MANIFESTAZIONE DEGLI APICOLTORI IL 18 FEBBRAIO A BRUXELLES
Stiamo, con tempestività, organizzando la manifestazione a Bruxelles del 18 febbraio, sui temi degli aiuti alla produzione ed al mercato. Sappiamo che saremo ricevuti dal Consiglio dei ministri dell’agricoltura dell’Unione Europea, per rivendicare un più consistente pacchetto a supporto dell’apicoltura. Segue il testo delle nostre rivendicazioni.
Contiamo sulla vostra disponibilità….
…l’occasione è importante: si può ottenere qualcosa di molto significativo. Possiamo, dobbiamo, batterci, con forza, per la sopravvivenza dell’apicoltura.
“Chi non sa attivarsi per difendere il suo futuro non si lamenti della sua sorte.”
Stiamo organizzando il viaggio aereo, alle seguenti condizioni:
– partenza da Bologna sabato 16 alle ore 12.20 con arrivo alle 14.20
– partenza da Bruxelles lunedì 18 alle ore 19.15 con arrivo alle 21 a Bologna. Volo a/r: 190 Euro
E’ necessario trovarsi in aeroporto quantomeno un’ora prima.
Per l’espatrio è necessario essere dotati di carta d’identità valida.
– L’ospitalità è prevista in un albergo molto economico, ma dignitoso,
Due notti con la prima colazione: 65 Euro.
Quindi la spesa complessiva per viaggio e alloggio è attorno ai 250 Euro.
Bisognerà, poi, coprire le spese di vitto, con varie possibilità. Può essere, anche, un’ottima occasione per un viaggio di famiglia. (La manifestazione, infatti, sarà assolutamente pacifica)
In loco cercheremo, la domenica, di organizzarci al meglio per la visita della città.
Le prenotazioni devono arrivare al più presto.
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Distinti saluti
Francesco Panella
Consiglio Agricoltura Bruxelles, 18 febbraio 2002
MI(01)04X1 – LL/SZ
L’APICOLTURA EUROPEA È REALMENTE in pericolo
Manifestazione a Bruxelles il 18 febbraio 2002 di tutti gli apicoltori europei.
Nella sua risoluzione votata alla quasi unanimità il 13 dicembre 2001 a Strasburgo, il Parlamento Europeo riconosce che l’attività apicola dell’Unione Europea è più che mai in pericolo.
Inoltre, i produttori europei condividono il parere dei parlamentari secondo cui il regolamento 1221/97, il cui obiettivo è il miglioramento della produzione e della commercializzazione del miele, è molto utile ma assolutamente insufficiente e troppo restrittivo per garantire la redditività delle aziende apicole, evitare la scomparsa dell’apicoltura professionale europea e evitare che, ogni anno, migliaia di piccoli e medi apicoltori abbandonino l’attività. Essi svolgono un ruolo fondamentale per il mantenimento del tessuto rurale e nell’attività di impollinazione e quindi di mantenimento della biodiversità.
Perché ?
– Gli 8.800.000 alveari europei sono minacciati da patologie (varroasi e altre malattie) sempre più difficili da trattare (resistenza ai pochi prodotti autorizzati), con un conseguente aumento dei costi di produzione. Inoltre, i problemi di intossicazione da certi prodotti fitosanitari che si sono verificati in diversi paesi dell’Unione, comportano una riduzione importante del patrimonio apicolo (la cui ricostituzione è molto difficile e molto onerosa) nonché una diminuzione della produttività.
– La differenza tra il prezzo medio del miele importato (a volte di cattiva qualità) e il prezzo medio alla produzione del miele europeo di qualità è dell’ordine del 100% (1,11 /kg contro 2,05 /kg). Questa disparità di mercato si acuirà ulteriormente con l’apertura delle frontiere (ingresso della Cina nell’OMC, accordi MERCOSUR…). In realtà, il dumping non è poi così lontano.
– In tali condizioni, l’apicoltura non attira più nessuno, nonostante la produzione europea copra meno del 50% della domanda interna. Al giorno d’oggi, un giovane non può più sperare di farne la sua professione. Anche i piccoli produttori, per cui l’apicoltura è un’attività secondaria e complementare, sono scoraggiati e demotivati.
Quindi il Parlamento Europeo, così come gli apicoltori, insiste sull’URGENZA con cui bisogna AGIRE per evitare che questa professione, perfettamente integrata nel tessuto rurale e nell’ambiente, scompaia e che, in seguito a una carenza di insetti impollinatori, insorgano problemi che non potranno più essere risolti (salvaguardia della biodiversità, conservazione della natura, agricoltura…).
Le soluzioni esistono!
1. Ampliare il quadro di applicazione del Regolamento 1221/97 per:
– Assicurare il mantenimento, la ricostituzione e lo sviluppo degli allevamenti apistici produttivi e delle aziende da reddito apistico;
– Retribuire il servizio ambientale reso dall’apicoltura (attività impollinatrice);
2. È preferibile che la Comunità Europea finanzi integralmente le spese affrontate nel quadro del Regolamento (sulla base del totale attuale, ossia 33 Milioni di Euro), e che l’applicazione di questo Regolamento sia resa obbligatoria; una guida all’interpretazione del Regolamento 1221/97 deve essere elaborata dalla Commissione per evitare disparità tra gli Stati membri;
3. La procedura di omologazione dei prodotti fitosanitari deve essere rivista, tenendo maggiormente in considerazione il principio di precauzione e l’impatto dei prodotti sugli allevamenti apistici;
4. Supportare la redditività delle aziende apicole prevedendo misure specifiche e priorità per l’apicoltura nell’accesso alle risorse destinate all’agricoltura ed agli agricoltori, compensando in tale modo le perdite di reddito legate a disparità del mercato generate dalla mancanza di una preferenza comunitaria in questo settore;
5. Promuovere il miele europeo di qualità nella politica di promozione interna ed attraverso l’utilizzazione delle DOP, IGP ed STG
6. Creare una linea “Malattie delle api” nell’ambito del Fondo veterinario europeo;
Il miele può essere importato, l’impollinazione di nostri campi e delle nostre foreste, no!
L’apicoltura europea è indispensabile per il nostro ambiente!
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