Conferenza scientifica internazionale dedicata al Declino dei Bombi, a Saint Louis nel Missouri, riunisce ricercatori, agenzie governative e allevatori commerciali per confrontarsi sulle possibili cause del fenomeno.
Come nel caso del declino delle api, degli uccelli insettivori, dei batraci, dei molluschi ecc… la ricerca “scientifica” preferisce nettamente dedicarsi a cercare cause patologiche o conseguenti al cambio climatico trascurando pervicacemente (volutamente? forse per non scontrarsi con gli enormi interessi dei maggiori finanziatori di ricerca in agricoltura?) il possibile ruolo dei nuovi insetticidi a effetto sistemico pervasivo dell’ambiente.
Molecole nuove di cui sono studiati e noti sia l’enorme capacità di danno cronico e anche in dosi infinitesimali, sia la capacità di persistente contaminazione di essenze botaniche, acqua, terra ecc…Il possibile “effetto pesticidi” è anche nel caso dei bombi (come per api, rane, molluschi, uccelli insettivori ecc…) evocato ma assai raramente considerato e studiato come, con evidenza indiscutibile, meriterebbe.
Negli Stati Uniti e in Canada erano presenti circa 50 specie autoctone di bombi (genere Bombus), importanti impollinatori selvatici delle piante spontanee e delle colture di frutta e verdura. Diverse specie sono anche allevate e utilizzate per l’impollinazione delle serre di pomodoro, poiché le api non ottengono analoghi risultati su questa coltura.

Negli ultimi tre anni, i ricercatori hanno registrato per cinque specie un declino rapido e preoccupante.
Sydney Cameron, biologo dell’Università di Illinois, ha dichiarato che, ad esempio, il Bombus franklini era molto diffuso nel 1998 nel nord della California e nell’Oregon meridionale. Gli scienziati nel monitoraggio effettuato nel 2007 ne hanno trovato una sola colonia. D’altra parte tre specie – B. affinis, B. terricola, e B. occidentalis – saranno addirittura incluse nella Lista Rossa delle Specie Minacciate, (IUCN).
I delegati si sono confrontati sulle possibili cause di questa crisi. Alcuni ricercatori hanno individuato il “solito colpevole” (come per le api e i batraci…NDR) un patogeno fungino, il Nosema bombi, che potrebbe essere stato introdotto negli Stati Uniti, con i bombi importati dall’Europa. Al contrario gli allevatori commerciali di bombi hanno sottolineato che le prove in merito all’effetto patologico del Nosema Bombi sono assolutamente insufficienti. Altri ricercatori hanno posto l’accento sull’impatto del cambiamento climatico, le fioriture possono risultare precoci anche di uno o due mesi. Al fine di verificare lo stato delle popolazioni di bombi è stata decisa la raccolta e la digitalizzazione delle informazioni.
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