L’U.N.A.API. invita gli apicoltori alla massima sorveglianza
Sia in provincia di Milano e sia in Romagna sono molteplici le segnalazioni di “strani” spopolamenti degli alveari in concomitanza con la raccolta di polline da coltivazioni di mais conciate con neo nicotinoidi.
Così come all’epoca delle semine in vari apiari è stato constatato un importante e corposo calo numerico di api bottinatrici in pochi giorni e la presenza di un certo….
…numero di cadaveri di api di fronte agli alveari. Alcuni apicoltori non in condizioni di effettuare con costanza i controlli si sono limitati a segnalare famiglie con solo api giovani e perdita vistosa della popolazione. Chi ha potuto invece monitorare attentamente il fenomeno ha avuto modo di vedere gli stessi e conosciuti sintomi da avvelenamento: api riverse, tremolanti, con zampette posteriori paralizzate e ligula sporgente.
In effetti da qualche giorno le api raccolgono polline sul mais in fioritura e ricordiamo che uno studio condotto in Svizzera (paese notoriamente a limitata vocazione maidicola) ha determinato che il fabbisogno annuale di polline delle api è garantito al 60% dal mais e da solo altre quattro specie botaniche! www.apis.admin.ch/Apicoltura/Biologia
La sintomatologia da tossicità acuta fa sorgere delle perplessità poiché come è noto i possibili effetti dei contaminanti nel polline sono di tipo cronico e quindi sub-letale.
Di fatto però in diversi degli areali in questione si possono escludere altre possibili cause di avvelenamento per le api (non sono stati effettuati in quelle zone trattamenti per piralide, diabrotica, flavescenza, ecc…).
E’ stato osservato che i sintomi palesi d’avvelenamento si verificano, o per meglio dire si evidenziano all’occhio umano per dimensioni e gravità, quando le api sono concentrate unicamente o prevalentemente sulla raccolta pollinica di mais e sembra si attenuino (quantomeno per la percezione umana) se le api avviano altra significativa raccolta pollinica (verga d’oro) o zuccherina (melata).
Sembra in questo caso a differenza degli apicidi in periodo di semina che vi possa essere una notevole differenza del fenomeno da famiglia a famiglia; l’area di raccolto pollinico diversa a seconda delle famiglie è un dato oramai conosciuto, così come un raggio di operatività assai ridotto rispetto a quello della bottinatura di nettare.
Un possibile sintomo osservato è la perdita di palline di polline sui fondi, riscontrabile nei cassettini antivarroa, qualora i fondi siano con rete.
L’U.N.A.API. lancia una allarme a tutti gli apicoltori e li invita a seguire con particolare attenzione lo stato di salute delle loro famiglie.
Nel caso si notino delle “stranezze” è indispensabile che siano avvertite le associazioni apistiche e soprattutto che siano coinvolte le ASL, che si ottenga vengano effettuati prelievi ufficiali di:
- api (diverse tipologie di prelievo possibile: morte, morenti ecc…)
- polline perso sui fondelli (minimo per l’analisi: 10 grammi )
- sommità fiorite delle coltivazioni su cui presumibilmente le api effettuano il raccolto pollinico.
Tutte le istruzioni per l’adempimento dei diversi passi procedurali che bisogna fare, per sperare di capire di più e interrompere la catena degli apicidi, sono qui
Francesco Panella 16 luglio 2008
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