Il Fipronil è tossico – Inchiesta de il Velino
Roma – “Le dichiarazioni di Alberto Dezza della Basf Italia a proposito del Fipronil lasciano veramente stupefatti”. Così al VELINO Francesco Panella, presidente dell’Unione nazionale associazioni apicoltori italiani (Unaapi) risponde alle affermazioni del country manager divisione Agro della casa fitofarmaceutica
tedesca sulla presunta implicazione del Fipronil (principio attivo del Regent, prodotto usato per la concia delle sementi) nella moria di api. Dezza aveva spiegato a sua volta al VELINO che il composto chimico, pur sospeso in Francia dal 2004, non appartiene alla famiglia dei neonicotinoidi, non è un prodotto sistemico e non entra quindi nel ciclo vitale delle piante diventando così pericoloso per le api che vanno a bottinare in epoca di fioritura. “Non crediamo che sia di gran rilievo discettare in merito a quale famiglia chimica appartenga il principio attivo Fipronil”, ha commentato Panella. “E ‘ molto più istruttivo e indicativo ricavare la verifica di fondatezza delle affermazioni del rappresentante della Agro Basf Italia anche e solo dalla lettura del depliant esplicativo che accompagna il Regent G”. Il foglio illustrativo riporta che il Fipronil è una “molecola dotata di eccezionale e persistente efficacia insetticida”, che è “attivo per contatto e ingestione su insetti’” e che la sua attività “si esplica a livello del sistema nervoso centrale dell’insetto”, perturbandone le sinapsi. Nella scheda informatica si legge inoltre che le piccole quantità di sostanza attiva vengono traslocate meccanicamente dal terreno nelle foglie insieme all’acqua assorbita dalla pianta”. Il presidente dell’Unaapi spiega che “in effetti l’efficacia neurotossica e sistemica è reale, così come garantita nel depliant, e purtroppo nella nostra triste verifica di campo, per gran parte dell’intero ciclo vitale delle culture per cui è autorizzato l’uso”.
Dezza aveva inoltre dichiarato al VELINO che l’autorizzazione del Regent in Francia è stata sospesa “in seguito a un caso evidente di moria di api correlato al Fipronil e all’Imidacloprid della Bayer”. Dura la reazione di Panella: “Ci fa piacere che finalmente le evidenze di campo assumano un qualche rilievo anche per una multinazionale, peccato che in questo caso l’affermazione risulti velatamente velenosa per il solo prodotto della concorrenza”. Secondo il presidente dell’associazione apistica, l’unica osservazione di Dezza che può fornire qualche spunto di riflessione “è quella sulla scarsa efficienza e coordinamento delle pubbliche procedure di valutazione”. Panella ha spiegato che attualmente tutti gli studi per la valutazione sono forniti dai produttori, e solo da loro. “Nessuna contro-analisi è richiesta, nessun articolo di letteratura scientifica eventualmente esistente ed eventualmente divergente è richiesto. A livello comunitario, nel dossier del Fipronil, i rapporti del Comitato scientifico e tecnico francese (Cst), le cui conclusioni sono lontane da quelle rassicuranti presentate dal produttore Basf, non sono nemmeno menzionate. Inoltre, il giudizio comunitario sul Fipronil sostiene che la misurazione del quoziente di rischio non è importante per le api per quanto riguarda il trattamento dei semi. Se gli esperti ritengono sia necessaria la sostituzione di questo indice tramite uno più accurato, sono le istituzioni europee che dovrebbero essere incaricate di rivedere gli allegati della Direttiva 91/414 a questo proposito”. Sino a che tale revisione non sarà stata effettuata, le associazioni apistiche ribadiscono che il Fipronil mostra un’acuta tossicità nei confronti delle api. “È neurotossico e sistemico”, ha aggiunto Panella. “La molecola è presente nel nettare e nel polline delle piante che derivano da semi trattati. La sostanza si ritrova pertanto nel cibo delle api e nelle loro covate”.
Secondo Panella “oggi purtroppo l’insieme del processo pubblico di valutazione si sviluppa senza alcuna procedura di verifica dell’effettivo impatto ambientale, senza alcun riguardo per la società civile, la procedura non prevede alcuna consultazione degli stakeholders come avviene frequentemente per le materie che toccano interessi sociali o ambientali”. Sulla priorità di affrontare con diverso e più responsabile approccio l’uso degli agrofarmaci si è espressa il 12 settembre scorso la commissione Ambiente del Parlamento europeo “che ha tra l’altro richiesto non sia più consentito l’uso di principi attivi neurotossici”. Secondo i dati Eurostat 2007, l’Italia non è solo il paese dell’arte, del sole e della alimentazione di qualità è anche la nazione europea che utilizza ben il 33 per cento, pari a 7.078 tonnellate, degli insetticidi impiegati in tutta Europa, e su una superficie agricola proporzionalmente ridotta. “È interesse strategico non solo per l’ambiente, l’agricoltura e l’apicoltura una nuova e diversa capacità di valutare responsabilmente l’enorme impatto ambientale che comporta l’uso di tali sostanze ma anche e soprattutto per il futuro della nazione”, ha concluso Panella. “La speranza è quella che di questa necessità si facciano finalmente il dovuto carico anche i nostri rappresentanti politici e responsabili amministrativi e che i potatori di interessi privati si rendano conto dell’enorme danno di immagine che comporta loro la difesa cieca del solo tornaconto economico a breve termine”.
Da Il Velino (Edoardo Spera)
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