Prodotti Ogm: i venditori di erbicidi e pesticidi ringraziano!
Mentre la questione (e le polemiche) sugli OGM si sono interamente spostate sull’asse “gli organismi geneticamente modificati provocano il cancro(?)” grazie al lavoro del professor Seralini, uno studio americano, che nessuno ha avuto il coraggio di contestare, ha analizzato l’impatto delle principali colture geneticamente modificate, dal 1996 al 2011, in relazione al consumo di erbicidi e pesticidi.
Soia, mais e cotone, queste le maggiori sementi geneticamente modificate, fanno registrare ormai da anni un notevole successo commerciale negli Stati Uniti; la loro tanto decantata capacità di resistenza ad erbicidi e parassiti ha alimentato la curiosità di molti imprenditori agricoli statunitensi con la conseguenza che ormai gran parte delle colture agrarie americane portano il marchio OGM.
Il messaggio dei commercianti di prodotti OGM è chiaro: compra sementi resistenti a erbicidi e parassiti e avrai un risparmio sulle spese future di erbicidi e pesticidi.
Grazie ad un’attenta analisi delle statistiche pubblicate dal Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti (Usda) la ricerca condotta da Charles Benbrook della Washington State University, smentisce questa erronea credenza: gli OGM non limitano il consumo di prodotti chimici per le malerbe e parassiti, al contrario, fanno emergere i forti limiti di questa tipologia di colture, peraltro già provata in precedenti studi, provocando fenomeni di resistenza su piante infestanti e parassiti periodicamente tartassati nel corso degli anni dalle solite, e ormai inefficaci, molecole.
Per dirla in maniera semplice: gli OGM sono un toccasana solo per le tasche di chi li vende e di chi commercia in erbicidi e pesticidi.
Nonostante parte della comunità scientifica abbia da anni denunciato la forte inutilità di questi organismi geneticamente modificati, sono ancora poche le ricerche indipendenti che hanno verificato come l’uso di pesticidi e erbicidi non sia di fatto diminuito grazie all’uso di queste colture.
Dal 1996 al 2011 sono stati coltivati negli Usa più di mezzo miliardo di ettari di colture di soia, mais e cotone OGM resistenti agli erbicidi. Ogni anno negli Stati Uniti il volume degli erbicidi usati per queste tre colture, e soprattutto il famigerato glifosato (principio attivo del Roundup, proprio per ridurre il quale sono state introdotte le colture OGM Monsanto) è aumento del 25% (183 milioni di chili in più nel corso dei 16 anni dello studio).

Il team manager della ricerca Benbrook è sicuro nell’affermare che, se la situazione non cambierà in modo drastico, il quantitativo di glifosato necessario a preservare le colture salirà presto del 50%. Il dato è particolarmente allarmante se si considera la pervasività delle sementi OGM: circa il 95% della soia e del cotone made in USA provengono ormai da piante geneticamente modificate, così come l’85% del mais.
Analogo discorso per i pesticidi: nonostante in passato mais e cotone geneticamente modificato contenenti Bacillus thuringiensis abbiano ridotto le applicazioni di insetticida per 56 milioni di kg, ad oggi si registra un aumento dell’impiego di pesticidi del 7% in vista dei sempre più crescenti fenomeni di resistenza dei parassiti.
E i costi?
Appare ormai evidente come i proprietari terrieri che scelgono l’impiego di sementi OGM siano costretti ad affiancare alle loro piantagioni erbicidi e pesticidi. Grazie a fenomeni di resistenza a erbe infestanti e parassiti, ed al maggior costo dei prodotti OGM rispetto agli OGM-free (circa il 47%), il costo per ettaro delle colture Ogm oscilla tra il 50-100% in più rispetto a chi sceglie colture non geneticamente modificate.
Viene naturale chiedersi il motivo per cui questi prodotti siano ancora in commercio.
Questa corsa agli “armamenti chimici”, utilizzati per tenere sotto controllo le infestanti resistenti e i prassiti, fa temere che quantità ancora maggiori di veleni verranno usati in futuro in formulazioni sempre più concentrate o in unione con altri prodotti.
Questo aspetto della resistenza di erbe infestanti e parassiti nelle colture OGM è una ragione sufficiente per mettere al bando la loro coltivazione: si tratta di pratiche agricole insostenibili, espressione di un’agricoltura di tipo industriale fatta di monocolture su vasta scala che dipendono da input costosi e inquinanti come gli erbicidi e i pesticidi. Urge pertanto la necessità di elaborare efficienti piani ecosostenibili per l’agricoltura.
Articoli correlati:
Ricerca dalla Germania: il biologico è il miglior “insetticida” per i parassiti delle piante
Colza OGM contamina flora e ambiente in Svizzera
{jcomments on}
Potrebbero interessarti
WikiLeaks rende pubblica la mission del governo Usa: infliggere dolore ai paesi “colpevoli” del No agli OGM della Monsanto
(4 gennaio 2011) Gli USA pronti a scatenare una guerra commerciale, pur di difendere gli interessi della multinazionale americana Monsanto….
Clorpirifos: insetticida diffusissimo e di tossicità subletale per le colonie di api
29 febbraio 2016 Uno studio neozelandese evidenzia che le piccolissime dosi di pesticida che si trovano nelle bottinatrici inducono deficit…
Crisi del mercato del miele italiano: Unaapi e Aapi scrivono al Ministro Lollobrigida
Le aziende apistiche italiane, un’eccellenza per il nostro paese a livello mondiale, rischiano di chiudere se non si interviene prontamente….
Udine: semina del mais e morie di api
1 agosto 2008 L’accurato monitoraggio degli apiari del Friuli Venezia Giulia non dà adito a dubbi: concia del mais =…
Anche una parte della ricerca scientifica U.S.A. documenta e denuncia, finalmente, le multiple e micidiali vie d’esposizione delle api ai neonicotinoidi
(22 gennaio 2012) Un nuovo studio scientifico statunitense, della Purdue University pubblicato nel gennaio 2012 da Plos One, accerta e…
Unaapi scrive al ministro Alemanno sulle gravi intossicazioni alle api
9 dicembre 2001 A seguito delle gravi intossicazioni alle api verificatesi nel corso degli ultimi anni su tutto il territorio…
