L’Informatore Agrario ospita confronto tra apicoltori e chimici su concia insetticida del mais
Per la prima volta dall’inizio del fenomeno di declino delle api conseguente, fra l’altro, all’utilizzo di pesticidi neurotossici, in particolare – ma non solo – per la concia del mais, il settimanale specializzato del settore agricolo ospita un primo spazio di confronto tra portatori d’interesse. In merito alle dichiarazioni del dottor Rosso di AgroFarma è da notare che:
- L’asserita essenzialità per l’agricoltura italiana dell’uso dei concianti neonicotinoidi per il mais è enunciata genericamente, non più quali indispensabili mezzo di lotta e contenimento dell’altrimenti “indomabile”parassita del mais diabrotica virgifera virgifera, bensì per un supposto, e tutto da dimostrare, incremento di produttività del mais stesso.
- Si tace accuratamente la mancata autorizzazione in Francia di Gaucho, Poncho, nonché di Regent mentre solo il Cruiser è autorizzato, con autorizzazioni “annuali e condizionate”. Analogamente nulla si dice sulla sentenza del 2011 del Consiglio di Stato francese, che dichiara illegali le autorizzazioni annuali pregresse del Cruiser, per la grave carenza di valutazione degli effetti tossici nel tempo, adempimento previsto dalla normativa vigente e bellamente bypassato da lobby della chimica e amministrazione statale compiacente, se non complice. E infine si tace sull’analoga pronuncia, prevista per l’estate 2011, del Consiglio di Stato d’oltralpe sul Cruiser 350.
- Non si spende una sola parola sugli studi scientifici indipendenti (fra l’altro proprio dalla ricerca Apenet, finanziata dal Mipaaf) che hanno accertato, in modo inequivocabile, sia l’emissione tossica in fase di semina, sia l’inadeguatezza dei mezzi proposti, a oggi, per cercare di ridurre la contaminazione in fase di semina, e sia infine i plurimi indizi d’inaccettabili effetti subletali sugli alveari nel tempo.
L’Informatore Agrario aveva già ospitato un’intervista, su quanto emerso con la ricerca Apenet sull’impatto dei concianti sugli alveari, al dottor Marco Lodesani del CRA-API.
Sul numero 5/2011 della rivista era poi stato pubblicato il contributo del Gruppo di lavoro «Diabrotica» del Servizio fitosanitario nazionale, da cui risulta come in assenza dei concianti i danni e diffusione di diabrotica siano risultati praticamente inesistenti: il Monitoraggio Interregionale della Diabrotica ha accertato infatti che nel 2009 su 943.000 ettari coltivati a mais in Italia, sono stati constatati, danni pari o superiori al 5%, su soli 13.700 ettari e analoga rilevazione ha fornito nel 2010 conclusioni ancor più eclatanti: su 1.211.000 ettari a mais i danni sono stati rilevati su soli 1.405 ettari.
Mentre sul Supplemento de L’Informatore Agrario 7/2011 era stato dato ampio spazio alla difesa integrata del mais di L. Furlan e Al. Con la conferma che strategie agronomiche (ad esempio modifiche nell’avvicendamento) evitano la necessità d’interventi insetticidi alla semina. Nel caso della diabrotica “il danno si presenta solo per mais che segue mais, soprattutto per più anni”.
Per Elateridi e altri parassiti del terreno: …” L’incidenza di elevate popolazioni di elateridi e/o altri insetti del terreno, in grado di influenzare i livelli produttivi, è risultata molto ridotta in tutte le osservazioni che nel corso degli ultimi 25 anni sono state condotte (al di sotto dell’1% della superficie coltivata complessiva considerando ampie zone)…”.
“I risultati sperimentali del biennio 2009-2010 confermano quanto sopra esposto. Nel campione di appezzamenti ricadenti nelle principali regioni maidicole in cui le popolazioni di elateridi sono state attentamente monitorate unitamente ai loro effetti sul mais, in assenza di trattamenti insetticidi alla semina non sono stati osservati attacchi gravi da insetti del terreno in grado di influire sui livelli produttivi . “…L’incidenza di piante con anomalie di sviluppo attribuibili a virosi trasmesse da insetti, contro le quali la lotta fondamentale si basa sulla scelta di ibridi resistenti, è stata bassa. Le prove strip-test e parcellari sull’effetto dell’utilizzo del geoinsetticida su appezzamenti rappresentativi della gran parte della superficie a mais hanno evidenziato che l’uso dell’insetticida non migliora significativamente né gli investimenti né la produzione dove la presenza di elateridi e da considerarsi entro la soglia di danno ”.
“Nei limitati casi in cui le popolazioni di elateridi sono risultate al di sopra della soglia di danno,… la sperimentazione e le osservazioni evidenziano che comunque vi è la possibilità che il geoinsetticida non garantisca sufficiente protezione…”
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