A un giorno dal pomposo annuncio sul New York Times della pretesa risoluzione del “giallo delle api”, un inchiesta del giornale Fortune solleva pesanti ombre sul conflitto d’interessi del ricercatore, autore della clamorosa quanto poco fondata comunicazione, Jerry Bromenshenk e la sua relazione con la Bayer.
L’entomologo del Montana, Bromenshenk che sostiene d’aver trovato, in collaborazione con i microbiologi del Pentagono, la duplice causa patologica all’origine del declino delle api negli ultimi 10 anni ha avuto un originale percorso “scientifico”.
Bromenshenk, infatti, ha:
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svolto compiti di perizia per gli apicoltori del Nord Dakota per istruire una class action contro Bayer, sull’effetto della molecola imidacloprid sulle api;
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abbandonato tale incarico;
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incassato un significativo assegno di ricerca da Bayer per lo studio dell’impollinazione tramite le api delle cipolle;
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condotto uno studio che evita accuratamente di menzionare la più fondata possibile causa del Declino delle api – l’indebolimento del loro sistema immunitario e gli effetti perversi degli insetticidi sistemici neurotossici – per arrivare alla ennesima indicazione di una causa patologica tale da escludere qualsiasi effetto dei pesticidi.
- ottenuto il massimo risalto mediatico per publicizzare tale tranquillizzante lettura del fenomeno.
A partire dal 2003 un gruppo di 13 apicoltori dello stato del Nord Dakota ha cercato di avviare una class-action contro la Bayer. L’insetticida Imidacloprid, di proprietà della multinazionale, era stato utilizzato nei campi, e aveva determinato la perdita di oltre 60% dei loro alveari. “Le mie api erano ubriache” ricorda Chris Charles, apicoltore in Carrington.
Charles e altri apicoltori del Nord Dakota hanno assunto come perito proprio Bromenshenk. Bayer non negò che tracce importanti della molecola Imidacloprid fossero presenti nelle api e negli alveari limitandosi a negare che il quantitativo individuato potesse provocare lo spopolamento degli alveari.
Un altro perito degli apicoltori, il dottor Daniel Mayer, esperto, ora in pensione, della Washington State University, ha visitato 17 apiari nel Nord Dakota e ha constatato api morte e api in preda ad avvelenamento, attribuibile all’Imidacloprid.
Gli apicoltori hanno cercato la collaborazione di altri osservatori scientifici ma non hanno trovato nessuno disponibile a testimoniare contro la Bayer. L’unico che accettò – Bromenshenk – si è poi tirato indietro.
Successivamente l’entomologo ha ottenuto un assegno di ricerca della Bayer.
Nel giugno del 2008 un giudice della corte distrettuale della Pennsylvania non ha accettato né la testimonianza di Mayer né i risultati analitici del laboratorio di Jacksonville, in Florida, che riportavano l’individuazione di significative quantità di Imidacloprid nei campioni di api.
Lo scienziato James Frazier, professore di entomologia della Penn State University, impegnato attualmente nello studio sull’impatto subletale dei pesticidi sulle api, ha dichiarato che, anche se il suo studio presenta alcuni dati d’interesse, Bromenshenk è in evidente stato di conflitto di interessi: ” potrebbe trarre un vantaggio economico dalle sue comunicazioni”.
Il dottor Frazier afferma che, invece, lo sviluppo delle ricerche da lui condotte dimostra che i pesticidi influiscono sulle api: “con certezza, in molteplici modi.”
Dr. Jennifer Sass, scienziato senior del Natural Resources Defense Council, afferma che lo studio di Bromenshenk non si pone la domanda di fondo: “Perché le colonie d’api s’indeboliscono e muoiono?”.
Bromenshenk ha poi confermato la serietà e affidabilità del suo approccio scientifico complessivo affermando, per difendere la validità del suo studio, che non avrebbe esaminato l’impatto dei pesticidi: “poiché altri sono finanziati per farlo”.
L’arrogante spudoratezza si commenta da sola qualora si consideri, per limitarsi a un solo esempio, che l’interazione tra il neonicotinoide Imidacloprid e il Nosema (che Bromenshenk indica quale uno dei due patogeni, che da soli causano la crisi di api e apicoltura) è stata, da tempo, dimostrata scientificamente. Di notevole interesse in proposito questa sintetica conferenza (in lingua francese) del professor Luc Belzunces, UMR abeilles et environnement, INRA (Francia).
Vedi in proposito anche North America Pan
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