Quando si pensa all’impollinazione, il pensiero va in primo luogo alle api; ma contano, contano eccome, anche le oltre 16.000 le specie di api selvatiche per garantire il ciclo della vita nel mondo. Angurie, colza, ciliegie, mandorle, mele, more, mirtilli rossi e neri, pere, prugne, zucchine, girasole, erba medica, pomodori, sono solo alcuni dei prodotti agricoli la cui produzione è possibile grazie all’impollinazione degli insetti. È infatti motivata la grande preoccupazione che circonda il costante declino degli insetti impollinatori nel mondo, a ritmi particolarmente gravi negli ultimi anni.
Le api mellifere rappresentano solo la parte più popolare di questo fenomeno, forse quella più facile da raccontare e da proteggere, con milioni di apicoltori che lottano ogni giorno per loro.
Ma chi tutela le api selvatiche?
Ognuno di noi può e dovrebbe fare la sua parte. Ma soprattutto deve essere chi gestisce la terra, le piante e i fiori a tutelare gli impollinatori, iniziando a rendere i propri campi più ospitali, in particolare per le spesso trascurate api selvatiche. Specialmente in questo periodo storico, infatti, le api selvatiche possono compensare la mancata impollinazione delle api mellifere che, ancora in lotta per la sopravvivenza in quest’ambiente divenuto troppo inospitale, non riescono più a garantirci quegli efficienti servizi d’impollinazione a cui ci eravamo abituati.
Cosa fare, concretamente, per aiutare le api selvatiche?
Per iniziare, si può leggere l’interessante manuale redatto (in inglese) dall’associazione americana Xerces “L’agricoltura biologica per le api – Conservazione degli impollinatori selvatici nei sistemi ad agricoltura biologica”. Anche gli agricoltori biologici infatti, oltre a quelli convenzionali, possono fare molto di più per rendere i propri campi più ospitali alle api selvatiche, così da assicurare un eccellente servizio d’impollinazione, che di conseguenza si potrà tradurre in un’eccellente produzione agricola.
Questo manuale non è solo destinato agli agricoltori o a chi possiede un pezzetto di terra. Infatti, esso spiega anche come costruire (e poi gestire) semplici nidi per le api selvatiche… avere un loro nido in terrazza è più facile di quel che si pensi! Non siete convinti dell’importanza ed efficienza delle api selvatiche?! Forse non sapete che 250 femmine di Osmie riescono ad impollinare un meleto di 4000 metri quadrati, compito che richiederebbe almeno 20.000 api da miele.
Ma proviamo a non pensare solo all’efficienza e all’utilità, né alla protezione di qualcosa. Una volta costruita una casetta per le api selvatiche, o dopo aver scoperto quanto siano speciali e importanti, sarà tempo di riflettere, e fermarci un momento… per pensare. Sarà tempo di ricordare quanto le comuni pratiche agricole siano spesso dannose sia per le api che per tanti altri animali meno “famosi”.
Sarà tempo di provare a capire che anche non fare qualcosa di sbagliato può cambiare il mondo.{jcomments on}
Potrebbero interessarti
Killer delle api: le prove capitali
21 aprile 2008 Ecco le prime analisi a conferma ulteriore di quanto già si sapeva: L’analisi dei campioni di api…
Un milione di firme per fermare la privatizzazione dell’acqua. Manca ancora la tua!
14 marzo 2013 Gli apicoltori italiani e l’Unaapi aderiscono all’Iniziativa dei Cittadini Europei per chiedere alla Commissione Europea che…
Il Cruiser decima le api in Francia
(24 maggio 2009) Il telegiornale del 27 dell’emissione FRANCE 2 dedica un approfondito servizio agli spopolamenti provocati dal Cruiser.
Moria di api, si attiva il Mipaaf
24 maggio 2007 Dopo una serie di concitate riunioni per decidere il dafarsi in seguito alle crescenti polemiche su presunti…
Canada: dai neonicotinoidi la più grande minaccia alla biodiversità
30 maggio 2014 La scienziata Christy Morrissey dell’Università di Saskatchewan ha denunciato gli effetti da contaminazione da neonicotinoidi delle zone…
Anche dal lontano Oriente prove schiaccianti sui neonicotinoidi
10 febbraio 2010 Il Ministero delle politiche agrarie e forestali del Giappone, nell’aprile del 2010, ha reso pubblico un dato…
