Sentenza Ue su OGM e api. Tornado sconvolgente sul mercato apistico? Appello Unaapi e Conapi al Ministro dell’Agricoltura
Emessa sentenza della Corte di Giustizia Ue, su miele e OGM, che prende atto dell’impossibile “confinamento” degli OGM coltivati in natura e che obbliga all’individuazione ed etichettatura dei prodotti apistici “da OGM“. (Vedi comunicato stampa Corte Giustizia Ue)
i prodotti apistici contaminati da polline di piante geneticamente modificate sono “prodotti da OGM”.
Conseguenze possibili e prevedibili;
Cioè: chi contamina non paga mentre, di contro quanti consumano e producono rispondono delle conseguenze.
Nel 2005, la produzione di un apicoltore amatoriale, il signor Karl Heinz Bablok, in Baviera è risultata contaminata da polline geneticamente modificato (derivato da campi di mais Monsanto Bt 810), che in questa Regione è stato coltivato. Secondo la normativa europea (regolamento 1829/2003), qualsiasi prodotto alimentare contenente materiale geneticamente modificato deve essere sottoposto a uno speciale processo di approvazione per dimostrarne la sicurezza alimentare e ambientale.
Verificata la presenza nei prodotti apistici del suo apiario di tossine geneticamente modificate, il signor Bablok non li ha ritenuti atti al consumo ed ha avviato il contenzioso per il risarcimento alla Corte di Giustizia tedesca, che si è concluso con la sentenza della Corte europea, il cui verdetto in sintesi stabilisce che:
L’agricoltura si è sviluppata per millenni in modo sostenibile, fino all’arrivo dell’agro-industria con le sue “indispensabili innovazioni”; per il controllo dei parassiti, come le varie forme di transgenico o le nuove molecole pesticide sistemiche (come quelle utilizzate per la concia di sementi o il trattamento del suolo). Queste “innovazioni” comportano pesanti conseguenze e implicazioni per la salute dell’uomo e per quella dell’ambiente.
D’altra parte studi scientifici hanno recentemente dimostrato effetti tossici diretti degli OGM sul sistema nervoso delle api e potenziali effetti tossici sugli insetti utili come le farfalle e coccinelle [1].
Il polline raccolto dal signor Bablok conteneva materiale genetico del mais transgenico e le tossine Bt (con proprietà insetticide). Oltre alle possibili conseguenze per la salute dei consumatori non è possibile al momento escludere possibili rischi anche per le api e altri esseri viventi.
In modo eclatante si evidenzia come la cosiddetta “libertà di scegliere cosa coltivare” comporta l’impossibilità d’una effettiva “coesistenza” tra colture geneticamente modificate e Agricoltura Tradizionale.
La dimostrazione della “coesistenza impossibile” colpisce proprio un piccolo comparto agricolo, l’apicoltura, peraltro sempre più indispensabile per agricoltura e ambiente. Gli alveari bottinano e impollinano, infatti e proporzionalmente, un immenso territorio, alla ricerca di fonti di nettare, polline, propoli e acqua. E’ impossibile limitare le superfici, le matrici e i fiori che le api incessantemente visitano.
In alcuni paesi europei (Bulgaria, Romania e Spagna) sono autorizzate colture OGM, in altri paesi, Italia inclusa, s’è accertata la coltivazione illegale di piante OGM (recente il sequestro in Ungheria di oltre 400 ettari illegalmente seminati con OGM).
Diffusissimme, di contro, le colture OGM negli USA, Canada, Cina, India, Brasile Argentina (da cui l’Europa importa grandi quantità di miele).
L’Ue importa il 40% del proprio fabbisogno di miele e il verdetto comunitario comporta il ritiro dal mercato europeo di circa il 50-60% del prodotto importato, con conseguente enorme rischio di scarsa disponibilità al consumo e possibile riflesso sui prezzi.
Gli apicoltori italiani non vogliono che il miele sia inaccessibile per le tasche, sempre più vuote, dei cittadini europei.
Gli apicoltori italiani, d’Europa e del Mondo hanno ragione di esigere che le loro produzioni non siano in alcun modo poste fuori dal mercato nel nome di assai discutibili interessi privati!
Gli apicoltori italiani hanno ragione di:
Per tali motivi Unaapi e Conapi hanno rivolto un argomentato Appello al Ministro dell’Agricoltura On. Francesco Saverio Romano.
[1] Ramirez-Romero R.; Desneux N.; Decourtye A.; Chaffiol A.; Pham-Delègue M.H. (2008) Does Cry1Ab protein affect learning performances of the honey bee Apis mellifera L. (Hymenoptera, Apidae) Ecotoxicol Environ Saf. 70:327-33
[1] http://independentsciencenews.org/news/bee-learning-behaviour/
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