L’Unaapi ha promosso la mobilitazione degli apicoltori italiani, e simbolico”sciopero del servizio d’impollinazione” (con presidi, dibattiti, degustazioni e sensibilizzazione di cittadini e di media), per dire basta agli insetticidi killer d’api e natura. Le iniziative di sensibilizzazione e denuncia degli apicoltori hanno avuto luogo affinché il Governo applichi il principio di precauzione, e deliberi:
- il ritiro definitivo dell’autorizzazione dei concianti sistemici del mais.
- L’attivazione immediata, nazionale e comunitaria, della radicale revisione delle autorizzazioni delle preparati e delle molecole insetticide sistemiche.
Disponibile anche Modulo cartaceo, dell’Unione degli apicoltori, per aderire all’appello di Avaaz, già sottoscritto oltre 1 milione e 240.000 persone…
Nell’autunno 2008, dopo anni di stragi d’alveari, denunce, accertamenti scientifici, dibattiti, inchieste dei media e manifestazioni di protesta, il Ministero della Salute, su impulso di quello dell’Agricoltura, decide finalmente di sospendere l’autorizzazione per i concianti sistemici del mais, killer di api e natura.
Ministeri e apicoltori devono poi affrontare i ricorsi giudiziari di Bayer, Syngenta & C.
In successione sia la sentenza del Tar del Lazio e poi quella del Consiglio di Stato segnano le importanti vittorie di apicoltori e ambiente.
Dell'”emergenza api”s’interessano diversi importanti media, come ad esempio la trasmissione Report.
Finanziato interamente dal Ministero dell’Agricoltura, viene quindi avviato un progetto di ricerca, Apenet, con complessi e molteplici obiettivi, per verificare fra l’altro gli effetti del mancato utilizzo dei concianti sistemici sia sullo stato di salute delle api che sulle produzioni di mais.
La ripresa dell’apicoltura è subito testimoniata nel 2009 dai dati Istat sulla produzione di miele in Italia: si passa dal magrissimo raccolto di 72.000 quintali di miele del 2008, a una produzione di 108.000 quintali nel 2009, con un incremento del 50%!!
Nel contempo i primi risultati delle ricerche di Apenet confermano le denunce degli apicoltori, e accertano fra l’altro l’inadeguatezza degli appositi dispositivi per le seminatrici, proposti dai venditori di chimica quale mezzo “sicuro” per evitare contaminazioni nelle operazioni di semina.Numerose ricerche in tutto il mondo dimostrano l’inaccettabilità degli effetti tossici delle molecole sistemiche, accertando nuove vie di inquinamento prima insospettate come le guttazioni (emissione dalle piante di goccioline d’acqua avvelenata), così come la persistenza contaminante delle acque e dell’ambiente.
Il Ministero della Salute rinnova anche per il 2010 la sospensione dei concianti killer.
Nel 2010 gli alveari italiani incrementano la ripresa, anche se vi sono nuove segnalazioni di avvelenamenti d’apiari da diversi trattamenti chimici su varie colture (agrumi, olivo, vite, orticole), e la produzione di miele fa un ulteriore balzo avanti portandosi a 122.000 quintali, attestandosi alle medie produttive che si registravano prima dell’inizio delle morie (dati Istat). L’istituto nazionale Inea, infatti, nel tradizionale rapporto sull’agricoltura dell’annata 2010, attesta che: “si sono avuti risultati positivi …()…soprattutto per il miele, in forte ripresa dopo la moria di api degli ultimi anni”.
Se si considera che negli ultimi venti anni in Europa sono scomparse oltre il 60% delle farfalle è evidente come il miglioramento segnalato dalle api, assume valenza concreta e immediata per l’insieme degli equilibri biologici.
Ma per il mais le cose vanno anche meglio. La superficie coltivata s’incrementa e con un aumento del 3,6% delle rese a ettaro!! A dimostrazione della infondatezza degli allarmi lanciati: nel 2010 solo lo 0,1% della grande superficie coltivata a mais in Italia registra danni pari o superiori al 5%. Le sementi conciate hanno un maggior costo fra i 15 e i 20 € a ettaro, pertanto gli agricoltori risparmiano, e non regalano alle Corporazioni della chimica, diversi milioni di euro! Peraltro se 2010 s’è quindi rivelato un anno di buona produzione di mais il 2011 si preannuncia addirittura un “anno record” di resa per ettaro della cultura del mais, come giunge a riconoscere perfino l’autorevole periodico agricolo L’Informatore Agrario (n° 37/2011).
In Europa intanto la Germania ha dal 2008 vietato l’impiego dei neonicotinoidi, così come la Slovenia è stata costretta a riconfermarne lo stop dopo nuove stragi d’alveari. A seguito dei ricorsi di apicoltori e ambientalisti recentemente il Consiglio di Stato della Francia dichiara illegali le pregresse autorizzazioni annuali del conciante sistemico per il mais Cruiser 350, l’unico preparato sistemico, dei 4 disponibili, autorizzato Oltralpe.



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