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WikiLeaks rende pubblica la mission del governo Usa: infliggere dolore ai paesi “colpevoli” del No agli OGM della Monsanto

(4 gennaio 2011)

wikileaks_2Gli USA pronti a scatenare una guerra commerciale, pur di difendere gli interessi della multinazionale americana Monsanto. Pubbliche e inoppugnabili le prove sulle torbide trame del governo statunitense per imporre in tutto il mondo il predominio della Monsanto.

Un cablogramma pubblicato da WikiLeaks, ripreso dal quotidiano inglese The Guardian chiarisce in modo definitivo quali siano le priorità dei propugnatori degli OGM, alla faccia della “lotta alla fame nel Mondo”.

Alla fine del 2007, a seguito della decisione della Francia di non consentire una varietà di mais Ogm della Monsanto, l’Ambasciatore americano a Parigi, proponeva e predisponeva  una vera e propria “guerra commerciale” contro i Paesi dell’Unione Europea contrari agli Ogm.

L’ambasciatore Craig Stapleton, amico e partner d’affari dell’allora presidente George Bush, nel cablo reso pubblico predisponeva i piani di guerra per “calibrare una lista di obiettivi ritorsivi che causino dolore in tutta l’Unione Europea , perché si tratta di una responsabilità collettiva, ma che si concentrino in parte sui peggiori colpevoli”.

Da altri cablo pubblicati da WikiLeaks e ripresi da “The Guardian”, si scopre che per i diplomatici Usa di tutto il mondo il tema del mais geneticamente modificato è stato un vero e proprio imperativo governativo e commerciale, tanto da coinvolgere le alte sfere Vaticane.

La sensazione dell’ambasciata americana in Vaticano era di un sostanziale sostegno dello stesso Pontefice, riscontrata nelle prese di posizione del Cardinale Renato Martino, a capo del Consiglio Pontificio per la Giustizia e la Pace, e uomo che rappresenta il Papa alle Nazioni Unite.

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