Grande manifestazione degli apicoltori a spagnoli a Madrid. Gli apicoltori denunciano l’invasione del miele cinese e chiedono aiuti di stato.
“Non è miele tutto quello che dice di esserlo”
Il miele spagnolo è minacciato di morte da un insieme di circostanze che la Coordinadora de Organizaciones de Agricultores y Ganaderos (COAG) denuncia.
Per questo motivo il 16 di marzo sono scesi in piazza 3.000 apicoltori manifestando davanti al Ministero dell’Agricoltura e Pesca per protestare per la “concorrenza sleale di mieli che non sono soggetti ai rigorosi requisiti di qualità alimentare vigenti per i produttori europei”
A partire dai primi mesi del 2004 i confezionatori hanno importato 7.826 tonnellate per il mercato interno spagnolo senza effettuare più acquisti significativi di miele spagnolo. Questa situazione ha provocato una riduzione del prezzo medio intorno ai 1,60 euro al Kg a fronte di una media di 2,30 e 2, 60 euro percepiti rispettivamente negli anni 2002 e 2003. Per contro nel mercato si vendono sempre più succedanei del miele.
In Spagna vi sono circa 25.000 apicoltori di cui 5.000 sono professionisti (con più di150 alveari). La perdita di reddito totale per il calo dei prezzi è stata di 29,2 milioni di euro.
L’ UPA e la COAG chiedono alle amministrazioni che il settore sia incluso negli aiuti eccezionali per situazioni particolari e climatiche , la creazione di un piano di lotta alle malattie delle api, la proibizione di determinati prodotti fitosanitari, la vigilanza sulle importazioni da paesi terzi e la promozione del consumo di miele spagnolo.
MADRID, LE API SVANISCONO MISTERIOSAMENTE
Le api spagnole stanno scomparendo, vittime di un’ecatombe silenziosa. I loro corpi senza vita non vengono trovati nelle arnie, semplicemente svaniscono nel nulla. Migliaia di apicoltori, in rivolta per aver già perso dall’estate scorsa il 40% degli insetti e gran parte della produzione di miele, hanno manifestato a Madrid per chiedere al governo di intervenire con urgenza
“È un mistero, non sappiamo che cosa stia accadendo alle nostre api, non abbiamo neppure la prova materiale della loro morte, anche se probabilmente si tratta di una serie di fattori convergenti, dalla siccità ai parassiti e ai pesticidi”. Dice all’Ansa Augustin Palomino coordinatore nazionale per l’apicoltura dell’Asaja (Associazione dei giovani agricoltori) promotrice insieme ad altre organizzazioni di categoria di una manifestazione oggi davanti al ministero dell’agricoltura.
Un mistero, quello delle api, che ha fatto tornare in mente la profezia del filosofo e scienziato austriaco Rudolf Steiner, famoso per le sue lezioni di apicoltura il quale predisse nel 1923 che, a causa dei sistemi artificiali di allevamento, entro cento anni le arnie sarebbero rimaste vuote.
Gli apicoltori hanno consegnato oggi al ministro della agricoltura un documento in cui denunciano “la grave mortalità e lo spopolamento degli alveari” ricordando che “l’apicoltura è una attività imprescindibile e necessaria” anche per l’equilibrio ambientale, e chiedono misure urgenti.
“L’impollinazione in cui le api giocano un ruolo chiave – spiega il biologo Fernando Catalyud – è sempre più ridotta. E se non si fa qualcosa si porrà in pericolo un processo naturale cruciale per la conservazione dell’ambiente”.
Le api sono responsabili attraverso l’impollinazione di circa il 20-25% del cibo di cui ci nutriamo. “Gli esseri umani non potrebbero sopravvivere cinque anni alla scomparsa delle api” ammoniva Einstein citato oggi su un manifesto degli apicoltori.
All’ecatombe delle api, hanno ricordato i manifestanti, si aggiunge una crisi del mercato del miele a causa delle importazioni soprattutto da Cina e Argentina a basso prezzo e che danneggiano gravemente il settore, il 50% della cui produzione del 2004 è rimasta invenduta.
Ma ciò che davvero preoccupa i 27.500 apicoltori spagnoli, che producono ogni anno un terzo del miele della Ue, è il mistero della scomparsa delle api che è stato oggetto il mese scorso di una riunione al ministero fra esperti e imprenditori, ma senza giungere ad una conclusione precisa.{jcomments on}
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