Il Gruppo di Lavoro della Task Force sui pesticidi sistemici ha appena pubblicato un nuovo studio che mette radicalmente in discussione l’utilità degli insetticidi neonicotinoidi. I ricercatori di diverse nazionalità confermano che esistono alternative efficaci ai semi conciati con neonicotinoidi. Con la revisione di più di 200 studi sulle performances dei neonicotinoidi, il gruppo di lavoro documenta sia l’inefficienza di questi insetticidi, sia le alternative possibili.
Noa Simón Delso, consulente scientifico di BeeLife, è co-autrice dello studio che accerta le problematiche provocate dai neonicotinoidi. Gli effetti registrati dai ricercatori, dalla loro introduzione sul mercato negli anni ’90, dimostrano che sono estremamente tossici per la biodiversità. I neonicotinoidi a infime dosi sono molto tossici, sono solubili in acqua e degradano molto lentamente nel terreno. Il loro successo e il loro prolungato spandimento causano una diffusa contaminazione ambientale, con effetti letali e sub-letali sugli impollinatori, comprese le api.
Oltre ai danni derivanti dall’applicazione dei neonicotinoidi, sono, per contro, assai scarsi i benefici. Dai risultati dello studio, l’uso di semi conciati non aumenta, nella maggior parte dei casi, la produttività agricola. L’eccessiva dipendenza da pesticidi come i neonicotinoidi ha anche determinato l’incremento dei fenomeni di resistenza dei parassiti e, di conseguenza, l’incremento dei costi per gli agricoltori. Vi sono casi in cui non è solo ingiustificato l’uso di neonicotinoidi, ma in cui i rischi superano di gran lunga i potenziali benefici.
Il co-presidente del Gruppo di Lavoro Jean-Marc Bonmatin ha dichiarato: “L’uso eccessivo di insetticidi sistemici per la lotta antiparassitaria infligge seri danni ai servizi ambientali che sono basilari per la fertilità e la produttività agricola. Vi sono invece modelli alternativi di gestione integrata delle specie nocive, che sono molto migliori per l’ambiente, senza incremento di costi o rischi per gli agricoltori.”
Le alternative individuate dallo studio comprendono soluzioni paesaggistiche, come la gestione di corridoi ecologici; migliori metodi colturali, comprese le rotazioni colturali; l’uso di metodi di controllo biologico come predatori naturali e microrganismi; e altri metodi rispettosi dell’ambiente (trappole, repellenti, insetticidi di origine naturale).
Oltre alle alternative citate, si evidenziano anche diverse soluzioni innovative. In primo luogo, metodi di previsione affidabili e poco costosi per colpire con i pesticidi in modo mirato i parassiti. Ad esempio, con questo metodo di predizione è stato rilevato che il 96% dei campi di mais nell’Italia settentrionale non ha alcun bisogno di trattamento con insetticidi. In secondo luogo, sono importanti i primi passi verso nuovi modelli assicurativi mutualistici. L’assicurazione su larga scala dei fondi comuni mutualistici è un approccio economicamente vantaggioso. Costa addirittura meno del costo totale dei trattamenti con insetticidi.
Il presidente di BeeLife, Francesco Panella, ha dichiarato che “tali conclusioni dimostrano ancora una volta che le pratiche agricole convenzionali sono contrarie ai vari fattori di produzione e che i parassiti sono diventati resistenti ai neonicotinoidi. L’innovazione in agricoltura non deve limitarsi alla sostituzione di una sostanza chimica con un’altra: giorno dopo giorno, il consenso cresce per vere scelte innovative nella futura politica agricola comune, per stimolare l’attuazione di tali soluzioni in tutta Europa.
Secondo il gruppo di lavoro, “solo una piccola parte dello spandimento di pesticidi colpisce gli organismi nocivi, il resto inquina l’ambiente”, il che significa che soluzioni alternative non sono solo redditizie, la ricerca e l’implementazione di alternative ai pesticidi sono sempre più necessarie per proteggere l’ambiente e la sua biodiversità.
Contatto: Andrés SALAZAR, BeeLife European Beekeeping Coordination: comms@bee-life.eu
NOTA:
BeeLife European Beekeeping Coordination è un’associazione formata produttori apistici di diversi paesi dell’Unione europea. La sua attività principale è lo studio dell’impatto sulle minacce ambientali per le api, quali pesticidi o organismi geneticamente modificati (OGM).
BeeLife lavora per la protezione delle api a partire dal dato di fatto per cui “le api sono come il canarino nella miniera”, il loro allarme indica che qualcosa non va nell’ambiente. Inoltre, le api producono il 30% di tutto il nostro cibo grazie all’impollinazione di frutta, verdura e colture, come girasole e colza, una ricchezza che Bee Life si sforza di proteggere.
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