Negli ultimi mesi in Italia si sta ripresentando il fantasma degli OGM (leggi l’articolo pubblicato su La Nuova Ecologia). In previsione dell’expo 2015 il tema è sempre più caldo e alcuni agricoltori vogliono forzare la situazione per provare a coltivare mais OGM.
Il prossimo 9 aprile, il Tar si esprimerà sul ricorso dell’agricoltore friulano Giorgio Fidenato contro il decreto del luglio 2013 che vieta la coltivazione del mais OGM Mon810. Se il TAR dovesse accogliere tale ricorso si prefigura il via libera alle coltivazioni transgeniche.
È necessario risollevare l’attenzione della cittadinanza sul tema. Così, la Task Force per un’Italia Libera da OGM e Legambiente lanciano due importanti iniziative e invitano il popolo NO OGM a mobilitarsi e far sentire la propria voce.
Aderisci alla Manifestazione lanciata da Legambiente nelle piazze italiane e sui social network
OGM: informati sulle bugie e i rischi
La Task Force per un’Italia Libera da OGM, una coalizione composta da molte organizzazioni, tra cui Unaapi, è già attiva da qualche anno sul tema.
Per dare maggiore visibilità e far sentire la voce del popolo no OGM, in questo momento cruciale, verranno messe in atto le seguenti iniziative:
- Domani, 2 aprile, si terrà a Milano un convegno scientifico, organizzato dalla Task Force, con agricoltori OGM pentiti e il weekend del 5 e 6 aprile sarà dedicato alla mobilitazione e sensibilizzazione per informare i cittadini e chiedergli le loro opinioni.
- Legambiente lancerà, il 5 aprile, una mobilitazione popolare, per informare i cittadini del rischio che corrono le tipicità, la biodiversità e l’intero comparto agricolo italiano qualora fosse consentita la semina di OGM. Si parlerà anche di identità, di made in Italy, della filiera del biologico perché le ricadute sull’agricoltura italiana, apprezzata in tutto il mondo per le sue unicità, sarebbero immense e irreversibili, a partire dall’economia e dalla cultura.
Partecipa alla manifestazione del 5 aprile nelle piazze italiane. Consulta gli appuntamenti nella tua città!

Scopri come aderire all’iniziativa di Legambiente sui social network.
Vademecum sulle proposte di attività per la campagna ITALIA NO OGM di Legambiente sui social network
- Scattate più foto possibili ai piatti tipici delle nostre zone! Per quanto riguarda la condivisione attraverso i social network, Legambiente ha selezionato alcuni hashtag (#) da abbinare alle foto caricate (SCARICA LA NUVOLETTA). L’idea è fotografare passanti con il piatto della tradizione e la nuvoletta allegata dove possiamo scrivere alcuni slogan (per puro esempio: Giù le mani dai ravioli! No Ogm / Torta Pasqualina: solo senza OGM!). Insomma, liberate la fantasia, cercando di usare non solo piatti della tradizione ma anche espressioni in dialetto locale che identificano quei cibi. La raccolta di foto ha l’obiettivo di ritrarre il nostro Paese anche dal punto di vista culturale oltre che culinario, con le sue molteplici sfaccettature e identità
- Su FACEBOOK: al momento di caricare la foto, va SEMPRE aggiunto l’hashtag #ItaliaNOogm al post che accompagna la foto. Si possono aggiungere: #buonappetito #cucina #ricette…e tutto quello che vi viene in mente con i nostri prodotti tipici!
- Su TWITTER: dai profili si possono caricare le foto con un tweet che conterrà #ItaliaNOogm più un altro, massimo due hashtag riferiti al piatto stesso. Esempio: se la foto è un piatto di pasta, verrà aggiunto #pasta, se è un piatto di pesce #pesce e via discorrendo.
- Su INSTAGRAM: su ogni foto caricata va inserito #ItaliaNOogm più altri hashtag. Ve ne consigliamo alcuni: #dietamediterranea, #cucinaitaliana, #pranzo, #buonappetito, #ogm etc. etc.
- Quando possibile, nel testo di accompagnamento alle foto (su qualsiasi piattaforma) aggiungete anche il link alla pagina dell’iniziativa sul sito di Legambiente
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