dubbio su efficacia, convenienza e “resa” ( ovvia per chi li vende ma non per chi li usa) dei trattamenti insetticidi effettuati su mais contro la diabrotica nel mese di luglio.Il rapporto costo/benefici è palesemente sbilanciato nel contesto dell’economia agricola.

Più d’un agricoltore comincia a porsi dei quesiti rispetto alle interessate “ricette” delle Corporazioni della chimica: è meglio trattare precocemente per prevenire i danni alla spiga o più tardivamente per colpire le femmine feconde e quindi ridurre la pressione sulla stagione successiva?
Sinora si è considerata solo la prima ipotesi, la più pericolosa tra l’altro anche dal punto di vista ambientale per il rischio di intervenire in presenza di fioritura e che invece sembra di scarsa, se non nulla, utilità.
Forse è il caso di considerare con maggiore attenzione la seconda opzione.
La definizione di una soglia di intervento è utile, ma richiede un piano di monitoraggio che sia supportato da specifiche azioni di assistenza tecnica.
Sarebbe assai sensato quindi definire non solo e non tanto una soglia al di sopra della quale sia consigliato un intervento chimico, quanto la necessità di passare (per areali) a una diversa coltura nell’anno successivo.
Oramai nel comparto agricolo è condivisa da tutti, persino dai più ottusi, la grande importanza pollinifera del mais per le api e per molti insetti utili.
E’ tuttavia indispensabile sia definito e condiviso, al più presto, quale sia il reale momento di attrattività del mais per le api.
Il periodo di fioritura non può coincidere evidentemente con la presenza del “pennacchio”, visibile da giugno /luglio sino a essicazione completa della pianta…
Se la presenza del pennacchio non può essere considerata segno di fioritura in atto va però individuato e comunicato a quali segnali va connesso il divieto di trattamenti su mais, per fioritura in atto.
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