USA 2013. L’anno della scomparsa della farfalla monarca?
Tratto da The New York Times. Per la prima volta nella storia, quest’anno le farfalle monarca sono state avvistate con una settimana di ritardo e in numero decisamente inferiore. I 60 milioni di esemplari del 2012 appaiono numerosi rispetto ai 3 milioni del 2013. Gli esperti ne temono l’estinzione.
Ma questa è solo l’ultima delle brutte notizie legate al declino drammatico delle popolazioni di insetti.
Un altro insetto in grave difficoltà sono le api selvatiche, suddivise in migliaia di specie. I pesticidi a base di nicotina, cosiddetti neonicotinoidi, sono tra le cause del loro declino. Tuttavia, secondo gli esperti, anche se non se ne facesse più uso, le api selvatiche, le farfalle monarca e molte altre specie di insetti sarebbero ancora in serio pericolo. C’è infatti un altro fattore non ancora debitamente considerato: la perdita di un’ampia gamma di piante native negli USA.
Questa perdita è legata alle pratiche agricole nordamericane. L’aumento vertiginoso del prezzo del mais negli ultimi anni, legato ai sussidi federali per i biocarburanti, ha ulteriormente incentivato un’agricoltura estensiva, che si si è estesa anche nelle terre una volta considerate riserve federali.
Altro colpevole: il Roundup. Un erbicida che stermina tutte le piante eccetto i coltivi geneticamente modificati per la sopravvivenza.
Di conseguenza, milioni di ettari di piante autoctone – soprattutto di euforbia, un’importante fonte di nettare per molte specie, di vitale importanza per le larve della farfalla monarca – sono stati spazzati via. Uno studio ha dimostrato che nello Iowa è andato perso il 60% di euforbia. Un altro studio ha stimato la perdita al 90%.”Il paesaggio agricolo è sterile”, afferma il Dott. Brower.
La perdita di insetti non è cosa da poco. Gli insetti offrono servizi essenziali per gli ecosistemi, per esempio trasformano le radici delle piante in materia organica e disperdono i semi. Essi sono una fonte primaria di cibo per gli uccelli. Le api, in particolare, impollinano circa l’80% delle nostre colture alimentari. “Tutti loro sono in difficoltà”, ha detto Marla Spivak, professoressa di apicoltura presso l’Università del Minnesota.
L’agricoltura non è l’unico problema. In tutto il mondo, i “deserti biologici” – le strade, i parcheggi e i giardini – si sono estesi al posto di habitat naturali. Le piante dei giardini vengono scelte in base ai colori e alle forme, non per il loro ruolo ecologico.
Piante native come le querce, erano fonte di cibo per 537 specie di bruchi, che a loro volta sono alimento importante per uccelli e insetti. Ma molte piante hanno anche un ruolo importante per la salute degli insetti. Le api ricorrono alle resine medicinali di Aspen e salici, ottimi antimicotici, antibatterici e antivirali, per la loro covata e per combattere infezioni e malattie. “Le api raschiano le resine dalle foglie, per farla rimanere incollata alle zampe posteriori e portarla negli alveari”, afferma la prof.ssa Spivak.
Oltre ai pesticidi e alla perdita di ecosistemi, l’altra grande sfida per le api sono le patologie. Ma tutti questi problemi sono collegati tra loro. Ecco l’esempio della prof.ssa Spivak: “Pensiamo a un’ape malata che si trova in un deserto di cibo e deve volare lontano per foraggiare. Il suo sistema immunitario e le neurotossine collassano per lo sforzo. È probabile che perda l’orientamento e non sappia più tornare all’alveare”.
Ci sono numerose organizzazioni ed esperti che si dedicano alla tutela degli habitat autoctoni. Si tratta di invertire l’egemonia dei prati inglesi. “Se hai un prato di sola erba, non hai niente”, come dice Mace Vaughan della Xerces Society, un’organizzazione leader nella tutela degli insetti. “Ma se hai un giardino di fiori selvatici, le api si inizieranno ad avvicinarsi e poco a poco potresti avere 20 o 30 specie di api, farfalle e farfalle monarca.”
“Offrire una casa agli insetti è garantire sicurezza alimentare”, ha affermato il Dott. Tallamy, “se le api dovessero scomparire, si perderebbe l’80% delle piante. Non è una questione di scelte, è un problema enorme per l’umanità”.{jcomments on}
Fonte: The New York Times. “The Year the Monarch Didn’t Appear“, di Jim Robbins (autore di “L’uomo che piantava gli alberi”)
Potrebbero interessarti
Problemi alle regine per gli sbalzi di temperatura o per i neonicotinoidi?
30 settembre 2016 Diversi nuovi studi evidenziano inequivocabili effetti deleteri sulle funzioni riproduttive dei fuchi e delle regine.
Morie api: in Lombardia attivate le Usl
8 maggio 2007 Oggetto: Segnalazione morie di api Ai Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione Veterinari delle ASL della Lombardia Sono…
Commissione Ue: bandire i neonicotinoidi per gli “elevati rischi per le api”
24 marzo 2017 The Guardian ha dato notizia della proposta che la Commissione sottoporrà presto agli Stati membri. Se questi…
Nuova valutazione scientifica mondiale sui pesticidi sistemici: minaccia per api e biodiversità
Aggiornato il 28 giugno 2014 Per quattro anni, 29 scienziati, membri della Task Force sui Pesticidi Sistemici, hanno condotto una…
Lombardia: alveari sterminati a giugno
aggiornato il 24 giugno 2015 Dopo la recrudescenza di spopolamenti e morie d’api nei mesi di aprile e maggio 2015…
Gli Stati membri dell’UE ostacolano la trasparenza e l’obiettivo del raggiungimento della riduzione dei pesticidi
Gli Stati membri dell’Ue ostacolano l’accesso alle informazioni sui dati d’uso dei pesticidi. In un contesto di inarrestabile crisi, di…
