A luglio Unaapi, Conapi e Osservatorio Miele, con un documento unitario, hanno denunciato le gravi carenze di funzionamento del sistema informatico della Banca Dati Apistica –BDA -, finalmente avviata nel 2015.
Dopo anni e anni persi il varo della BDA ha registrato varie e gravi carenze, fra cui le principali evidenziatesi sono:
• Distorsioni, difformità e interpretazioni locali con barriere, in termini di accesso alla banca dati e al suo uniforme utilizzo. Con danno grave delle condizioni di paritaria concorrenza tra imprese, in specie per quelle che operano in regioni diverse.
• “Creativa” trasformazione della comunicazione di nuova postazione in autorizzazione ( con obbligo di “validazione” veterinaria della informazione trasmessa dall’apicoltore).
• Creativa” trasformazione della comunicazione di nomadismo o di vendita tradotta in obbligo di “modello 4” cartaceo. Imposizione normativa che riguarda solo gli animali allevati vertebrati, tra cui non possono certo essere annoverate le api.
Ingiustificabili errori di impostazione in una situazione già deteriorata dalla confusione e sovrapposizione normativa. Il grave ritardo per l’avvio della BDA è stato, infatti, parzialmente compensato nel tempo da un insieme di disparate norme regionali che dispongono i più vari obblighi e adempimenti agli apicoltori.
Oggi è invece necessario che si sappia fare uno sforzo congiunto delle istituzioni (Ministero della Salute, Mipaaf, Regioni) per portare chiarezza nelle dinamiche di relazione/applicazione, e superamento, di tutte quelle norme di carattere regionale antecedenti l’istituzione della BDA.
Il Ministero della Salute ha quindi emesso in agosto una circolare per cui sarebbero stati registrati nel sistema circa 22.000 apicoltori , probabilmente meno del 50% del totale.
Pertanto il Ministero invita le Regioni a:
- Attivarsi e a semplificare le procedure nella gestione e comunicazione di informazioni tra il cittadino e la pubblica Amministrazione,
- Agevolare il più possibile la modalità di comunicazione digitale,
- Prendere atto delle informazioni inserite nel sistema, ad eccezione di informazioni palesemente erronee o non corrispondenti al vero, salvo verifiche a posteriori;
- Garantire ai propri utenti, nel caso di banche dati autonome regionali, almeno lo stesso livello di servizio e di funzionalità della BDA nazionale.{jcomments on}
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