L’ONG Générations Futures ha realizzato, in collaborazione con PAN Europe, un’analisi che accerta la presenza negli alimenti di residui di insetticidi neonicotinoidi killer d’api e, dati i risultati allarmanti, sollecita il governo francese e l’Unione Europea alla loro sospensione.
Nonostante l’Unione Europea abbia limitato l’uso di tre neonicotinoidi (clothiadinin, imidacloprid e thiamethoxam) per un periodo di due anni, i problemi derivanti dalle molecole appartenenti a questa classe sono ancora lontani dall’esser risolti.
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L’indagine dimostra un ampio se non ubiquitario impiego dei neonicotinoidi, ben oltre i 4 usi che sono stati sospesi per solo tre delle molecole sistemiche.
Preoccupano sia il grado di rischio per la salute umana così come i danni all’ambiente.
Tra febbraio e maggio 2013, sono stati ricercati i 5 principali neonicotinoidi in un campione di 109 campioni di ortaggi.
I risultati sono assai preoccupanti: il cibo analizzato contiene, con frequenza elevata e a vari gradi, residui di neonicotinoidi.
– il 45% degli zucchini analizzati contiene residui di molecole neonicotinoidi (9/20: 9 residui di imidacloprid)
– il 25% dei pomodori analizzati contiene residui di neonicotinoidi (5/20: 3 acetamiprid, 2 thiacloprid, 1 acetamiprid + thiacloprid)
– l’80% del tè analizzato contiene residui di neonicotinoidi (8/10: 5 acetamiprid + imidacloprid, 3 acetamiprid) 4 superano i limiti di legge (3 acetamiprid, 1 imidacloprid)
– il 12.24% delle fragole analizzate contiene residui di neonicotinoidi (6/49: 4 thiacloprid, 1 thiametoxam, 1 acetamiprid)
– il 16.66% degli spinaci analizzati contiene residui di neonicotinoidi (1/6: 1 imidacloprid)
I ricercatori hanno provato a relazionare i livelli residuali rilevati nei campioni analizzati con i conseguenti effetti d’esposizione delle api.
L’esposizione alla contaminazione ad esempio presente negli zucchini, contenenti 25 mg di imidacloprid / kg, comporterebbe effetti gravi alle api.
“Questi risultati mostrano come, nonostante il primo passo intrapreso dalla Commissione Europea con la sospensione su parte delle colture, i neonicotinoidi continueranno a essere presenti in grandi quantità nell’ambiente…continueranno quindi a contaminare gli impollinatori ma anche noi umani, attraverso l’aria, il cibo, l’acqua.
Aspetto questo che preoccupa particolarmente giacché studi recenti dimostrano che queste molecole possono compromettere lo sviluppo cerebrale e hanno un potenziale genotossico” – ha dichiarato François Veillerette, portavoce di Générations Futures e leader di Pesticides Action Network Europe.
“Questi risultati ci dicono che ogni giorno ingeriamo residui di neonicotinoidi. Di fronte a questa doppia minaccia, non ci resta che richiedere che venga proibito l’uso di tutte le molecole della classe dei neonicotinoidi” – ha concluso.
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