Nuovi studi arricchiscono ulteriormente le conoscenze sui gravi effetti gravi degli insetticidi sistemici sulle api e, più in generale, sugli insetti impollinatori.
Il primo studio, realizzato da un gruppo di ricerca dell’Università di Dundee e dell’Università di Newcastle e pubblicato da Nature Communications arriva a sconcertanti conclusioni: “i pesticidi che hanno come target la neurotrasmissione colinergica sono molto efficaci, il loro uso è corresponsabile del declino della popolazione di insetti impollinatori”. Grazie all’analisi di alcune cellule del cervello delle api si è potuto appurare che «i neonicotinoidi imidacloprid e clothianidin e l’acaricida organofosfatio Coumaphos causano un blocco della depolarizzazione neuronale e inibiscono le risposte ai nicotinici. Effetti osservati a concentrazioni cui sono esposte le api bottinatrici e gli alveari si sommano con effetto sinergico». “I nostri risultati – conclude la ricerca – dimostrano un meccanismo neuronale che può spiegare i deficit cognitivi causati dai neonicotinoidi, e prevedono che l’esposizione a molteplici pesticidi, che ha per target la segnalazione colinergica, provoca una maggiore tossicità negli impollinatori”.
Il secondo studio, condotto dall‘Università di Newcastle, pubblicato da The Journal of Experimental Biology, accerta che l’esposizione a due pesticidi comporta l’incapacità delle api a ricordare gli odori floreali necessari per l’attività di bottinatura.
Il terzo studio, effettuato dall’Università belga di Ghent, ha monitorato diverse vie di esposizione delle api da concia del mais con insetticidi sistemici. I risultati delle analisi dimostrano che le api sono esposte a queste sostanze attive nell’insieme delle loro attività vitali. Livelli molto elevati di clothianidin e thiamethoxam sono stati individuati in varie matrici: nei suoli di tutti i campi (sia in quelli con semi conciati e sia in quelli senza cultura di mais), nelle piante (tarassaco) che crescono vicino ai campi seminati a mais e che sono attivamente visitate dalle api bottinatrici, nella api morte raccolte nei pressi degli alveari, nel polline stivato negli alveari, nel polline dei fiori del mais.
Il quarto studio è frutto di una collaborazione greco-turca e francese Molti studi hanno già dimostrato effetti comportamentali da dosi subletali di insetticidi sistemici. Con questa ricerca, invece, a seguito di test di laboratorio, si sono accertati effetti fisiologici: gli effetti subletali dell’imidacloprid si esplicano sullo sviluppo delle ghiandole ipofaringee (HPGs) e sul ritmo respiratorio delle api.
Con infine uno studio. della Cornell University, su drammatici declino e modificazioni delle popolazioni degli insetti impollinatori.
“Gli impollinatori mentre cercano il cibo attuano comportamenti sofisticati che richiedono loro di imparare e ricordare le caratteristiche floreali associate al cibo, ma sappiamo relativamente poco sul modo in cui l’esposizione combinata ai pesticidi influenzi la funzione neurale e il comportamento». Per cui: «L’esposizione prolungata a concentrazioni realistiche sul campo di neonicotinoidi, imidacloprid, e dell’organofosfato inibitore dell’acetilcolinesterasi, coumaphos, e la loro combinazione ostacola l’apprendimento olfattivo e la formazione della memoria nelle api» ha dichiarato lo scienziato dell’Università di Dundee.
Le api esposte ad imidacloprid, coumaphos, o ad una combinazione di questi composti, risultavano meno reattive rispetto allo stimolo provocato da un odore associato alla ricompensa. “ I nostri risultati dimostrano che l’esposizione a dosi sub-letali di pesticidi colinergici combinati ostacola seriamente importanti comportamenti coinvolti nella ricerca di cibo, il che implica che il calo demografico degli impollinatori potrebbe essere il risultato di un fallimento della funzione neurale di api esposte ai pesticidi nei territori agricoli”.
Un effetto rinforzato dall’azione sinergica, come ribadito da uno degli autori del primo studio citato, Christopher Connolly, dell’università scozzese di Dundee: “Abbiamo trovato che i neonicotinoidi provocano un’immediata iper-attivazione, quindi un’attività di tipo epilettico, questo viene preceduto da un’inattivazione neuronale, nella quale il cervello va in quiete e non possono comunicare più gli stessi effetti si sono verificati quando abbiamo usato gli organofosforici. E se li abbiamo usati insieme, l’effetto è stato additivo, aumentando così la tossicità: l’effetto era maggiore quando erano presenti entrambi”.
Vedi anche:
Recenti ricerche su API – Agricoltura – Pesticidi
Moria delle api. Valanga di studi. Una causa certa: i pesticidi
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