In Italia 134.242 tonnellate di veleni chimici liberamente sparse nelle campagne!
Questo è l’ammontare dei pesticidi ed erbicidi venduti nel solo arco del 2012, e quindi rinvenuti nelle nostre acque.
E’ quanto emerge dall’edizione 2014 del Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque, realizzato dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sulla base dei dati forniti da Regioni e Agenzie ambientali.
Sono state trovate 175 sostanze attive diverse, un numero in continua crescita negli ultimi anni, 166 nel 2013, 118 nel 2007/08.
Le molecole chimiche immesse ogni anno nell’ambiente residuano e vanno puntualmente a cumularsi con quelle immesse in precedenza.
La classifica delle regioni con le percentuali di fonti d’acqua di superficie più inquinate vede ai primii posti: Lombardia (92%); Sicilia (88%) ed Emilia Romagna (87,5%); che conquista pure il triste primato della maggior percentuale di acque sotterranee inquinate (72%).
Non noti i dati di Molise e Calabria.
Il 17,2% dei punti di monitoraggio delle acque di superficie (253) presenta concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali.
La media delle sostanze attive rinvenute per campione d’acqua è di: 2,8 – con un massimo di 31 molecole chimiche per singolo prelievo.
Le sostanze attive che più spesso risultano sopra ogni limite sono: il glifosate e il suo metabolita AMPA, il metolaclor, il triciclazolo, l’oxadiazon, la terbutilazina e il suo principale metabolita.
Nelle acque sotterranee, il 6,3% dei punti di monitoraggio (totale 152) supera i limiti con una media di 3,6 sostanze attive per campione – con un un massimo di 36 molecole chimiche per singolo campione.
Nelle acque sotterranee fuori d’ogni limite, oltre alle su elencate, le seguenti molecole: bentazone, metalaxil, desetil-terbutilazina, atrazina e atrazina-desetil, oxadixil, imidacloprid, oxadiazon, bromacile, 2,6-diclorobenzammide.
Nelle acque di superficie prevalentemente dunque erbicidi e i loro metaboliti e, specie nelle acque sotterranee, fungicidi (metalaxil, oxadixil e pirimetanil).
Di assai grave possibile effetto ambientale la new entry dell’insetticida sistemico imidacloprid, composto che oramai contamina e cumula sempre più stabilmente le acque di tutta Europa e Nord America.
La contaminazione a picchi più elevati nell’area padano veneta, quella con un’agricoltura di stampo intensivo, soprattutto di mais.
E’ da rilevare come molte sostanze, non più autorizzate in Europa, si ritrovino ancora in molti punti di prelievo e con concentrazioni elevate. L’erbicida atrazina, ad esempio, che non dovrebbe più essere utilizzato da più di venti anni, è ancora presente nelle acque sotterranee insieme al suo metabolita. La frequenza di ritrovamento dei 2 composti tuttavia sta lentamente diminuendo.
Il cauto ottimismo nel commento dell’Ispra per la diminuzione del 10% delle vendite di pesticidi negli ultimi 10 anni non trova però riscontro conforto nei dati sulla rilevanza della contaminazione, diffusa e cumulata.
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