I Nas di Bologna hanno sequestro di 47.000 kg di “miele” adulterato che stava per essere venduto nella grande distribuzione.
Gravissime le contestazioni: adulterazione con aggiunta di zuccheri estranei e frode sull’origine spacciata per italiana ed europea, mentre è “fabbricato” in Asia, con gran probabilità in Cina.
Negli USA sono state constatate e contestate, a un importatore tedesco, analoghe operazioni commerciali illecite con un processo, per quella che è stata definita, proprio per “miele” di origini asiatiche, dalla FED, l’autorità sanitaria statunitense: “la più grande frode alimentare mai avvenuta negli USA”.
Da anni l’Unaapi e l’organizzazione europea degli apicoltori – Copa-Cogeca – denunciano gli enormi fenomeni di adulterazione del miele nel mercato mondiale con grandi partite esportate, in stretta relazione con l’andamento delle quotazioni mondiali.
Principalmente da diversi paesi asiatici vengono esportati enormi quantitativi di “mieli”: fermentati, microfiltrati per prelevare tutti i pollini, cui vengono aggiunti altri pollini, quindi sono pastorizzati e infine miscelati con percentuali di particolari zuccheri (dal riso?), che richiedono non facili analisi per essere individuati. Confezionati e debitamente commercializzati anche in Europa. “Miele”di cui è in genere percepibile anche solo al palato l’infima qualità e che danneggia gradevolezza, immagine, apprezzamento e quindi lo stesso consumo di miele, oltre a incidere ovviamente sulla quotazione d’insieme del prodotto.
Frode ai consumatori, concorrenza sleale e dispregio totale di salubrità e di regole comuni, questi gli aspetti che caratterizzano una parte assai rilevante degli scambi commerciali e dei consumi del mercato mondiale del miele.
Le pressanti denunce e richieste degli apicoltori per un’adeguata intensificazione, in quantità e qualità, dei controlli in particolare per il miele importato – anche alle frontiere, perché no? – non hanno, a oggi, trovato adeguata risposta, e, in effetti, il “miele” d’origine cinese copre attualmente il 25/30% dei consumi europei.
Il mercato italiano del miele (grazie anche a un migliore livello e attenzione dei controlli) è di qualità relativamente migliore rispetto a quello europeo, ma per l’Unaapi è prioritario tenere alta la guardia rispetto alla crescente importazione e consumo di miele di dubbia qualità e provenienza anche nel nostro Paese – il 50% del miele consumato in Italia è, in effetti, d’importazione.
Come è noto il mercato mondiale del miele è segnato da una domanda crescente e dal mancato incremento della produzione determinato da diversi fattori: andamento meteorologico, patologie e soprattutto crisi di sopravvivenza delle api e calo delle loro capacità produttive nei paesi ad agricoltura “avanzata” di tipo agroindustriale.
Coltivazione OGM e andamento meteo comportano, per esempio, da anni pressoché il dimezzamento dell’offerta di uno, fino a pochi anni or sono, dei principali paesi esportatori di miele al Mondo: l’Argentina.
Per i mieli veri e genuini si è quindi determinato un relativo incremento del costo di produzione e quindi di conseguenza del prezzo al consumo.
Il presidente dell’Unione Apicoltori Italiani, Francesco Panella ha dichiarato:
“Ringraziamo sentitamente i Nas di Bologna per l’attività di controllo e vigilanza effettuata e auspichiamo preluda e solleciti a una intensificazione dei controlli, da parte dell’insieme delle autorità sanitarie cui spetta la difesa dei consumatori e della qualità delle produzioni agricole.
Invitiamo i consumatori a non affidarsi, per la scelta, sul solo fattore prezzo. Anzi a diffidare delle offerte “stracciate”.
A controllare attentamente l’origine dichiarata e a prediligere le confezioni che indicano, senza timore, l’origine e la carta d’identità del miele.
L’Italia è nota nel Mondo, anche per la qualità e varietà delle sue produzioni apistiche, acquistare Mieli italiani vuol dire non solo una diversa garanzia qualitativa ma anche sostenere l’impollinazione e gli equilibri ambientali del nostro Belpaese.”
{jcomments on}
Potrebbero interessarti
In ricordo di Marco Accorti
16 marzo 2012 Abbiamo ricevuto e pubblichiamo i saluti a Marco Accorti, recentemente scomparso. Di Livia Persano Oddo, di Paolo…
Apicoltori: ORA TOCCA A NOI.
Aggiornato il 30 giugno 2014 ATTENZIONE! Abbiamo aggiornato gli importi con le donazioni ricevute e/o comunicate dopo la pubblicazione dell’articolo!…
Questionario Crea-Api sul servizio di impollinazione
30 novembre 2015 Il CREA-API, in collaborazione con diverse istituzioni di ricerca europee, ha predisposto un questionario da distribuire agli…
Normativa vigente in materia di residui nel miele
(ultima modifica: 4 Agosto 2010) a cura di Luciana Prandin, Franco Mutinelli, Roberto Piro, Centro Regionale per l’Apicoltura c/o Istituto…
L’Isola dei Canguri brucia: a serio rischio il santuario dell’ape ligure. Unaapi promuove le iniziative a sostegno dei colleghi australiani duramente colpiti
8 gennaio 2020 Kangaroo Island, nella regione dell’Australia Meridionale, da alcune settimane è flagellata da incendi di proporzioni devastanti. L’isola…
E’ morto Gino Girolomoni
18 marzo 2012 Personalità di riferimento dell’agricoltura nazionale, è stato uno dei precursori e fondatori dell’agricoltura biologica italiana. Se ne…
Notizie Recenti

Nuova PAC e apicoltura: la proposta del settore italiano

Tropilaelaps, l’acaro si avvicina all’Europa: Unaapi segue l’evoluzione della situazione

Nuovo DM, arriva il miele di qualità certificata: una svolta per l’apicoltura italiana
NGT1, via libera del Parlamento europeo alla deregolamentazione: quali implicazioni per api e impollinatori?

Unaapi e la tutela degli impollinatori: una sfida complessa
