La rivista belga Brussels Time ha pubblicato i dati dell’associazione nazionale di apicoltori (BBF) inerenti alla moria delle colonie di api nel periodo invernale. Secondo l’associazione gli apicoltori belgi hanno perso mediamente il 36% dei loro alveari, più di un terzo delle famiglie. In alcune aree il bilancio è stato ancora più drammatico: gli apicoltori della provincia del Brabante hanno registrato morie fino al 55%, 42% a Bruxelles e 39% a Namur.
“Solitamente le perdite nel periodo invernale ammontano a circa il 10% delle nostre colonie, ma quest’anno i dati sono catastrofici. Le nostre api hanno subito un drastico calo dall’inizio di dicembre” sottolinea il presidente della BBF Marianne Keppens. “Non ci sono state vie di mezzo” aggiunge Jean-Luc Strebelle, presidente dell’Unione degli Apicoltori di Vallonia e Bruxelles “Il tasso di mortalità è stato normale o molto alto con variazioni sensibili anche a solo 5 km di distanza da un apiario all’altro”. “Apicoltori con anni di esperienza hanno perso una grande quantità di famiglie senza aver apportato cambiamenti alle loro modalità di gestione. Siamo perplessi, ci deve essere qualcosa di nuovo a livello locale che ha colpito un gran numero di api, il solo andamento climatico non può giustificare tutte queste morie”.
Le perdite invernali sono solitamente provocate da una sommatoria di fattori tuttavia per le modalità, tempistiche e distribuzione con cui sono avvenute è facile puntare il dito contro l’impiego di pesticidi e fungicidi. Le associazioni apistiche belghe auspicano da tempo un divieto totale dei neonicotinoidi. Questa classe di pesticidi in Belgio viene utilizzata anche su colture intermedie che potrebbero aver contaminato le api nel periodo invernale. In attesa di risalire al colpevole la comunità apistica belga continua a interrogarsi.
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