Inaccettabile presa di posizione del Ministero della Salute su morie delle api e neonicotinoidi
Il direttore dell’ufficio dei prodotti fitosanitari del Ministero della Salute dottor Antonio Consolino, ha dichiarato all’agenzia il Velino “Verificheremo i motivi che hanno spinto la Francia a procedere per una sospensione dell’utilizzo in agricoltura del Gaucho”.
Il responsabile del Ministero della Salute non sa, o meglio fa finta di non sapere, quanto è universalmente…
noto oramai da molti anni e che è stato confermato in vari gradi di giudizio dalle più alte sedi con varie e autorevoli pronunce giudiziarie del paese d’oltralpe: la procedura d’autorizzazione di tali principi attivi come concianti del seme è mancante di precisi adempimenti normativi comunitari inerenti la imprescindibile determinazione dei “fattori di rischio (HQ)”.
Oltre alle reiterate segnalazioni degli apicoltori e delle associazioni ambientaliste da tempo giacciono senza risposta le interrogazioni parlamentari della senatrice De Petris: ciò nonostante l’ufficio del Ministero della Salute deve ancora “verificare, acquisire, studiare ecc..”.
Il responsabile di tale spudorata ignoranza e inadempienza non si è però limitato a tale sbandierata nullafacenza ma ha fatto proprie in toto le argomentazioni proposte da tempo da Bayer & C affermando a proposito della sospensione d’uso dei neonicotinoidi nei concianti in Francia: “nonostante questo provvedimento, a quanto mi risulta, le api continuano a morire anche oltralpe”.
In prima battuta verrebbe da chiedere al responsabile ministeriale quali siano le sue fonti sullo stato degli allevamenti apistici francesi visto che gli mancano quelle basilari inerenti il suo lavoro e la sua responsabilità istituzionale in merito a un dossier che non è certo basato sulle dicerie.
Il quesito cui dovrebbero però rispondere il dottor Consolino e i sostenitori di tale primitiva tesi è se tale approccio dovrebbe valere per tutte le problematiche sanitarie e quindi ad esempio se conseguentemente sarebbero favorevoli all’utilizzo di amianto nelle loro abitazioni ed uffici visto che in effetti nonostante la messa al bando di tale pericolosa sostanza una buona parte dell’umanità risulta tuttora vittima di mesotelioma, carcinomi polmonari e tumori del tratto gastro-intestinale.
Nessuno in Italia ha mai sostenuto, infatti, che le problematiche sanitarie negli allevamenti apistici dipendano unicamente e solamente dai trattamenti insetticidi (di cui il nostro paese ha, purtroppo, il triste primato europeo d’utilizzo) ma che alcuni di questi possono essere una inaccettabile aggravante dello stato del già precario equilibrio delle api e che possano subdolamente turbarne il delicato bioritmo e infine che i loro effetti sulle api debbono essere colti quali punta dell’iceberg di una incompatibilità micidiale per gli insetti utili e le diverse forme di vita necessarie all’equilibrio ambientale.
Il dottor Consolino ha poi continuato affermando, senza dubbio di sorta, che dai dati tecnici scientifici portati al tavolo di discussione, “non è emersa alcuna responsabilità diretta dei neonicotinoidi nella scomparsa degli alveari in Italia” e ha proseguito garantendo che tutta la grande attenzione istituzionale al fine di tutelare le api è basata sulla certezza della necessità di un approccio multifattoriale per cui “Le ipotesi da prendere in analisi sono tante”.
Francesco Panella presidente dell’Unione degli Apicoltori- U.N.A.API.- ha dichiarato che le posizioni assunte dal dottor Consolino sono in linea con l’eterno scarica barile basato su argomentazioni trite e vacue per cui siccome sono “tanti i fattori critici = nessun colpevole” e “le cause possibili sono tante e l’importante è non aprire un confronto serio e tempestivo su quanto è in discussione”. La percezione si conferma purtroppo quella per cui il primario interesse istituzionale sia quello di non caricarsi di alcuna seria responsabilità e tantomeno di assumere alcun necessario e conseguente provvedimento precauzionale, lasciando mano totalmente libera a chi trae da questa situazione notevoli profitti.
Panella ha proseguito “ci piacerebbe che il Ministero della Salute avesse l’onestà intellettuale di rispondere in modo non evasivo a 5 semplici quesiti:
1. La procedura di autorizzazione dei neonicotinoidi è corretta e completa? Se questo è vero come mai non l’hanno avuta vinta in giudizio la potente lobby di Bayer &C. e invece l’hanno “spuntata quattro gatti di apicoltori” e in Francia l’autorizzazione d’uso di tali prodotti è sospesa per tutte le culture d’interesse apistico?
2. Visto che ad oggi, a mesi dai fatti, non sono neanche state consultate le associazioni apistiche che hanno denunciato le gravi problematiche di spopolamenti negli apiari della padana qual è il grado di conoscenze del Ministero della Salute dello stato degli allevamenti apistici italiani?
3. Ritiene l’ufficio del dottor Consolino che la concomitanza delle semine di mais conciato con i fenomeni di spopolamento degli alveari, osservati da tanti apicoltori nel campo, poiché “non scientifica” sia irrilevante?
4. E’ a conoscenza il Ministero della Salute dei vari, e oramai datati, studi scientifici che documentano in modo inoppugnabile una rilevante e inaccettabile dispersione di p.a. dei concianti neonicotinoidi nei cantieri di semina? Se almeno su questo la documentazione è stata acquisita e studiata si ritiene compatibile tale realtà con la mancanza determinazione dei fattori di rischio richiesti per l’utilizzo delle molecole nell’ambiente in nome della specificità implicita dei concianti che essendo interrati “non disperdono” ?
5. Il Ministero della Salute afferma forse che non è stato accertato “scientificamente” in Italia nella scorsa primavera alcun campione d’api, proveniente da alveari gravemente spopolati, intossicate da neonicotinoidi?”
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