Hanno difficoltà di deambulazione e non sempre depongono le uova. Dall’anno scorso le api regine di una ridotta zona del nord Italia hanno manifestato una preoccupante deformazione che paralizza loro le zampe. Difficile la vendita degli insetti: gli allevatori della zona parlano del 30 per cento di regine non commercializzabili. I ricercatori dell’INA, coadiuvati da personale universitario e dal Servizio fitosanitario, stanno cercando di vederci chiaro.
Le prime segnalazioni del fenomeno risalgono ad aprile e maggio del 2003. E anche questo anno, nello stesso periodo, molte api regine hanno…
…presentato la stessa paralisi delle zampe.
La zona interessata da questo comportamento aberrante è coltivata soprattutto a vite e pesco. Nel mirino dei ricercatori sono finiti quindi i prodotti che si usano su queste colture e che potrebbero aver contaminato il polline che le api portano all’interno dell’alveare e che è utilizzato per produrre la pappa reale per le regine. In particolare i primi sospetti sono caduti sugli IGR, i regolatori della crescita, molecole utilizzate dagli agricoltori per bloccare lo sviluppo di insetti dannosi ma che possono provocare effetti dannosi anche sugli organismi utili.
Dopo numerose analisi su varie matrici, compresa l’analisi dei pollini presenti sul corpo delle api per capirne le zone di bottinamento, i ricercatori sono sulla buona strada per individuare la causa del problema. Sono state individuate infatti un primo set di molecole che potrebbero aver causato la paralisi.
Si sta comunque procedendo con una sperimentazione biologica sul campo, in collaborazione con diversi allevatori che hanno messo a disposizione i loro cassonii di allevamento delle api regine.
Qualora si avesse notizia di altri casi di paralisi delle regine, vi sollecitiamo a scriverci
Fonte: INA – Istituto nazionale di Apicoltura.{jcomments on}
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