L’attesa ordinanza del TAR della Regione Calabria a fronte del ricorso, presentato dall’apposito comitato rappresentativo della gran maggioranza di apicoltori calabresi, per la sospensione del decreto d’ incenerimento degli apiari con rilevata presenza di A. tumida, chiede al Ministero della Salute un supplemento istruttorio “affinché chiariscano e motivino specificamente sui seguenti punti: la necessità di un provvedimento che determini la distruzione dell’intero apiario (anziché dell’alveare e la disinfestazione delle arnie); la necessità di eliminare il coleottero dal territorio regionale e nazionale ovvero la possibilità di fare ricorso a strumenti alternativi, in considerazione delle difficoltà logistiche e tecniche esistenti per l’eliminazione dello stesso (che può vivere anche al di fuori degli alveari ed è capace di spostarsi anche per molti chilometri); l’idoneità degli strumenti adottati a eliminarlo o a impedirne la diffusione e la possibilità di utilizzare uno strumento meno invasivo, rispetto alla distruzione degli apiari, per perseguire il medesimo fine, in base al principio di proporzionalità.”
Il TAR impone quindi alla Salute, nel più breve tempo possibile (entro 45 giorni), di spiegare se e come è eradicabile il parassita e con quali mezzi.
Pertanto restiamo in attesa di chiare e motivate ragioni che vadano al di là delle fantasiose e inconsistenti motivazioni, accompagnate da tanti “lo impone la norma”, “ce lo chiede l’Ue”, sentite negli ultimi tempi nelle riunioni e incontri avuti con i rappresentanti del Ministero della salute.
Di seguito il ricorso del gruppo di apicoltori calabresi del Gruppo Autonomo, contro l’ordinanza emessa dal Presidente della Giunta Regionale in merito alla gestione dell’emergenza A.tumida.
A rimarcare una volta di più la notevole la capacità d’iniziativa degli apicoltori calabresi per far fronte collettivamente e concretamente contro il parassita, così come contro improvvide imposizioni.
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