A oggi, sono oramai 29 gli apiari ufficialmente confermati e strapieni di piccoli coleotteri degli alveari (vedi elenco IZS).
I primi apiari riconosciuti ufficialmente infestati sono stati inceneriti, mentre altri apiari da varie settimane sono sotto sequestro, e nessuno se ne preoccupa né si fa carico di dare indicazioni sul loro destino. Il problema principale per la veterinaria sembra quello di non saper e poter ammettere la completa disfatta della così detta “eradicazione”, piuttosto che quello di affrontare pragmaticamente l’infestazione del nuovo parassita.
Nessuna comunicazione in merito alla sorte degli alveari infestati. Il tempo passa e nessuno fa nulla nè permette che si faccia qualcosa. Nel silenzio totale delle autorità veterinarie il parassita si moltiplica e si diffonde senza alcuna azione di contenimento o di contrasto.
Quanto e quando dovremo aspettare affinché all’apicoltura calabrese e nazionale venga concesso di poter mettere in campo misure concrete per cercare di contrastare davvero la parassitosi? Se chi di dovere continua a dormire i sonni tranquilli di chi non è abituato a dover rispondere direttamente delle proprie e improvvide scelte, venga quantomeno consentito a chi ha reali competenze di provare a misurarsi con questa nuova problematica sanitaria apistica. Apicoltori e ricerca scientifica entomologica hanno già dimostrato con la varroa la capacità di trovare e mettere in atto soluzioni sensate e praticabili. {jcomments on}
Guarda lo stato d’infestazione di A. tumida delle famiglie d’api nel focolaio in Calabria:


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