Indicazioni sulle procedure per l’uso di Api-Bioxal e relativi obblighi di registrazione
Come in occasione della fase di sperimentazione dell’Api-Bioxal, anche ora vengono diffuse indicazioni e “voci” differenti in merito all’obbligo, o meno, della registrazione (firma) sul registro dei trattamenti anche da parte del veterinario che fa la prescrizione.
Di seguito i riferimenti normativi e le conseguenti, corrette, indicazioni operative.
Il 24 giugno scorso è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’AIC (autorizzazione di immissione in commercio) per il farmaco a base di acido ossalico, Api-Bioxal, che pertanto può essere utilizzato in apicoltura per la lotta alla varroa.
Allo stato attuale il prodotto è acquistabile direttamente dalla ditta Chemical Laif, accompagnando la richiesta con ricetta medico veterinaria in copia unica non ripetibile.
Presumibilmente dall’ottobre prossimo l’Api-Bioxal sarà in libera vendita, senza necessità di ricetta medico veterinaria, così come quasi tutti i prodotti utilizzabili in apicoltura per la lotta alla varroatosi ( fa eccezione l’Apivar, anch’esso in vendita dietro prescrizione medico veterinaria in copia unica non ripetibile).
La ricetta è necessaria per tutti gli apicoltori che intendono utilizzare l’Api-Bioxal, sia coloro che allevano api a fini economici, sia quanti le allevano a fini di autoconsumo.
Come tutti i farmaci utilizzati in apicoltura, anche l’utilizzo dell’Api-Bioxal va registrato nel registro dei trattamenti che ogni apicoltore, che svolge la propria attività a fini economici, è tenuto ad avere.
Il registro deve essere a pagine pre-numerate e vidimato dalla ASL e va conservato dall’apicoltore, unitamente alle copie delle prescrizioni medico-veterinarie e alla documentazione di acquisto, per cinque anni dall’ultima registrazione.
Nel registro vanno indicati:
a) data;
b) identificazione del medicinale veterinario;
c) quantità;
d) nome e indirizzo del fornitore del medicinale;
e) identificazione degli animali sottoposti a trattamento;
f) data di inizio e di fine del trattamento.
A chiarimento del D.Lgs. 336/1999 è stata emanata dal Ministero della Sanità la circolare 14/2000 (pubblicata nella G.U. 16 novembre 2000, n. 268), che mantiene la sua piena validità anche nei confronti del D.Lgs. n. 158/2006, come indicato nella nota dell’ex ufficio IX della DGVA, prot. 17954/c del 12/05/06.
La circolare 14/2000 dispone che “L’obbligo di registrazione di tali trattamenti farmacologici (quelli previsti dall’art 15) riguarda i medicinali veterinari per i quali è richiesta prescrizione medico-veterinaria in triplice copia non ripetibile.”
Pertanto, poiché per Apivar e Api-Bioxal è necessaria la ricetta in copia unica non ripetibile, non vi è alcun obbligo per il veterinario che prescrive questi prodotti, di compilare il registro dei trattamenti tenuto in azienda dall’allevatore.
Potrebbero interessarti
Api, neonicotinoidi e varroa: dimostrato l’effetto immunodepressivo di Clotianidina e Imidacloprid
19 novembre 2013 Una ricerca italiana finanziata dal programma Apenet evidenzia un nuovo effetto sub-letale dei neonicotinoidi, aggiungendo un tassello…
Lotta alla Varroa: acido ossalico
Acido ossalico Utilizzo L’acido ossalico ha un’azione acaricida rapida nei confronti della varroa ma di breve durata, per cui ha…
Vespa Velutina è in Inghilterra
giovedì 23 settembre Il calabrone asiatico è sbarcato in Gran Bretagna. E’stato trovato vicino Tetbury, Gloucestershire. Sono in atto le…
Un marker genetico della resistenza alla covata calcificata?
31 marzo 2016 Ricercatori cinesi Liu et al. (2016) hanno scoperto una forte correlazione tra il carattere di resistenza delle…
Apistan: una vecchia conoscenza
1 agosto 2002 Da alcune zone giunge notizia che l’Apistan, viene riproposto come prodotto nella lotta alla varroa. La firma…
Effetti indesiderati degli acaricidi
-Bibliografia a corredo dell’articolo- Acaricidi: effetti avversi sulle api, interazioni, residualità, resistenza della varroa. apparso nel Dossier Varroa…
