Ricercatori cinesi Liu et al. (2016) hanno scoperto una forte correlazione tra il carattere di resistenza delle larve all’Ascosphaera apis ed un polimorfismo genetico dato dalla sostituzione di un solo nucleotide.
I ricercatori hanno inoculato in vivo e in vitro larve di ceppi di api note per essere resistenti e non alla covata calcificata con spore di Ascosphaera apis. La mortalità in vitro delle larve infettate con la micosi è risultata essere significativamente correlata con il numero di mummie rinvenute nelle colonie di origine, infettate sperimentalmente in vivo. I ricercatori hanno sequenziato il genoma delle larve che hanno manifestato resistenza alla micosi e di quelle che non l’hanno manifestata, concentrando le analisi sulle sequenze di DNA dei geni sui due cromosomi 2 e 11, risultati in studi precedenti correlati con la resistenza alla covata calcificata. Ne è risultato che un polimorfismo di un solo nucleotide, denominato SNP C2587245T, sul gene Mrjp5 (Major royal jelly protein 5) era fortemente associato con la resistenza alla covata calcificata in tutti gli esperimenti. Nel locus sono stati identificati solo due differenti alleli: C, che sembra conferire resistenza, e T. A conferma di ciò nelle colonie resistenti è stata osservata un’alta frequenza dell’allele C, mentre le colonie con un alto numero di mummie avevano una minore frequenza dell’allele C. I ricercatori ipotizzano quindi che le larve portatrici del genotipo C/C (omozigoti) presentino una maggiore resistenza alla covata calcificata, ma ritengono anche che una colonia resistente non debba necessariamente avere tutte le larve omozigoti. Le regine omozigoti C/C avrebbero quindi maggiore probabilità di produrre colonie resistenti alla covata calcificata.
I ricercatori argomentano però anche che, dato che tutte le colonie della prova provenivano da ceppi di Apis mellifera ligustica selezionati per la produzione di pappa reale, non si può escludere che la correlazione del polimorfismo SNP C2587245T sul gene Mrjp5 con la resistenza alla covata calcificata sia una coincidenza e possa non verificarsi in altri ceppi di api.
Sicuramente la scoperta necessita di conferme su altre api non correlate, ma qualora fosse confermata, l’utilizzo del polimorfismo sul locus C2587245T potrebbe essere un marker genetico per la selezione di ceppi resistenti alla covata calcificata. Questo tipo di selezione basata su marker genetici è diventata routinaria in altre specie zootecniche per i costi relativamente contenuti e la rapidità che permette di imprimere al processo di selezione.
Quantomeno siamo di fronte a una nuova conferma della ereditabilità della suscettibilità alla covata calcificata e quindi dell’importanza di eliminare le regine che danno origine a colonie che manifestano la malattia.
Riferimenti
Potrebbero interessarti
Oltre 1500 alveari abbattuti in Calabria
aggiornato 14 ottobre 2014 Sono stati individuati nuovi alveari con il piccolo coleottero, sale quindi a ben 37 il totale di…
USDA: regine difettose per gli sbalzi di temperatura nel trasporto e i patogeni
11 febbraio 2016 Le temperature estreme anche per poco tempo durante le spedizioni e alti livelli di patogeni possono contribuire…
Dinamica di popolazione della Varroa
Dinamica di popolazione della varroa Sulla base di quanto esposto riguardo al ciclo vitale risulta evidente che senza l’intervento dell’apicoltore la popolazione…
Varroatosi
La varroatosi La varroatosi è la malattia delle api con il maggior impatto sull’apicoltura. E’ una malattia parassitaria causata dall’acaro…
Appello di Gino Albo per la Manifestazione del 14 a Catanzaro
4 gennaio 2014 Carissimi apicoltori, carissimi colleghi, è doveroso prima di ogni cosa ringraziarVi per la vostra continua e costante…
Varroa – Identificazione
Identificazione Varroa destructor presenta un marcato dimorfismo sessuale. Le femmine adulte sono visibili ad occhio nudo sulle api, nella covata…
