Drammatiche le conclusioni del Rapporto ISPRA sui pesticidi nelle acque, Edizione 2013
Se e quando nelle varie Regioni del Belpaese vengono analizzate le acque si accertano residui di molecole chimiche nel 55,1% delle acque superficiali e nel 28,2% di quelle sotterranee, per un totale di 166 tipologie di pesticidi, a fronte dei 118 del biennio 2007-2008.
Si tratta, per la maggior parte, di residui di pesticidi usati in agricoltura – solo in questo campo si utilizzano circa 350 sostanze diverse per un quantitativo superiore a 140.000 tonnellate liberamente sparse nei campi e nell’ambiente.
Fino a quando i costi sociali e ambientali delle “nuove e progressive” modalità di produzione agricola dovranno essere pagati dalla collettività? Quando finalmente se ne computeranno le conseguenze per la salute dell’uomo per quella dell’ambiente e in definitiva per la stessa fertilità?
Quando il computo costi/benefici indurrà finalmente la società e i poteri pubblici a riconsiderare drasticamente le conseguenze del crescente e “libero” spandimento di chimica nelle nostre campagne?
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