Finalmente resi pubblici i dati del Monitoraggio interregionale sul mais: in Italia su ca. 934.000 ha della coltura danni economici (pari o superiori al 5% del raccolto) da diabrotica su: ca. 13.700 ha.
Il calo di produttività medio: è quindi sostanzialmente conseguente all’andamento delle condizioni climatiche stagionali.
La scorsa stagione ha visto l’orchestrazione accorta e martellate di una forte campagna di stampa e d’opinione sui danni da diabrotica alla coltura del mais. Il professor Maggiore dell’Università di Milano “tuonava” …
…contro la sospensione precauzionale dei concianti neurotossici, altri basandosi anche sugli studi svolti dall’Università di Milano, prevedevano foschi scenari con un calo produttivo del 25%, per un valore di oltre 56 milioni di euro. L’armata dell’agrochimica con gli assolo dei pifferai “scientifici” intonava un’unica e corale marcia di guerra con un obiettivo determinato: la riautorizzazione dei concianti killer di api e biodiversità!
Ora finalmente escono le cifre, le cifre vere che indicano sia la dimensione della problematica e sia la vera e unica criticità: riconvertire a un ciclo più compatibile quei distretti dove la produzione agricola è fondata su un’incompatibile monosuccesione di mais su mais in gran parte del territorio.
Prima è stato reso disponibile uno studio sull’impatto della diabrotica in Piemonte, a cura di A. Rayneri, M. Blandino (Dip. Agroslviter dell’Università di Torino) e P. Ferro, A. Turchi (Serv. Agricoltura Provincia di Torino), pubblicato sul supplemento all’informatore Agrario n° 44/2009, che conclude così: “… le rese (in Piemonte NDR) sono risultate ridotte di circa il 10%; la quota ascrivibile alla diabrotica non è stata nel complesso molto rilevante, mentre assai più consistente è stato il danno dovuto alle difficoltà di emergenza e di insediamento…..”
Quindi si è svolto il 3/12 a Legnaro, nell’ambito dei Forum Fitoiatrici Autunnali 2009, un qualificato momento di confronto promosso da Veneto Agricoltura su: MAIS: INSETTI TERRICOLI E AMBIENTE.
L’insieme dei lavori ha confermato la piena validità ed efficacia su gran parte del territorio nazionale a mais della pratica della rotazione quale valida misura di contenimento del parassita. Diverse e assai qualificate opinioni scientifiche hanno messo in dubbio sia necessità che utilità sia del trattamento di concia del seme e sia dei trattamenti insetticidi contro gli adulti.
Il dottor Gianluca Governatori dell’Ersa Friuli Venezia Giulia – Servizio Fitosanitario ha quindi presentato i risultati del Monitoraggio interregionale di Diabrotica nel 2009.
In Piemonte su circa 185,100 ha (dati ISTAT) nelle provincie di No-VC e To le superfici con danni economici sono risultate pari a 1.400 ha pari allo 0,72% della SAU a mais.
Lombardia su circa 241.700 ha (dati ISTAT) le superfici con danni economici importanti sono risultate nelle provincie di BS- CR e LO (gurda caso i territori dove la coltivazione in monosuccessione copre circa il 50% della SAU) mentre nelle provincie di MA e PV i danni economici sono risultati modestissimi e localizzati per un totale stimato a livello regionale di danni pari a circa 12.000 ha.
In Emilia Romagna su circa 104.300 ha (dati ISTAT) le superfici con danni economici sono state stimate in 10 ha, in sole tre aziende che avevano avuto la deroga al ristoppio.
In Veneto su circa 240.500 ha (dati ISTAT) sono stati rilevati danni su 30 piante nel comune di Montebello Vicentino.
In Friuli Venezia Giulia su circa 60.000 ha nessuna superficie con danno economico.
Riportiamo alcuni articoli relativi alla campagna di stampa e d’opinione sui danni da diabrotica alla coltura del mais
- Articolo su Agronotizie: Diabrotica: lacrime sul latte versato
- Articolo de L’Informatore agrario: Balletto delle cifre sui danni da diabrotica
- Comunicato stampa: Allarme diabrotica del mais: per Confagricoltura decreto è penalizzante
- Articolo su “La Provincia”: Diabrotica: chiesta la calamità
- Articolo su Agricoltura: Diabrotica: conciare le sementi
- Articolo de L’Informatore agrario: Dilaga senza freni la diabrotica in Lombardia
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