Le temperature estreme anche per poco tempo durante le spedizioni e alti livelli di patogeni possono contribuire ai problemi di regina che oggi sono più frequenti che in passato, secondo uno studio appena pubblicato dai ricercatori dell’USDA sulla rivista PLoS One.
“Fattori di stress singoli o combinati potrebbero spiegare in parte perché gli apicoltori negli ultimi anni riportano di dover cambiare le regine anche ogni 6 mesi, mentre normalmente duravano uno o due anni.” spiega l’entomologo Jeff Pettis del Laboratorio di Ricerche sulle Api di Beltsville (Maryland, USA), a capo dello studio. Il laborario opera nel Servizio di Ricerche Agronomiche (ARS) del Dipartimendo per l’Agricoltura (USDA).
Le regine si accoppiano solo nelle primissime settimane di vita, poi per tutta la vita conservano lo sperma che utilizzano per fecondare le proprie uova. Le famiglie hanno problemi di regina avvengono quando questa muore o non produce abbastanza uova vitali per sostenere la popolazione di api operaie della famiglia. Sostituire le regine costa negli USA agli apicoltori circa 15$, un costo per colonia significativo.
Da marzo a ottobre gli apicoltori professionisti ordinano regine di solito già fecondate. I ricercatori si sono chiesti se le temperature estreme durante le spedizioni possano danneggiare lo sperma che le regine conservano nel proprio corpo. Durante spedizioni simulate in laboratorio, la vitalità dello sperma è calata dal 90 al 20% circa nelle regine inseminate esposte a 40°C per 1-2 ore o a 5°C per 1-4 ore.
Nelle prove su campo le regine, con termometri che misuravano le temperature ogni 10 minuti, sono state spedite dalla California, dalla Georgia e dalle Hawai al laboratorio di Beltsville attraverso la posta prioritaria del servizio postale (US Postal Service Priority Mail) oppure tramite la consegna nel giorno successivo di UPS, in luglio e settembre. I ricercatori hanno scoperto che il 20% delle spedizioni hanno affrontato temperature fino a 41°C e 8°C per più di due ore. Quelle esposte a alte o basse temperature durante il trasporto hanno avuto la vitalità dello sperma ridotta in media del 50%.
“La buona notizia è che con miglioramenti piuttosto semplici nelle condizioni di imballaggio e spedizione si può migliorare significativamente le regine e quindi la sopravvivenza delle famiglie” dice Pettis.
Le valutazioni svolte sulle regine spedite dagli apicoltori hanno evidenziato che in quasi tutte le spedizioni c’era un’alta prevalenza di virus della ali deformi, mentre il Nosema ceranae era il secondo patogeno più comune.
Gli apicoltori hanno anche chiesto di valutare la prestazione di ciascuna colonia in cui è stata introdotta una regina in buone o cattive condizioni di salute. E’ stata trovata una chiara associazione tra le colonie ritenute migliori e le regine con migliore vitalità dello sperma. Al contrario le colonie peggiori erano fortemente relazionate con le regine con bassa vitalità dello sperma.
“Abbiamo osservato un’ampia variabilità sia nei livelli di patogeni che nella qualità dello sperma nelle regine che ci sono state spedite e talvolta anche tra le regine dello stesso apiario, cosicché le ricerche dovranno ancora essere approfondite. Ma tornare ad avere regine che durano due anni potrebbe essere uno degli elementi per riportare alla sostenibilità il nostro comparto apistico” valuta Pettis.
Fonte: USDA-ARS
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