E’ un’affermazione pesante quella contenuta in un comunicato stampa emesso il 3 novembre dall’associazione Coloss, la rete di ricercatori che promuove il coordinamento delle attività di ricerca sulle api.
L’ultimo aggiornamento della situazione epidemiologica in Calabria da parte dell‘IZSVenezie – Centro di Referenza Nazionale per l’Apicoltura- riferisce di 52 casi di apiari infestati da Aethina tumida, l’ultimo rilevato ieri, 4 novembre. L’area infestata misura attualmente circa 310 km quadrati (31.000 ettari).
Il prof. Peter Neumann, presidente dell’associazione Coloss e tra i massimi esperti di Aethina tumida, commenta tale contesto con le seguenti parole affidate ad un comunicato ufficiale: “L’associazione Coloss è fortemente preoccupata per la scoperta [di Aethina tumida in Italia, ndt], che significa l’inizio della presenza stabile di questo insetto nocivo in Europa. E’ inevitabile che si diffonderà ad altri paesi europei, ma non possiamo ancora prevedere quali saranno i suoi effetti sull’apicoltura. I membri di Coloss lavoreranno insieme per tradurre i risultati scientifici nella pratica a vantaggio degli apicoltori per aiutarli a combattere questo importante insetto nocivo”.
Mentre è aperto il dibattito sulle possibilità di eradicare il nocivo, in Calabria sono state distrutte finora 2100 famiglie di api, ma non è chiaro come si proseguirà ( Vedi Report convegno di Asti e Report incontro a Catanzaro).
Unaapi ha chiesto, con una lettera che non ha ottenuto riscontro, di sospendere le operazioni per condividere un urgente e chiaro piano di emergenza, basato su un calcolo costi/benefici, sullo stato attuale delle conoscenze e sul parere di esperti internazionali, per stabilire dei limiti opportuni al tentativo di eradicazione in corso, sia nella Piana di Gioia Tauro sia in eventuali focolai secondari o le eventuali misure di contenimento.{jcomments on}
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