Personalità di riferimento dell’agricoltura nazionale, è stato uno dei precursori e fondatori dell’agricoltura biologica italiana.
Se ne è andato per un infarto, una morte veloce e con pochi fronzoli….
…proprio Lui che per una vita ha insegnato a più di una una generazione, che una bella idea quando nasce dal cuore, da una emozione, può far nascere una grande impresa.
E la sua è stata davvero una grande impresa, non solo come la ditta ALCE NERO COOPERATIVA, che ha creato 40 anni fa, con una tenacia ed una forza da leone, contro la cultura dominante dell’uso dei veleni in agricoltura, della fuga dalle campagne, del mito dell’operaio in fabbrica e… del divieto di chiamare pasta e pane ciò che dal grano veniva creato senza DEPREDARE la farina dei suoi elementi essenziali!
Sì perchè molti non lo sanno o lo hanno dimenticato, ma negli anni ‘
Non posso non ricordare che di Gino e della sua cooperativa ho iniziato a sentire parlare quando ero un giovane ribelle, ed era bello parlare coi compagni di quel manipolo di pazzi Marchigiani, che testardi come quei buoi spariti di colpo dalle campagne, si erano uniti a creare territori senza veleni, villaggi e ruderi recuperati, sì da resistere all’inquinamento obbligatorio e dimostrare che è la cultura, che determina le nostre scelte di vita.
Poi ho conosciuto Gino nei convegni, ci siamo incontrati tante volte e poi il giusto epilogo, abbiamo iniziato a collaborare e negli ultimi anni ho avuto la fortuna di essere il fornitore del miele che col marchio GIROLOMONI vendevamo in Giappone.
Ciao Gino, grazie per tutto quello che hai fatto per noi, grazie per aver creato il biologico, e non preoccuparti l’ ANIMA DEL BIOLOGICO non si perderà e continuerà a vivere!
Angelo Dettori
16 marzo 2012
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